Junkies

"That the nights were mainly made for saying things that you can't say tomorrow day"

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1. chapter 1

Sto tornando a casa con una pizza in mano, una lucky strike nell'altra e gli auricolari alle orecchie che riproducono "Falling For You" dei The 1975.

Cammino per i marciapiedi tutte le sere, e no, non perché sono una prostituta, ma perché a casa mia non c'è nessuno. Abito da sola e, seppur questo mi piaccia molto, il più delle volte preferisco starmene da sola fuori piuttosto che dentro casa.

Mio padre ha lasciato me e mia madre quando io ero ancora molto piccola e a quel punto lei non ha fatto altro che mettersi alla disperata ricerca di un nuovo uomo che le potesse dare tutte le attenzioni che desiderava. L'uomo che cercó per molto tempo arrivó quando io ormai ero abbastanza grande per poter decidere se rimanere o meno a vivere con mia madre e lui, Phill.

Convinsi mia mamma a prendermi un appartamento più piccolo e più vicino a Londra dove sarei potuta andare a vivere da sola senza essere d'intralcio nella sua nuova storia d'amore; lei acconsentì , mi compró un bilocale in periferia e subito dopo essersi sbarazzata di me partì con questo Phill per le Canarie per poi cominciare un vero e proprio giro del mondo assieme a lui.

Da allora io vivo da sola, mia madre mi manda dei soldi ogni mese per potermi mantenere e in allegato una cartolina del posto in cui si trova.

Arrivo a casa e ,siccome non ho ancora finito di fumare la mia sigaretta, mi siedo sugli scalini davanti alla porta del mio condomino appoggiando la pizza accanto a me.

Prendo il telefono in mano per controllare l'ora: è già l'una di notte. Noto anche un messaggio da parte di Ash:

"Gwen appena puoi fai un salto da me. Dobbiamo parlare."

Ash è il mio migliore amico da ormai molto tempo. L'ho conosciuto quando mi sono trasferita e da allora siamo sempre in ottimi rapporti. Quando ancora non conoscevo nessuno lui si è reso subito disponibile, mi ha aiutata ad ambientarmi, mi ha fatto conoscere tutti i suoi amici e mi portava alle feste con lui. Diciamo che ora per me è come un fratello maggiore e sarei letteralmente persa senza di lui.

"Ok Ash, arrivo subito"

Mi alzo dagli scalini, riprendo il cartone della pizza  e mi incammino per le strade buie delle periferie londinesi illuminate solo dalla luce di quei pochi lampioni che ancora non si sono fulminati.

Casa di Ash non è molto distante ma ci metteró almeno quindici minuti visto che sono a piedi.

Mi ricordo però di una scorciatoia non molto sicura in quanto popolata da gentaglia fatta e ubriaca, ma visto che devo essere a casa di Ash il prima possibile decido di prenderla ugualmente. E per fortuna questa sera è meno affollata del solito ma quelle poche persone che incrocio non esitano a fischiarmi dietro e a fare qualche commento osceno; solitamente non ci si aspetta che una ragazza passeggi tutta sola nel mezzo della notte in un postaccio del genere.

Arrivo finalmente da Ash e suono subito il campanello del suo condominio, lui mi apre immediatamente e dopo essere entrata comincio a correre su per le 4 rampe di scale. Quando arrivo davanti alla sua porta lui è lì ad aspettarmi e pronto ad abbracciarmi come al solito.

"Hey Gwen, tutto bene?" dice mentre mi abbraccia. Poi nota subito il cartone della pizza che sto reggendo e prontamente me lo sfila di mano.

"Dai Ash!Non ho ancora mangiato e ho pure faticato ad arrivare fino qua!" piagnucolo.

Lui mi fa l'occhiolino e mi fa entrare e nel momento in cui metto piede dentro casa noto che c'è qualcuno comodamente seduto sul divano. È un ragazzo piuttosto carino, ha i capelli scuri spettinati e degli occhi verdi che mi fissano in cagnesco.

"Ehm..." dico girandomi verso Ash.

"Ah si, lui è Chris e..." mi risponde lui bloccandosi.

"E..." lo incito a continuare.

"E... Senti Gwen, dobbiamo un attimo parlare di ciò che è successo la scorsa settimana. Non possiamo continuare a rischiare e dobbiamo stare sempre più attenti".

Capisco al volo ciò che Ash vuole dirmi, ma ancora non riesco a capire cosa possa centrare questo Chris.

La scorsa settimana, mentre stavo consegnando a dei ragazzi dell'erba, la polizia è arrivata all'improvviso e io ho rischiato di essere presa se non avessi corso come una matta.

