Tutta colpa di un ascensore

L'intrigo di un incontro inaspettato, i requisiti di un uomo troppo "buono".
Il più delle volte Georgiana aveva desiderato che il tutto finisse, ma altrettante volte desiderò che tutto attorno a lei continuasse nella sua strada.
Fuggire non è mai la soluzione, ma se invece era l'unica cosa da fare?
L'avrebbe davvero trovata ovunque?

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4. IV

Georgiana non riusciva a capacitarsi in quel momento di cosa le aveva appena chiesto, o non lo credeva possibile .

Per settimane non si era più visto e credeva di aver dimenticato quel volto da diavolo, scolpito da uno degli angeli più abili che mai fossero esistiti, non voleva stare al gioco di lui ma allo stesso tempo era curiosa di come sarebbero andate le cose se lei si fosse mai decisa a scendere in quel piano.

Si arrabbiò con se stessa e più con lui, credeva che fosse un cucciolo da poter prendere e abbandonarlo quando si è stanchi, credeva di poter giocare e poi mollare, né le donne o gli animali si trattavano in tal modo, ma eppure come aveva affermato lui era solo per prendere magari una tazza di tè o caffè , nel frattempo il cervello combatteva con le emozioni dicendole che un uomo del genere - donnaiolo - che invitava una donna in casa sua, che per di più non conosceva neanche molto ( se non affatto ) , era solo per un valido motivo.

<< Come si permette >>

si disse mentre raggiungeva il suo appartamento.

Giorno 25

Era domenica, e questa volta Georgiana aveva l'intenzione di prendersi la sua meritata pausa dal lavoro chiamando l'amica, e sapeva benissimo che di li a poco si sarebbero presentate tutte

<< Hey Gloria, si! sono io, oggi stacco dal lavoro ho intenzione di andare un pò in giro .... >>

<< Certo che vengo con te >>

si sentì urlare dall'altra parte, non fece in tempo a staccare l'orecchio dal telefono che quella riattaccò senza dir nulla.

Lei era abituata a quelle esaltazioni che a volte prendevano la sua amica.

***

Qualche ora dopo si sentì bussare alla porta , dietro - come predetto - vi era tutto il gruppo al completo

<< Hey cosa fai ancora in pigiama , sbrigati che oggi si va a fare compere >>

ebbe appena il tempo di preparasi, quando rientrò in cucina le amiche si fermarono a guardarla: i pantaloni grigio topo le scendevano sino ai piedi aprendosi a mo di zampa d'elefante, mentre la t-shirt rosa le si attaccava al corpo

<< Dico io, o la prendete a calci voi o la faccio fuori io >>

disse Rachele : era la tipica donna che non aveva peli sulla lingua, ciò che aveva da dirti ti diceva senza mezze misure, dei capelli ricci rossi, occhi castani, e fissata con la moda, stava con pompiere che aveva incontrato in Scozia dove la famiglia di lei era nativa, Matt.

<< Ma come ti sei conciata >>

rispose Gloria

<< Che cosa ho che non va >>

rispose lei, intenta a mangiare un cornetto vuoto mentre cercava di sistemarsi a dovere, tutte si guardarono in viso, fino a quando ad un certo punto un ghigno quasi maligno attraversò i loro volti, e in men che non si dica si ritrovò catapultata dentro la sua camera , seduta, mentre le amiche le davano il ben servito.

Qualche ora dopo , quando ebbero finito, si alzò dalla sedia nella quale credeva avesse fatto radici, ed osservandosi allo specchiò si notò visibilmente cambiata, i lunghi capelli le ricadevano da un lato, un lungo vestito primaverile le ricadeva sino alle ginocchia e le scarpe quasi vertiginose la facevano più alta di quanto ci si aspettava dal metro e sessanta, essere bassi aveva i suoi vantaggi il più delle volte.

Non avevano esagerato col trucco, in fondo era solo una fra le poche se non inesistenti uscite che le permetteva il lavoro.

<< Ora possiamo andare >> dissero.

Il piano delle amiche prevedeva un giro in piazza per negozi fino all'ora di pranzo, nel pomeriggio era dedicato agli uomini dicevano .

Georgiana non si era mai sentita a suo agio al di fuori delle 4 mura del suo ospedale, credeva di avere molta dimestichezza con quelli che per lei erano dei normali pazienti ai quali sapeva cosa doveva fare per aiutarli, ma le sue frasi si limitavano a delle discussioni con coloro che aveva abitudine di incontrare ogni giorno , o ad un semplice buon giorno o arrivederci .

****

L'ora di pranzo non si fece attendere, erano uscite tutte con delle buste, ovunque mettessero piede avevano la smania di dover comprare qualcosa da portare via, non sapevano nemmeno se mai le avrebbero usate.

