Tutta colpa di un ascensore

L'intrigo di un incontro inaspettato, i requisiti di un uomo troppo "buono".
Il più delle volte Georgiana aveva desiderato che il tutto finisse, ma altrettante volte desiderò che tutto attorno a lei continuasse nella sua strada.
Fuggire non è mai la soluzione, ma se invece era l'unica cosa da fare?
L'avrebbe davvero trovata ovunque?

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3. III•

Giorno 12

Durante la notte Georgiana lo aveva sognato, si era svegliata matida di sudore, e con difficoltà cercava di addormentarsi.

Quel giorno mentre si dirigeva verso l'ospedale cercava di trovare un nesso su quello che aveva fatto, e per quanto lei si impegnasse a cercare di dimenticare, non riusciva, o semplicemente non voleva. Aspettava con ansia l'orario d'uscita dal suo lavoro, lo avrebbe incontrato ancora, e la realtà era che voleva incontrarlo.

Erano le 16:00 quando incontrò Gloria, ferma sull'uscio della porta dove Georgiana stava lavorando al momento << Quindi vuoi dirmelo o vuoi che te lo faccia sputare ? >>

<< Cosa vuoi che ti dica ? >>

non riusciva affatto a capire come ogni volta che le succedeva qualcosa di importante lei lo venisse a sapere

<< Andiamo Georg sappiamo entrambe che me lo dirai comunque, ti osservo da mezza giornata e non te ne sei nemmeno resa conto tanto eri fra le nuvole >>

l'afferrò per un braccio trascinandola fuori nel corridoio

<< Smettila di parlare così forte Gloria >>

<< Lo sapevo, ci sei andata a letto >>

<< Shhhh! ma cosa dici >>

Georgiana le raccontò tutto e al termine della storia urlò di gioia

<< Non posso crederci, lo sapevo che avrebbe fatto qualcosa il bellimbusto. Certo che se aspettava te >>

<< Ma cosa stai dicendo, non abbiamo fatto nulla >>

<< Avresti voluto e? >>

<< O ma quanto sei così... così, non so come dire >>

<< Si si certo mentre tu ci pensi, vado a lavorare, credo ci verrà un bel pò >>

<< Ti odio >>

<< Anch'io ti voglio bene >>

le disse mentre andava via.

Georgiana sapeva che prima o poi lo avrebbe scoperto, ma amava le sue amiche, e adesso invece cercava di capire cosa dover fare.

Ore 21:00

Fece il solito percorso di tutti i giorni, gli stessi gesti prima di entrare nel palazzo, arrivata davanti all'ascensore non lo trovò, ancora una volta si diede della stupida, si era ancora illusa ma questa volta provò dell'odio verso quell'uomo, che non riuscì o non voleva spiegarsi. Era così stupido, pensava di comportarsi come una ragazzina di 10 anni che si innamorava alla prima allusione, non sapeva chi fosse Benjamin ma sapeva che avrebbe dovuto dimenticare tutta la faccenda .

Giorno 24

I giorni trascorserò e di lui nessuna traccia, Georgiana si era convinta di essersi dimenticata dell'accaduto ma soprattutto perché non lo vedeva da molto, si diceva che era solo una cosa passeggera che se lo avesse visto in ogni momento non lo avrebbe nemmeno riconosciuto, che aveva dimenticato persino com'era . Le amiche non chieserò più nulla dopo qualche giorno, ritenevano che fosse partito o che si fosse trasferito.

La solita routine, solite stanze, soliti dottori, pazienti diversi, discussioni uguali, tragitti sempre uguali, le giornate passavano tranquillamente e la monotonia cominciava per la prima volta ad ucciderla dentro.

Gli orari erano finiti e lei era sfinita, cercava ogni giorno di fare più ore possibili si ripeteva a se stessa che lo faceva per avere la giornata piena, ma quel giorno era stato il più pesante che avesse passato, quel giorno non riusciva a reggere in piedi non vedeva l'ora di raggiungere il suo letto e crollare. Di certo non si sarebbe mai aspettata la sua presenza dentro l'ascensore, rimase pietrificata decidendosi ad entrare senza proferire niente, nulla, entrò come una persona che aveva l'orgoglio sin sopra la fine dei suoi capelli, negando la sua esistenza in quell'ascensore, nemmeno lui disse nulla, aveva la sua solita valigetta tra le mani e quell'aria da uomo d'affari e da chi si sentiva superiore.

I piani passavano, arrivato al 8° lui bloccò le porte piazzandosi davanti a lei << Senta non posso reggere adesso la sua presunzione, e le sue voglie improvvise, non so per chi mi abbia preso non sono una di quelle sgualdrine che si porta a giocare a casa. Sono stanca e gradirei arrivare a casa >>

Disse tutto d'un fiato, lui rimase impassibile difronte a lei, e lei osservando che non proferiva parola lo guardò incuriosita, stava ridendo

<< La diverto? Le sembra una barzelletta, si tolga >>

Georgiana fece per far partire l'ascensore ma lui fu altrettanto veloce da bloccarle la mano

<< E impazzito, guardi che posso anche denunciarla. E questo suo silenzio mi innervosisce >>

<< Signorina Georgiana, sono un avvocato non credo che denunciarmi sia una buona idea >>

le baciò la mano che teneva ancora stretta

<< Vorrei chiederle se avesse voglia di salire nel mio appartamento >> Georgiana sgranò gli occhi, non credeva che avesse davvero detto quelle parole per di più non aveva smesso di sorridere, decisa a rimprendersi la sua mano rispose

<< Allora non ha ascoltato ciò che le ho detto prima >>

<< Si sbaglia io ho ascoltato, ma lei è quella che sta alludendo al sesso, io le ho solo chiesto se vuole venire in casa mia, fra i due ciò che adesso ci sta pensando siete proprio voi >>

Benjamin aveva inarcato un sopracciglio senza distaccare lo sguardo da lei, Georgiana divenne rossa in viso e abbassò lo sguardo

<< Siete mancato per giorni come potrei sapere che non siete un serial killer >> << Un cosa? >>

disse quasi ridendo

<< Si insomma >>

<< Le ho detto che faccio l'avvocato , sono stato via per lavoro se proprio eravate preoccupata >>

lei alzò velocemente lo sguardo

<< I-io non ero preoccupata per voi, solo che di solito vi incotravo qui quinvi avevo pens.. >>

si era fermata di colpo quando lo vide divertito alle spiegazioni che cercava di dare

<< Dunque? >>

Georgiana si arrabbiò e corrugò la fronte << s-senta un po, non voglio venire nel vostro appartamento, siete così presuntuoso e spavaldo e così...così... >>

<< Attraente? Affascinante ? >>

senza finir di parlare fece partire l'ascensore mentre si era voltato improvvisamente dandole un bacio, non come le altre volte , questa volta l'aveva baciata dolcemente e lei come sempre rimase immobile mentre lui usciva , si fermò davanti alle porte

<< Ogni volta che scenderemo a questo piano aspetterò, prima che si chiudino le porte, che usciate insieme a me dall'ascensore >>

e le porte si chiusero.

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