Junkies

"That the nights were mainly made for saying things that you can't say tomorrow day"

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4. chapter 4

Dopo due colpi sulla porta chiunque ci sia stato dietro se ne va, e io in un certo senso gliene sono grata perchè non avevo intenzione di abbandonare la vasca da bagno.

Esco dalla vasca e mi asciugo con calma, mi pettino i capelli e li raccolgo in una treccia che mi ricade sulla spalla. Ho dei capelli piuttosto lunghi ed è sempre un'ardua impresa per me riuscire ad asciugarli in poco tempo, così ho preso l'abitudine di raccoglierli in qualche acconciatura improvvisata e lasciare che si asciughino da soli. Mia madre invece me li faceva sempre asciugare, diceva che altrimenti mi sarei presa un malanno ma io non le ho mai dato retta.

La mia pancia brontola. Che novità. Dovrei veramente mettere qualcosa sotto ai denti.

Apro il frigo e l'unica cosa che ci trovo dentro sono delle uova, probabilmente anche vecchie.

Per sta sera mi vizio un po', ordinerò una pizza; nel giro di 20 minuti è già arrivata e il ragazzo delle consegne bussa alla porta.

"Buonsera" dice lui.

"Buonasera, grazie!" dico io mentre mi porge il cartone con la pizza.

"Mi sono permesso di raccogliere un biglietto che era qui per terra sullo zerbino"

Che biglietto?

"Oh, grazie mille!" rispondo io. Gli porgo i soldi e lo saluto.

Sul cartone è appoggiato un post-it con su scritto "domani alle 7.30. C.".

Capisco subito di chi si tratta, è Chris. Non comprendo il perché del biglietto se già mi aveva avvisata dell'orario del nostro incontro poco prima. Allora era lui prima che bussava alla porta, è strano che non l'abbia sfondata di nuovo o che non abbia insistito per irritarmi.

Ammetto che è piuttosto complicato capire come ragiona quel ragazzo, non capisco quando scherza o quando è arrabbiato; un momento prima mi sfonda la porta e l'attimo dopo mi lascia un biglietto. Comincio a pensare che sia pazzo.

La fame prende il sopravvento e azzanno la pizza come se non avessi mangiato per settimane. Nel frattempo accendo la TV e ritrovo dei vecchi episodi di una serie televisiva che seguivo un po' di anni fa "Skins". Ricordo che mi piaceva molto, la guardavo quando abitavo ancora con mia madre la quale non tollerava che io la guardassi in quanto certe scene erano un po' troppo spinte o volgari e perciò la turbavano. Era sempre una guerra tra me e lei quando si trattava di scegliere un programma da guardare assieme, lei amava quei film che non riesci a capire se non li guardi almeno 10 volte. Io sono una che le cose deve coglierle immediatamente e perciò non ho mai amato quel genere di film; deve rilassarmi e non devo spremermi le meningi dall'inizio alla fine per cogliere il "profondo" significato che vuole trasmettere.

Sprofondo in un profondo sonno che viene interrotto da un messaggio da parte di Ash

"Gwen scendi"

È l'una di notte, il che significa che la vera giornata è cominciata proprio ora.

Indosso un giacchetto prima di scendere da Ash; le notti qui sono piuttosto fredde.

Quando arrivo nella corte del mio condominio trovo Ash che mi aspetta a braccia aperte e subito dietro di lui ci sono due dei suoi più cari amici: Noah e Grayson. Li conosco da molto tempo, ma non ho mai avuto grandi rapporti con loro; sono entrambi un po' particolari, ci sono rimasti sotto di cocaina e intraprendere una conversazione con loro è pressoché inutile visto che non sono proprio lucidi, tuttavia sono due brave persone e mi fa sempre piacere vedere che sono ancora vivi...

Quando abbraccio Ash sento un nauseante odore di alcool, deve essere sbronzo.

"Ash, che puzza! Dove siete stati?" domando io.

"Siamo stati a casa di Noah, ha dato una piccola festa. Ora andiamo a cercarne un'altra, vieni anche tu?" dice lui trascinando qualche parola. Lo fa sempre quando è ubriaco.

È strano il fatto che voglia andare a una festa, ultimante stiamo sempre a casa per conto nostro; non ci piace più tanto stare nella confusione in mezzo alla gente.

"Ash sei sicuro di star bene?" chiedo io un po' preoccupata.

Tempo fa non avrei mai posto una domanda del genere ad Ash, anzi ci avrei riso su e sarei corsa immediatamente alla prima festa per sbronzarmi; credo che essendo cresciuta io abbia acquisito anche un po' di buon senso, una volta ho visto una ragazza andare in coma etilico e questo mi ha piuttosto sconvolta. Ora mi preoccupo facilmente soprattuto nei confronti di Ash, non mi perdonerei mai se gli succedesse qualcosa.

Tuttavia l'idea di stare a casa a riposare non mi alletta più di tanto, così decido di accettare l'invito.

"Va bene, vengo. Potete aspettare un attimo che vado a cambiarmi?"

Ash mi guarda un attimo prima di capire quello che ho detto e poi mi risponde, sempre trascinando le parole: "si vengo con te, così mi stendo un attimo".

"Noah, Grayson venite su anche voi, vi offro qualcosa!" dico io. Loro annuiscono e infine mi seguono su per le scale.

Appena entriamo nel mio appartamento li faccio sedere sul divano e gli dico di servirsi con qualunque cosa possano trovare in frigo o nelle dispense e loro ne sembrano contenti.

