The Wolf

Era una giornata come tante a Eugene (Oregon) quando i miei genitori mi hanno detto che saremmo dovuti partire, trasferirci per sempre a Laguna Beach (California). Durante il viaggio da Eugene all'aeroporto di John Wayne ho cercato di fargli spiegare il motivo del trasferimento, ma non me l'hanno voluto dire. Beh piacere mi chiamo Megan Madleen Wolf, ho lasciato la mia città natale e non mi dispiace affatto, non sono una che si fa molti amici, quindi non ho dovuto salutare molte persone, solo Cooper e Michael. Ho quindici anni e mezzo e tra un paio di settimane sarà il mio sedicesimo compleanno. Non avrei mai immaginato di trovare così tanti amici qui a Laguna, e soprattutto non avrei mai immaginato di..
•••••••••••••••••••••••••••
Ehii io sono Giulia, questa è la mia prima storia. L'ho scritta su Wattpad e adesso la sto portando anche qui. Spero vi piaccia.

4Likes
0Comments
724Views
AA

4. 3. Si va a Laguna Beach.

**Dopo venti minuti**

-Hey Tesoro, non vedo l'ora di arrivare a casa, chissà se ti piace!.- Non mi ero mai accorta, di quanto fosse gentile mio padre. Non lo vedevo mai, quelle poche volte, non passavamo molto tempo insieme.

-Okay papi. Ma posso chiedervi una cosa?- ha appena finito di sistemare tutti i bagagli. Si gira, mi guarda incuriosito e annuisce.

-Beh.. perché ci dobbiamo trasferire in California?!- Da quando mia mamma me l'ha detto, questa domanda, continua a tormentarmi. Non che sia di vitale importanza, ma non capisco il motivo.

-Tesoro.. N.. Te lo diremo quando saremo arrivati. Va bene?- Lo guardo un po stranita. Alzo gli occhi al cielo e alla fine annuisco.

-Bene possiamo partiree!!- ecco mia mamma che ci viene in contro. Adesso, possiamo salire sulla Range Rover e andare all'aeroporto di John Mayne, che dista circa, un'ora da casa nostra.

-Pà, io voglio saperlo adesso.. Perché non me lo potete dire?!- a volte posso sembrare una larva, ma io voglio capire, perché ci dobbiamo trasferire a Laguna Beach.

-Megan Madleen Wolf te l'ho detto..te lo diremo, quando saremo arrivati.- So che lo sta dicendo con sarcasmo ma.. Non so.. perché non me lo possono dire adesso?!

***

ALL'AEROPORTO**

-Eccoci- mi catapulto fuori dal macchinone, prendo le mie due valige ed entro, con a seguito mia mamma e mio papà. Adoro viaggiare in aereo, quelle poche volte che ci sono salita, mi sono piaciute davvero tanto, l'idea di essere in alto, tra le nuvole, volare così veloci..

-Gate 7.- mia mamma, si guarda in torno spaesata. Di solito noi non viaggiamo tanto in aereo, solo papà, che passa, la maggior parte del suo tempo in aereo per lavoro. Ah si, emm.. Non so che lavoro faccia.

-Sbrighiamoci. - li seguo.

Una volta imbarcati in aereo, mi metto le cuffie ed inizio ad ascoltare brani a caso.

Dopo circa venti minuti, chiamo la Hostess e mi faccio portare un cappuccino. Pago e inizio a bere. -Bleh che schifezza. Mamma è acqua sporca.- Sa di acqua, sporca. Ah.. in questo momento, vorrei tanto uno dei cappuccini squisiti di Claudio's.

-Meg! Abbassa la voce. La gente ti sentirà.- mi rimetto le cuffie, senza neanche rispondere.

Dopo un tempo imprecisato, sento l'annuncio del capitano.

'Signori e signore, è il comandante che parla. Stiamo per arrivare all'aeroporto di Orange County. Si prega, di allacciare la cintura. E seguire le indicazioni delle Hostess. Grazie, per aver viaggiato, con la nostra compagnia.'

