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"That the nights were mainly made for saying things that you can't say tomorrow day"

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3. chapter 3

Ash non ha più parlato con Chris del fatto che avrebbe dovuto abbassare la cresta quando si rivolgeva a me, io non mi sono arrabbiata più di tanto anche perché so per certo che se Ash avesse detto qualcosa Chris si sarebbe irritato e avrebbe sicuramente fatto un'altra scenata. Per una volta ascolto Ash, non voglio che lui litighi con i suoi amici per colpa mia anche se sta volta avrebbe potuto almeno dirgli qualcosa.

Per il resto della giornata non ho più rivolto parola a Chris, non sarei riuscita a trattenermi e così me ne sono andata; ho portato con me anche un po' di roba da pesare e smistare nei sacchetti in modo tale da portarmi avanti con il lavoro. Ash mi ha promesso che passerà a casa mia questa sera e porterà anche una sorpresa.

Oggi ho deciso che dedicherò questa giornata esclusivamente a me stessa, dopo aver sbraitato per tutta la mattina ora ho proprio bisogno di rilassarmi, così arrivo a casa e riempio la vasca da bagno. Mi spoglio e mi ricordo di aver comprato una di quella "bombe" che appena le metti in acqua si sciolgono e profumano; apro l'armadietto del bagno per prenderla e non appena afferrò la maniglia sento qualcuno bussare alla porta. Con aria molto scocciata spengo il rubinetto della vasca ormai piena e mi dirigo verso la porta di casa.

Chiunque ci sia dietro deve avere molta fretta visto che continua a bussare con insistenza e sempre più forte, inoltre io indosso solo un asciugamano perciò è meglio se do un'occhiata dallo spioncino prima di aprire.

Dall'altra parte riconosco dei capelli castani e spettinati che appartengono a quel troglodita di Chris. Cosa diavolo ci fa a casa mia? Come fa a sapere che abito qua? E soprattutto cosa vuole da me?

"Gwendolen apri questa cazzo di porta se no la sfondo" lo sento urlare.

"Cosa vuoi?" gli rispondo io dall'altra parte della porta.

"Ti ho detto di aprire, muoviti" ribatte lui scocciato.

"Aspetta un attimo" dico io mentre corro in camera a cercare qualcosa da mettermi addosso, di certo non voglio che mi veda solo con un asciugamano. Mi infilo velocemente una maglia abbastanza lunga da potermi coprire visto che non ho tempo di mettermi dei pantaloni, e nel momento in cui torno indietro per andare ad aprirgli sento un tonfo all'entrata.

"Che cazzo, mi hai sfondato la porta" urlo io preoccupata.

Lui entra con tutta calma nel mio appartamento e si dirige verso il tavolo dove si trova la borsa con i bilancini e l'erba.

"Cosa stai facendo? Sei impazzito!" sbotto io.

Lui si gira con aria divertita verso di me "Hai preso il mio bilancino" risponde.

"E serviva sfondare la porta? Esci subito di qua, ora!" urlo io indignata.

Lui prende quel suo bilancino di merda e si gira a guardarmi: "Devi finirla di urlare come una pazza ogni volta, mi rompi i timpani".

"Se tu non facessi di tutto per farmi imbestialire io non urlerei così tanto" rispondo io.

"Sto cercando di essere gentile, ora scusa ma devo andare e ci vediamo domani per il turno. Cerca di essere puntuale, ci vediamo qua sotto alle 7.30 altrimenti me ne vado da solo" dice lui.

"Pensi di potermi dare degli ordini? Non sei nella posizione di poterlo fare, bello mio".

Chris ridacchia e se ne va via, io lo seguo e mentre sta già scendendo le scale io gli urlo per dietro: "La mia porta non si aggiusterà da sola, lo sai?"

"Chiama qualcuno" risponde lui.

Io mi metto le mani tra i capelli e cerco con tutte le mie forze di trattenetemi perché potrei veramente fare qualcosa di brutto. Lui si ferma alla fine delle rampa di scale e si gira verso di me probabilmente per vedere la mia reazione all'ennesima delle sue provocazioni, credo proprio che si diverta a irritarmi.

"Fossi in te andrei a mettermi un paio di pantaloni" dice lui.

Io divento improvvisamente rossa in faccia e guardandomi noto che, avendo alzato le braccia, la maglietta si è alzata un po' troppo facendo intravedere le mutande.

"Vaffanculo" gli urlo io.

Avrei voluto veramente entrare in casa e sbattere la porta, ma poiché uno stronzo me l'ha sfondata non posso fare nemmeno questo.

Lui sghignazza e se ne va via di fretta. Giuro che non lo sopporto. Non capisco se lo fa con cattiveria o se lo fa per irritarmi, e sopratutto non capisco cosa posso avergli fatto visto che lo conosco da si e no un giorno.

Lascio questi pensieri per quando mi sarò un po' calmata, ora la priorità e riparare la porta perciò chiamo Ash che sicuramente saprà aiutarmi.