Io in realtà non spaccio "di professione", semplicemente aiuto Ash con il lavoro; lui invece sì che spaccia, lo fa perché in qualche modo deve guadagnarsi qualche soldo ed è troppo pigro e svogliato per trovarsi un vero lavoro che rientri nei parametri della legalità. Per quanto mi riguarda invece io i soldi li ho perché me li fornisce mia madre ma comunque se Ash mi chiede di aiutarlo io lo faccio volentieri e in più ci metto in tasca qualcosa, il che non guasta mai.

"Ehm, okey Ash. È perciò cosa dovrei fare esattamente?" chiedo io un po' confusa. Non ho proprio idea del perché mi abbia fatta venire qui nel mezzo della notte, anche perché di questa faccenda ne avevamo già discusso.

"Ho pensato che affiancati qualcuno sarebbe stata una buona idea, almeno così in due è più facile. Uno copre l'altro e si rischia di meno".

Effettivamente la decisione di Ash non fa una piega e ,anche se non vado a spacciare così spesso, sarà comunque più facile e più sicuro avere qualcuno che mi copre le spalle.

"Così ti presento Chris, sarà lui la tua spalla!" dice Ash con un sorriso.

Mi volto verso questo Chris per presentarmi e quando provo ad avvicinarmi lui si alza bruscamente e si rivolge ad Ash con arroganza: "E questa sarebbe la mocciosa alla quale dovrei fare da spalla? Se mai il contrario, lei dovrebbe fare da spalla a me anzi non dovrebbe proprio fare questo tipo di lavoro!".

Io ovviamente rimango a bocca aperta; ma come si permette questo psicopatico a parlare così di me se nemmeno mi conosce. Sono sul punto di rispondergli a modo ma Ash mi tappa la bocca con una mano perché, conoscendomi troppo bene, avrei potuto dire qualcosa di sbagliato.

"Senti Chris"-dice Ash-"ne abbiamo già parlato, se vuoi rimanere qui devi accettare altrimenti quella è la porta".

Io rimango basita, e non solo per l'arroganza di Chris ma anche per il fatto che a quanto pare Ash lo sta ospitando; c'è qualcosa che assolutamente non mi quadra, io conosco ogni amico di Ash ma questo Chris proprio non l'avevo mai sentito nominare e sinceramente, dopo la scenata di questa sera, sarebbe stato meglio non conoscerlo mai.

Chris mi guarda male, poi si gira a guardare male anche Ash e infine cammina pesantemente per il corridoio ed entra nella camera degli ospiti nella quale di solito dormo io quando vengo da Ash. Tutto ciò è inaccettabile.

Sento sbattere la porta, ma sinceramente mi sarei aspettata un gesto simile da un pazzo come lui; mi giro verso Ash con la bocca spalancata , quasi non credo a quello a cui ho appena assistito.

"Senti Ash, che tu lo voglia o no ma io preferisco essere sbattuta nella peggior prigione del mondo piuttosto che dovermi portare dietro questa specie di malato mentale" sbotto io.

Ash si avvicina e mi avvolge in un abbraccio; lo fa sempre quando sono arrabbiata, sa che mi calma, ma questa volta purtroppo non è così perché davvero non posso accettare una proposta del genere.

"Dai Gwen, ti prego. Dammi retta per questa volta" dice lui piagnucolando.

"Non ci penso neanche! E poi cos'è questa storia che lui adesso abita con te? Perché non lo conosco? E perché dorme nella mia camera? Ash è inaccettabile". Sono praticamente impazzita e cammino furiosamente su e giù per il salotto. Ash invece ride, sa che ora dovrà subirsi la sfilza di domane a raffica.

"Rimarrà qui per qualche mese, è un amico di amici, ma ti assicuro che non è così male come sembra" dice Ash.

"Ma non farmi ridere e soprattutto non cercare di difenderlo perché sta sera è stato proprio un cafone, dovrei proprio prenderlo a sberle" rispondo io irritata.

"Gwen guardami"- Ash mi prende per le braccia e interrompe la mia camminata compulsiva- "ti prometto che se si comporta male con te lo sbatto fuori di casa, però tu devi giurarmi che almeno ci proverai"

Ash mi guarda negli occhi, so che in un certo senso lo fa per il mio bene e mi dispiacerebbe deluderlo. Dentro di me c'è una parte razionale che dice di dare ascolto a Ash per non cacciarmi nei guai, ma l'altra parte di me, quella orgogliosa e testarda, mi dice di andare a schiaffeggiare quel troglodita.

La parte razionale prevale su quella orgogliosa e decido di dare ascolto a Ash .

"E va bene, ma giurami che appena fa uno sgarro me lo togli dai piedi" dico io.

"Giuro" risponde lui.

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