Tutta colpa di un ascensore

L'intrigo di un incontro inaspettato, i requisiti di un uomo troppo "buono".
Il più delle volte Georgiana aveva desiderato che il tutto finisse, ma altrettante volte desiderò che tutto attorno a lei continuasse nella sua strada.
Fuggire non è mai la soluzione, ma se invece era l'unica cosa da fare?
L'avrebbe davvero trovata ovunque?

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Si voltò verso di lui, era offesa e le si leggeva in faccia, l'unica cosa che voleva fare in quel momento era schiaffeggiare quel viso che continuava a sorriderle trionfante, non aveva una risposta per ciò che le aveva detto

<< Nemmeno se lo fossi stata sarei mai venuta con voi >>

disse infine con la voce più irritata che poteva

<< Scusate le mie brutte maniere di esprimermi Georgiana, non era mia intenzione offendervi >>

se c'èra una cosa che le risultava difficile quello fu proprio riuscire a capire come fosse così lunatico quell'uomo, adesso non capiva se cercava di prenderla in giro o semplicemente scusandosi

<< Comunque la mia offerta è sempre valida signorina >>

fu confusa da quei improvvisi comportamenti tanto che urlò dentro se stessa, portando i gomiti sul tavolo e le mani sul volto

<< Siete cosi sfacciato, e molto pieno di voi >>

<< è questo che piace alle donne >>

si tolse le mani dal viso e lo guardò esterrefatta

<< dio! ma vi sentite? Quali donne frequentate voi? >>

poi ci pensò

<< Ah! Giusto >>

rispose annoiata

<< Mi scusi " Benjamin " >>

marcò il suo nome volontariamente mentre si alzava dal tavolo

<< Ma adesso devo andare >>

<< Dove andate >>

<< Non sono cose che la riguardano >>

lo vide irrigidirsi e contrarre i muscoli del viso,

<< Georgiana dove vai? >>

le amiche improvvisamente si resero conto di lei, in realtà avevano volontariamente lasciato Benjamin al suo fianco tenendo occupati gli amici .

<< Vado via >>

rispose improvvisamente Benjamin alzandosi dal tavolo

<< Hey Ben! Dove credi di andare? >>

<< Ho degli affari da sbrigare in ufficio >>

<< ma.... >>

la voce di Benjamin non lasciava trapelare nessun ripensamento, era come arrabbiato, nessuno, nemmeno Georgiana riuscivano a capire il motivo di tale rabbia, non poteva neanche essere perchè lei le aveva risposto in modo tanto brusco.

Con la stessa rapidità con cui era venuto se ne andò salutando freddamente, Georgiana rimase in piedi guardando quell'uomo divenire sempre più piccolo man mano che si allontanava, aveva dell'amaro quella situazione , il suo cambio improvviso di umore, ma fu altrettanto felice che se ne fosse andato.

Giorno 26

Si svegliò senza volere, soffermandosi a guardare il soffitto pensando al giorno prima, quando Benjamin se ne fu andato lei era rimasta con le amiche e quell'uscita con gli " amici " che si era pianificata per il pomeriggio sembrò essere ancor peggio dell'incontro con Benjamin, aveva cercato di svincolarsela da quella situazione ma le amiche riuscirono a trattenerla, trascorse il resto del tempo a cercare di divertirsi mentre continuava a ripertersi che prima o poi fra qualche minuto lo avrebbe fatto, come se fosse una cosa normale.

Le amiche - almeno quelle già impegnate - avevano atteso l'arrivo dei compagni mentre le altre stavano semplicemente flirtando con i due conosciuti a pranzo.

Sbuffò portandosi il cuscino sulla faccia, non poteva immaginare che se solo uno dei due uomini si fosse messo con una di loro, avrebbe significato vederlo quasi sempre, il che gli bastava solo per quei minuti che lo trovava in ascensore. Rimproverava se stessa quando inzialmente lo aveva trovato attraente, il che lo era realmente, non riusciva a sorportare che lui consapevole di esserlo se ne vantasse, orgoglioso com'era di se stesso e dell'effetto che riusciva a fare sulle donne, continuava a pensare che il motivo fosse anche perchè nessuna gli avesse mai detto di no all'eccitazione che riusciva a provocare.

Si alzò con fare disinvolto dal letto, e si preperò per andare a lavoro.