Prendo il telefono sul tavolino del salotto e cerco il numero di Ash nella rubrica, dopo due squilli mi risponde:

Ehi Gwen tutto bene?

Tutto bene un cazzo, quello stronzo mi ha sfondato la porta

Come ti ha sfondato la porta?! -Dal tono con cui pronuncia queste parole capisco benissimo che si sta trattenendo dal ridere e questo non fa altro che irritarmi ancora di più.

Ash non ridere e vieni qui ad aggiustare la mia porta ti prego

Arrivo Gwen, dammi 10 minuti.

Chiude la chiamata e lancio il telefono sul divano. Sono così arrabbiata che vorrei solo urlare, ma tento di trattenermi e stringo i pugni lungo le gambe.

La mia vicina è appena uscita dal suo appartamento, probabilmente è preoccupata per tutto quel rumore che ha provocato Chris sfondando la porta. Lei si avvicina e dà un'occhiata dentro al mio appartamento, la vedo indugiare un po' prima di spalancare la bocca alla vista della porta scardinata.

"Che c'è? Fatti i cazzi tuoi!" sbotto io.

Non è nella mia indole essere così sgarbata, sono sempre gentile con tutti e soprattutto con coloro che vivono nel mio stesso condominio, non voglio avere nemici, ma purtroppo questa volta non riesco a trattenermi e la colpa non è mia di certo. La vita sta mettendo alla prova la mia pazienza.

Vado ad indossare un paio di pantaloncini e mi rassegno al fatto che ormai la mia giornata di relax è ben che saltata. Mi siedo sul divano ad aspettare l'arrivo di Ash che ovviamente arriva in ritardo con tutta la calma del mondo.

Quando arriva la prima cosa che fa è mettersi a ridere: "Non pensavo che l'avesse fatto veramente" dice lui.

"Non c'è niente da ridere Ash, ora per favore riesci ad aggiustarla?" rispondo io.

"Vedo cosa posso fare, non sembra un grosso danno e credo sia solo scardinata"

"Va bene va bene, basta che la rimetti a posto" ribatto io.

Nel giro di mezz'ora Ash ha risistemato la porta, gliene sono grata anche se non è stato lui a combinare questo danno.

"Bene, ora che ho finito mi aspetto una ricompensa" ammicca lui. Questo è uno di quei momenti in cui ci scambiamo delle frecciatine ben sapendo che stiamo entrambi scherzando. Purtroppo io oggi non sono in vena di scherzi e non ho voglia di rispondergli con una battutina simpatica. Così gli do una pacca sulla spalla e lo invito ad uscire.

"Ehi ehi, vuoi dirmi che la ricompensa è una misera pacca sulla spalla" dice Ash.

"Diciamo che la tua ricompensa è il fatto di avere ancora il tuo coinquilino illeso" ribatto io con uno tono tra l'acido e lo scherzoso.

"Andiamo Gwen, non è così male" risponde lui.

"No no, figurati. Anzi è stato proprio carino a sfondarmi la porta oggi, ringrazialo da parte mia" dico io facendogli il dito medio.

Ash ride e si avvia per le scale dopo avermi stampato il solito bacio sulla fronte.

"Grazie Ash" gli dico.

Ash si gira e guardandomi in faccia con un sorrisetto mi dice: "Fai la brava, ci vediamo più tardi".

Ultimamente mi dice questa frase troppo spesso, immagino che lui abbia capito quanto sia difficile per me mantenere la calma in presenza di Chris.

Sono ormai le 4 del pomeriggio, ho ancora tempo a sufficienza per potermi fare un bagno rilassante, ho troppo nervosismo da smaltire.

Ash arriverà sta notte, come al suo solito e probabilmente sarà anche ubriaco. Per noi la giornata va vissuta tutta per intero e la notte è il momento migliore. Io e Ash ci siamo sempre definiti come degli "animali notturni", non ci spaventa il buio. Mi viene in mente una frase che ho sentito in una canzone "that the nights were mainly made for saying things that you can't say tomorrow day", è proprio vero; ci sono cose che si ha il coraggio di dire solo la notte, non capisco bene il perché ma è proprio così. Molte volte ho detto cose che il mattino seguente non avrei mai avuto il coraggio di dire, la notte ti dà una spinta in più.

Ricordo che io e Ash qualche anno fa uscivamo quasi ogni notte e ci infiltravamo in qualche festa abusiva che organizzavano in un complesso di capannoni in campagna, ci divertivamo un sacco e non c'era occasione in cui noi non tornassimo a casa ubriachi o brilli; una volta Ash mi aveva detto he mi amava, ma io pensai che stesse scherzano e probabilmente avevo ragione. Ora non facciamo più questo genere di cose, preferiamo stare in casa a fumarci qualche canna e a bere per conto nostro; qualche volta invitiamo qualche amico ma non siamo più l'anima delle feste come un tempo.

Mi immergo nell'acqua tiepida e colorata dalla "bomba" rosa che ci ho messo dentro, sono talmente stanca che mi addormento.

Ma il mio sonno dura poco, fino a quando qualcuno bussa nuovamente alla porta di casa mia.

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