Volevo solo salvarti

Ciao ragazzi, ecco a voi una fanfiction di Sherlock.
Premessa! Questa è la continuazione dell'ultimo episodio della serie, concentrato in particolare su Molly e Sherlock.
Se non avete ancora finito la serie vi avviso che saranno sicuramente presenti spoilers e riferimenti agli avvenimenti dell'ultima puntata

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3. Ricordi

Molly Hooper raggiunse a fatica la cucina con una tazza di te in mano, avvolta come un salame nella sua coperta preferita. Negli ultimi giorni le era sembrato di vivere in un altro mondo, un mondo diverso e triste. Aveva passato il suo tempo spostandosi dalla cucina , al letto o al divano; aveva guardato la televisione e tentato a volte di leggere qualche romanzo poliziesco, ma ogni cosa le ricordava Sherlock. "E' incredibile" pensava " come il ricordo di una persona possa rimanere intrappolato nelle più piccole cose":  un libro che lui aveva criticato per la poca credibilità, un te che gli piaceva particolarmente e che lei gli portava spesso al lavoro, e subito le tornavano in mente gli avvenimenti di qualche giorno prima, o quelli di tutta la sua vita da quando aveva incontrato Sherlock.

 

Si mise a ripensare al loro primo incontro, che era stato a dir poco strano.

Lei stava lavorando come ogni giorno all' ospedale nella stanza mortuaria, esaminando il capello di un uomo che era stato trovato morto per strada, in uno dei quartieri più malfamati di Londra; stava giusto pensando a quanto ovvia fosse la sua morte quando un uomo strano, alto alto, con un lungo cappotto, era entrato con frenesia e sicurezza nella stanza, con alle calcagna Phil ( l'assistente e collega della ragazza) che gli arrancava dietro con le sue gambe corte. La prima cosa che aveva colpito Molly dell' aspetto dell'uomo erano i suoi occhi : azzurro ghiaccio e con una scintilla di quella che poteva essere pazzia o intelligenza ( e che poi si rivelò essere entrambe).

Molly aveva guardato stupita l'uomo e poi Phil, che si era appartato in un angolo e non diceva una parola. Sherlock era rimasto per qualche secondo a guardarsi intorno, e poi aveva iniziato ad aprire velocemente  le celle frigorifere contenenti i cadaveri, con la stessa disinvoltura di un uomo alla ricerca di calzini.

Molly era rimasta inizialmente interdetta e poi con aria perplessa si era avvicinata all'uomo e gli aveva detto timidamente "Buongiorno scusi, posso chiederle cosa sta cercando? ". Sherlock allora si era girato e, come se l'avesse vista per la prima volta aveva detto " Oh salve signorina, il mio nome è Holmes, Sherlock Holmes e ho urgentemente bisogno di un cadavere". A quel punto Molly stupita non era stata sicura su cosa rispondere " U..Un cadavere, e a cosa le serve un cadavere" "Ma ovvio, devo frustarlo", "Oh capisco..." disse allora Molly; non era vero, non aveva capito, non aveva capito per niente. A quel punto però Sherlock non la stava già più ascoltando e aveva ripreso la sua ricerca. Allora Molly, che non era mai stata brava ad imporsi, si era avvicinata a Phil e gli aveva chiesto chi fosse quell'uomo. A quel punto lui le aveva spiegato il lavoro di Sherlock, la sua bravura e le sue strane richieste. Molly, che non si faceva mai troppe domande, si era avvicinata al tavolo su cui Sherlock aveva posato il cadavere. Lui aveva guardato il cartellino con i vari dati del cadavere e poi, senza battere ciglio, aveva tirato fuori un frustino, come quelli che si usano per i cavalli, e iniziato a frustare il malcapitato con forza, mentre Molly lo guardava con gli occhi sbarrati e pensava "Questo è proprio pazzo".

Una volta finita la sua "operazione" aveva riposto il frustino e si era messo ad esaminare il corpo. A quel punto Molly, che non poteva più tenere a bada la sua curiosità aveva detto      " Scusi ma... perché ha frustato il corpo come un cavallo da corsa?" Sherlock a quel punto si era girato ed era scoppiato a ridere e, per qualche motivo, aveva fatto ridere anche lei. Poi aveva risposto " Beh, devo dire che questa è una domanda interessante. Vede è una sorta di esperimento, lo faccio per esaminare l'eventuale apparizione di ematomi su un corpo a una certa distanza dalla morte. Ma la cosa più divertente è che lei mi abbia permesso di farlo, è la prima. Vedo poi che vive da sola, penso che potremmo diventare amici."

 Quella sua prima (e non ultima) intuizione l'aveva sorpresa ma da quel giorno Sherlock era sempre venuto all'ospedale quando aveva bisogno di un cadavere o di un aiuto per un caso, ed erano diventati veramente amici, anche se per Molly era sempre stato qualcosa di più.

 

Molly sorrise, appoggiandosi al tavolo della cucina, ripensando al loro primo, buffo, incontro. Fu però subito riscossa da qualcuno che aveva iniziato a bussare con forza alla porta.        Si diresse a fatica verso l'ingresso, appoggiò la fronte per vedere dallo spioncino e trasalì: fuori, con il suo capello e il suo cappotto lungo, c'era Sherlock Holmes.

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