Come al solito la giornata era la uguale alle altre, quando uscì dall'ospedale e arrivata alle scale che portano nella hall del suo palazzo fece un lungo respiro e si incamminò tranquillamente - almeno lo era al di fuori , sapeva anche lei che dentro stava morendo - verso l'ascensore , aveva già salutato George e si era incamminata nel corridoio che portava agli ascensori, infilò le mani nella borsa per cercare la sua agenda dove incanalava di tutto e di più, amava scrivere frasi o semplicemente delle cose da ricordare

<< Trovato! >>

aveva pensato di ignorarlo facendo finta di leggere appena entrata nell'ascensore , ma non si era nemmeno resa conto che le era stato appena strappato dalle mani

<< Cosa c***o combini >>

<< Non avrei mai immaginato che fossi un tipo da agenda , o diario? >>

cercò di riprendersi la sua agenda ma altrettanto veloce fu Benjamin che lo passò nella mano opposta allungango il braccio sulla propria testa, Georgiana portò le braccia lungo i fianchi chiudendo le mani in dei pugni

<< Vi state comportando come una persona infantile, ridatemi ciò che mi appartiene >>

aveva gli occhi sorridenti puntati

<< prendete pure >>

lo guardò , ma non aveva accennato ad abbassare il braccio , lei infuriata quasi gli si arrampicò addosso quando non si rese conto di essergli appiccicata, arrossì violentemente quando finì con il suo naso sul suo, sentì lo stomaco contrarsi e si senti bruciare dentro, lui sorrise maliziosamente, scese velocemente andando via infuriata

<< T-tenetelo pure >>

non prese neanche l'ascensore ma salendo le scale.

Era arrivata al 6° piano

<< Dovrei fare qualche esercizio >>

disse col fiatone

<< Dannazione a lui >>

continuò a salire

<< Che dite volete entrare? o volete prendere l'ascensore >>

lo vide fermo con le mani incrociate sul petto e la sua agenda, poggiato sullo stipite della porta che portava agli appartamenti del nono piano

<< Non sperateci, accetto la proposta dell'ascensore . Ora siete felice, ieri non era così >>

disse ancora Georgiana sorpassandolo senza guardarlo , sentiva i suoi passi dietro ed entrando nell'ascensore si voltò

<< Avete intenzione di tenervela o avete intenzione di restituirmela >>

si avvicinò al suo viso e in quell'istante Georgiana non si era resa conto di esser entrata in apnea , era sempre più vicino quasi a sfiorarle le labbra quando le posò l'agenda nella borsa " Stupida Georgiana , sei solo stupida " ,ancora una volta sorrise aspettando davanti a lei le porte dell'ascensore che si stavano chiudendo, si accasciò sullo scorrimano poggiando la testa nello specchio

Giorno 38

I giorni che ne trascorserò non cambiarono, tutte le volte che si incontravano nell'ascensore Georgiana lottava a volte con se stessa per non saltargli addosso ed ucciderlo , continuava a ripetersi di rimanere calma. Ogni volta che arrivavano al nono piano, dove stava l'appartamento di Benjamin lui aspettava davanti alle porte dell'ascensore, non perchè aspettasse che si chiudesserò ma attendeva la scelta di Georgiana che uscissè insieme a lui, ma lei come le era ormai di consuetudine provocarlo gli rideva felice e non lo degnava di uno sguardo.

Quel giorno Georgiana era arrivata all'ascensore e lui era sempre lì , attendeva il suo arrivo senza far chiudere quelle porte, non sorrideva o proferiva parola ne tanto meno la degnò di parola, lei ne fu infinitamente grata ma ne fu turbata, non riusciva a capire ciò che turbava lui ma questa volta preferì non chiederglielo, l'ultima volta che lo fece sapeva come era finita, e ripensandocì gli si strinse lo stomaco .

Le porte si aprirono come sempre al nono piano, si sentì volare quando lui l'afferrò trasportandosela in spalla

<< COSA STAI FACENDO , METTIMI GIù , SUBITO!! >>

lui fece finta di nulla come se fosse una cosa normale , inutile fu scalciare o prendere a pugni il suo dorso, molto probabilmente ciò che sentiva lui erano dei semplici schiaffi, sulle spalle che si trovava.

Aprì la porta trascinandola dentro mentre con un piede si chiuse la porta dietro.

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