Decisero di fermarsi in un ristorante in centro, con una veranda che dava una meravigliosa vista sulla fontana, dei tavoli posti sotto degli enormi gazebi davano un aria d'estate a quel posto

<< Allora cosa prendete? >>

disse in fine Gloria mentre il cameriere si avvicinava a loro, e Georgiana con aria stanca quasi si era accasciata su quella sedia, e mentre tutte decidevano cosa prendere Georgiana si focalizzò sulla fontana, si meravigliò della maestosità che potevano avere quelle strutture, amava quelle statue poste in cima e le decorazioni che col tempo andavano consumarsi, si perse nel rumore proveniente da essa immaginandosi sotto una cascata limpida, almeno fino a quando non si sveglio vedendo quella figura intenta ad osservare il suo cellulare, al suo fianco due uomini discutevano fra di loro, improvvisamente si alzò con uno scatto fulmineo che persino un ghepardo avrebbe invidiato, cercando di recarsi all'interno del ristorante quando cadde sulle gambe delle due sue amiche che stavano da un lato

<< O Cristo >>

quasi sussurrò più a se stessa che alle altre

<< Cosa c***o fai Georgiana >>

lei si alzò in fretta recandosi dentro sorpassando il cameriere che era rimasto impressionato dalla scena

<< Ah! ecco cosa >>

disse Luisa : capelli lisci sino alle spalle, dagli occhi sul castano/verde.

Lavorava come segretaria in un ufficio di dentisti, dove uno di loro era proprio il marito, immaginiamo pure dove si siano incontrati. Lei aveva solo l'intenzione di togliere quel dente cariato che da mesi non sopportava più, almeno fino al fatitico giorno in cui si decise ad andare, da li in poi lui continuò a dirle che il dente non andava ancora bene, il che si poteva capire per qualche visita, ma sapevano tutte che quel dente stava alla grande, fu lei a dire che in realtà si erano già messi insieme da parecchio.

Luisa aveva indicato la direzione dove aveva appena visto Benjamin.

Georgiana si era chiusa in bagno, dove restò per appena 2 minuti, decisa che ormai doveva essere andato via, che in teoria aveva già superato la fontana e se era fortunata, anche la piazza.

Intenta ad uscire mentre si dava un contegno, pensando già di dare delle spiegazioni alle amiche, si bloccò sulla porta, e in silenzio cercando di tornare indietro non appena vide Benjamin, intento a sorridere e a salutare le amiche con vigore, mentre gli altri due uomini prendevano posto accanto a loro senza nessuna preoccupazione, mentre lui rimaneva in piedi in attesa di chissà cosa, nessuno si era accorto di lei quindi fece appena un passo quando Benjamin con una mano in un tasca dei pantaloni si rese conto che lei era li

<< Georgiana ! >>

ella si fermò di colpo

<< Hey... emh.. salve.. non l'avevo vista >>

sorrise scaltro è complice dicendo in un modo sarcastico che nessuno capì a parte lei

<< Immagino! Venga si sieda >>

<< Oh! no, noi stavamo andando via. Vero ragazze ? >>

<< Ma se siamo appena arrivate >> disse Rachele sorridendogli a mo di - scusa ma dovevo - la rimproverò con lo sguardo

<< Bhe adesso devo andare via però >>

cercando di rimediare

<< Avevamo deciso tutte che oggi ci saremmo viste con i ragazzi, non puoi abbandonarci. >>

<< Potremmo venire anche noi >>

dissero i due imbusti seduti

<< Non ci dispiacerebbe affatto >>

Georgiana sembrò rassegnarsi a quell'idea che avrebbe perso con le sue amiche che sembravano essersi messe contro di lei, persino il suo sguardo sembrò rassegnarsi .

Aveva ordinato solamente un sorbetto a limone, le amiche discutevano fra loro o parlavano con i due appena conosciuti, mentre Georgiana si perdeva nei gusti di ciò che stava mangiando, ma si sentiva osservata e voltandosi alla sua sinistra, lui era li, seduto con le braccia distese su quella poltroncina bianca che sembrava fatta di vimini, impassibile senza alcuna espressione fino a quando non incrociò le gambe e le sorrise in modo malizioso avvicinandosi al suo orecchio, le spostò in maniera molto lenta, sfiorandole volontariamente un orecchio, una ciocca di capelli, quel gesto le provocò una scossa alla schiena che la fece rabbrividire

<< avete deciso cosa fare >>

le sussurrò con una voce che neanche lei riconobbe, si voltò guardandolo negli occhi, vide qualcosa di diverso mentre lui continuava in maniera disivolta a sorridere, non sopportava quella sua sfacciataggine e quella sua presunzione, così gli si avvicino al suo orecchio intenta a rispondere a rimando, quando si soffermò, guardò prima lui poi si avvicinò ancor più sfiorando volontariamente il suo orecchio con le labbra e con la voce più convinta che riuscì a fare gli disse molto lentamente

<< Puoi scordartelo >>

quando si ristrasse vide quel sorriso svanire e la mascella di lui contrarsi, sorrise soddisfatta.

Lei era ben consapevole di aver provocato il diavolo angelico, ma non sapeva quali erano le sue intenzioni e sperava che in quel momento lui gliele avrebbe chiarite in modo esplicito, ma tornò a sorriderle afferrandole il mento con una mano, avvicinando le sue labbra al suo orecchio

<< Siete così precipitosa, voglio solo comportarmi da buon vicino di casa offrendole una tazza di caffè. Credo che voi stiate ancora alludendo al sesso, non oserei mai farlo con voi, non siete il mio tipo >>

rimase sopresa da quelle parole, forse non più per lo stupore ma forse perchè si ritenne molto offesa , sapeva di non essere una modella o dio sa solo cosa, ma non che un uomo cosi arrogante fosse così sfrontato .

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