Errori

Draco Malfoy, Un ragazzo da tutti considerato un poco di buono.
Denise Holmes, una ragazza che da poco si conosce veramente.
Storia immersa in odio, amore, litigi, amicizia e sopratutto errori.

!!per la storia sto utilizzando SOLO i luoghi e alcuni personaggi dei romanzi "Harry Potter"!!

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3. Anche il ghiaccio brucia.

L'estate era passata in fretta, gli acquisti già tutto effettuati.

Il primo settembre è alle porte.

Il mio primo anno ad hogwarts.

Sento la sveglia suonare, una luce soffusa entra dalla finestra, le ante aperte rivelano un armadio vuoto tranne che per gli abiti che devo mettere questa mattina e altri che non metto da una vita,

Il tepore delle coperte mi fa stare tranquilla e non voglio scendere dal letto, poi sento mia madre che bussa alla mia porta, mugugno un "Mhh" lei sa che può entrare, non appena apre la porta nella stanza si diffonde un odore di tè alla menta e di muffin appena sfornati. Il mio stomaco brontola dalla fame.

Mia mamma con voce dolce dice "dai scendi e vieni a fare colazione, ho preparato i muffin ai frutti di bosco che a te piacciono tanto, non dirlo a tuo padre, tanto se ne sarà accorto lo stesso" e insieme ci mettiamo a ridere.

Scendo in cucina e vedo mio padre rincorrere mia madre attorno al tavolo, quindi per fare un piacere a Madlenne salto in spalla a Mr Holmes (così lo chiamo io, quanto non lo chiamo sherly) nascondendogli la visuale e permettendo la fuga della mora (mia mamma)

La mattina passa tranquillamente fino alle nove, bevendo tè alla menta e mangiando muffin.

Poi alle nove mi concedo finalmente una gran lunga doccia calda prima di finire di preparare il baule.

La maglia che solitamente uso come pigiama è accasciata ai piedi del letto, mi dirigo nel mio bagno e mentre accendo l'acqua della doccia mi sciolgo i capelli dalla crocchia spettinata in cui erano acconciati, il leggero vapore che si è formato in bagno mi avvisa che l'acqua è della giusta temperatura, quindi entro. Sento i miei muscoli sciogliersi sotto il getto dell'acqua calda.

Mentre esco dal mio caldo rifugio noto che il bagno è completamente immerso nel vapore, così esco incappucciata nel mio accappatoio bianco di spugna morbida, e mentre sono in camera mia mi cadono gli occhi nello specchio di fronte a me. I capelli bagnati di un colore nocciola troppo scuro per essere dei miei capelli da asciutti, gli occhi azzurro acqua tendenti al verde, proprio come quelli di mio padre, il viso incappucciato dalle guance rosee e dalla pelle troppo chiara. Le gambe slanciate, la pancia piatta e i fianchi stretti, mi sento finalmente sicura dopo tutto il passato che pesa sulle mie spalle.

Lascio i miei capelli ad asciugarsi da soli per prendere una piega più naturale, indosso una maglia corta verde acqua, i jeans a vita alta e le immancabili converse blu alte, distrutte da tutto quello che hanno passato.

Per il trucco ho messo solo un po' di mascara, anche perché il resto è già nel baule.

Mentre ricontrollo di avere tutto: divisa, abiti, bacchetta, cartella, libri, ingredienti, calderone, bilancia, trucchi, le immancabili converse.. Manca solo bluberry (il mio gatto) che fortunatamente era stato messo nella gabbietta da mia madre.

Tutto pronto, biglietto in tasca, baule in macchina e partiamo, arriviamo alla stazione alle 10.30, non mi sento completamente a mio agio, è pur sempre la prima volta. I miei mi guidano per mandarmi al binario 9 e 3/4, appena entriamo resto colpita dal treno che sbuffa vapore candido, all'inizio del treno la scritta "hogwarts express" poi file ordinate di porte dove entrano ragazzi di tutte le età, che salutano i genitori, che incontrano gli amici ecc. io invece sono sola. Completamente sola. Mi faccio coraggio ugualmente e mentre mio padre porta il mio baule in uno scomparto apposito, mia madre mi saluta, abbracciandomi e sussurrandomi all'orecchio "sono fiera di te, la mia maghetta sarai fantastica ora vai" abbraccio in fretta anche papà e salgo appena in tempo sul treno che con un ultimo sbuffo inizia a muoversi.

Cerco uno scomparto vuoto ma l'unico di quasi libero è quello di un ragazzo biondo chiaro dalla fronte ampia e il viso perfettamente scolpito, gli chiedo se posso sedermi e con un cenno mi dice di accomodarmi. Così mi siedo il più lontano possibile per non disturbarlo, tiro fuori dalla pochette il telefono e le cuffie e me le sbatto nelle orecchie.

Ancora prima di accendere la musica alzo lo sguardo e vedo i suoi occhi, di un colore pazzesco, quasi color ghiaccio da quanto sono chiari, ma quegli occhi non sono fatti di ghiaccio, bruciavano, qui, in questo momento, nel treno diretto ad hogwarts, per il mio primo anno da maga, ho scoperto che il ghiaccio brucia.

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