Nel frattempo io mi dirigo in camera e dentro di me faccio una selezione di tutti i vestiti che possiedo e di cosa potrei indossare questa sera.

Mi accorgo che Ash mi sta seguendo, ma non è un problema per me. Non sono una che cura molto il proprio abbigliamento da festa, di solito mi butto addosso le prime cose che trovo e Ash mi ha sempre presa in giro per questo. Così qualche volta gli permetto di aiutarmi a scegliere i vestiti e quindi di prestare maggior cura del mio look. Sta sera è una di quelle sere in cui ho proprio voglia di vestirmi bene, perciò lascio tranquillamente che Ash entri in camera con me.

Quando entro mi accosto sulla porta per farlo passare, dopodiché chiudo la porta alle mie spalle: non ho voglia che a quei due bestioni in salotto salti in mente di avventurarsi per le stanze di casa mia ed entrate proprio quando mi sto cambiando. Con Ash è diverso, non provo vergogna a spogliarmi davanti a lui.

Ash si lascia cadere di peso sul mio letto e gira la testa nella mia direzione

"Allora cosa ti metti sta sera?" domanda lui.

"Non lo so, a che tipo di festa andiamo?"

"Credo ci sia una festa a casa di Kyle, quel mio amico con i tatuaggi in faccia" risponde.

"Ah, allora mi metto un paio di jeans neri e una canotta, non mi sembra il caso di vestirsi eleganti. Che ne pensi?" chiedo io. In fondo in fondo speravo di poter indossare un bell'abito con i tacchi ma ad una festa del genere non è proprio una buona idea; così si torna al solito outfit.

"Si va bene, tanto sei figa lo stesso" dice lui.

"Grazie tesoro".

Comincio a spogliarmi sotto al suo sguardo, non mi sento in imbarazzo. Ash è praticamente il mio alterego maschile, non potrei mai sentirmi a disagio davanti a lui anche se continua a fissarmi imperterrito. Sento i suoi occhi su ogni parte del mio corpo.

"Sono pronta" esclamo io.

Ash si alza dal letto un po' barcollante e di riflesso gli vado in contro nel caso dovesse cadere. Ci ritroviamo faccia a faccia, sento il suo solito profumo mischiato al forte odore di whisky. È ancora palesemente ubriaco e continua a fissarmi con uno sguardo da pesce lesso, il che mi fa scoppiare in una fragorosa risata.

Ash inizialmente mi guarda perplesso, poi si mette a ridere anche lui. Amo questi momenti più unici che rari.

All'improvviso lui abbassa la testa nell'incavo del mio collo e comincia a succhiare la pelle; non capisco perché lo stia facendo ma lo lascio fare.

Sfiora delicatamente la mia pelle con la lingua, è una sensazione piacevole anche se a volte sento la presa dei suoi denti. È un po' imbranato, ma sono abbastanza sicura che ciò è dovuto al fatto che sia totalmente ubriaco.

Provo a staccarlo continuando a ridere, ma lui non molla la presa e succhia ancora più forte.

"Ahia! Ash mi fai male!" sbraito io.

Lui si sgancia e continua a ridere; la sua risata aumenta quando punta con lo sguardo il mio collo.

Strabuzzo gli occhi quando mi trovo davanti allo specchio e vedo cosa mi ha fatto Ash: è un succhiotto enorme, grande come un'arancia.

"Sei uno stronzo" esclamo io ridendo e passandomi le dita sull'ematoma un po' dolorante.

"Ti adoro" risponde lui.

È proprio ora di andare, non vorrei mai che questi momenti di intimità si trasformino in qualcosa di più; so che questo non potrà mai accadere, ma la sicurezza non è mai troppa sopratutto quando c'è di mezzo un ragazzo sbronzo.

Lo afferro per un braccio e lo trascino fuori dalla camera. Quando arriviamo in salotto trovo Noah e Gray sdravaccati sul divano.

"Andiamo?" esorto io.

"Si sì, sempre che voi abbiate concluso la vostra sessione di sesso sfrenato" esclama Grayson puntando anche un dito sul mio collo.

"Fanculo Gray" urla Ash.

Io arrossisco ma non dico niente. Apro la porta per farli passare e nel mentre sia Noah sia Grayson mi lanciano delle occhiatine.

"Non è successo niente!" dico io in tono serio.

I due cominciano a ululare per le scale mentre io chiudo a chiave la porta. Se continuano a urlare in questo modo sveglieranno tutto il condomino, così mollo loro uno scapellotto sulla testa e loro smettono subito. Mi stimo molto per il fatto di riuscire a controllare anche due ragazzoni come loro, altre persone non troverebbero il coraggio nemmeno di sfiorarli.

Inoltre questa sera Ash è piuttosto molesto, dovrò tenerlo sott'occhio.

Dovrò anche tornare a casa presto visto che domani mattina ho il turno con Chris ma non me ne importa più di tanto, si è comportato molto male con me è come punizione potrei proprio lasciarlo solo e tornarmene a casa a che ora mi pare; tuttavia sono una brava persona e non porto rancore, il lavoro è lavoro e ci andrò in ogni caso.

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Salve a tutti** questa è la prima storia che scrivo e spero vi stia piacendo anche se ho pubblicato soltanto pochi capitoli.

Accetto consigli e pareri su come sta procedendo il racconto, ne sarei molto felice!

Grazie a tutti!

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