Eccoci qui. Nuova vita. Sospiro e guardo mia mamma, che sta sorridendo. Atterrati, ci dirigiamo, fuori dall'aeroporto. Dopo aver, ovviamente, preso i bagagli. Mi ritrovo di fronte una Jeep nera, che hanno portato dei "colleghi", di mio padre. -Hey ciao. Io sono Suzanne e lui è mio marito Lennor. Siamo colleghi di tuo padre.- Suzanne, mi viene in contro, mi da un bacio sulla guancia e si presenta, è una donna all'incirca sulla quarantina. Alta, magra ha i capelli color castano ramato e gli occhi nocciola ma con delle striature rosse. Suo marito Lennor invece è alto. Muscoloso e anche lui sulla quarantina, capelli e occhi scuri. Hanno tutti e due, un colore di pelle un po più scuro del mio, penso siano abbronzati. Infondo siamo in California, chi non è abbronzato qui?!

-Salve. Piacere, Megan, Madleen. Come volete.- Non so mai, che nome dire. Anche se, preferisco mille volte Megan. Madleen mi da di signora anziana. Gli porgo la mano, per presentarmi e salutarli.

-Allora  ti chiameremo, Megan.- Suzanne mi sorride, con quei denti perfetti.

-Suzanne! Lennor! Da quanto tempo.- mia mamma salta al collo di Suzanne, come se si conoscessero da una vita. E fa lo stesso con Lennor.

-Catherine! Che bello rivederti.- dicono all'unisono, Suzanne e Lennor.

-Suzanne, Lennor. Grazie mille per averci portato la macchina.- Mio padre da un abbraccio a Lennor e un bacio sulla guancia a Suzanne. Si, credo proprio siano amici di vecchia data.

-Figurati Josh, è un piacere aiutarvi. Noi andiamo con l'altra macchina. Ci vediamo domani.- Mi sta iniziando a stare simpatico Lennor.

Il viaggio più o meno, è durato mezz'ora.

Quando, inizio a vedere la spiaggia, abbasso il finestrino e sento l'odore di salsedine, che entra dal finestrino. Credo che alla fine, non mi troverò male qui.

Inizio a vedere un po di case e penso che la nostra, sia una di quelle. È molto bella.

Alta più o meno tre piani. Tutta bianca con le porte finestre giganti. È stupenda. Una volta entrata, mi accorgo che ci sono delle scale magnifiche, che portano alle varie stanze e bagni. Dietro alle scale, si trova un openspace enorme, che da solo è un piano della casa. Mi butto sul divano, ma non mi sono accorta del giardino, nel quale c'è una piscina enorme, che da sul mare. Il panorama, è davvero mozzafiato. Si vedono sia il mare, sia le montagne, con i boschi li vicino.

-Meg, spero davvero che ti piaccia.- mio padre, è agitatissimo. Sorrido e gli vado incontro, abbracciandolo. Di solito, non sono una che abbraccia molto, ma qui è tutta un'altra storia, voglio cambiare. Almeno con i miei genitori.

-Tesoro, vai nella tua camera, è al secondo piano. Hai anche un bagno, tutto tuoooo!!- mia mamma è stra contenta si vede. Mi stritola in un abbraccio e si dirige verso la loro camera.

Cerco per un po, finché, non trovo una porta con su scritto Meg, in blu. Entro, è una stanza gigante, con un letto altrettanto grande, con le coperte blu notte, sulle quali, ci sono disegnati una luna ed un lupo che ulula. Di fianco al letto, ci sono due comodini e vicino all'enorme porta finestra, che da sul terrazzo, c'è una scrivania, con iMac, iPad un Mac Book Pro e c'è persino un iPod. Non capisco perché mio padre me li abbia comprati, ce li ho già, anche se sono il modello vecchio. Però, ce li ho lo stesso. Noto, che ci sono due porte, apro la prima e scopro con piacere, che è un'enorme cabina armadio, con già all'interno un bel po' di vestiti. Così apro la mia valigia e riempio ancora di più, quella meraviglia di cabina. Finita l'impresa, vado verso l'altra porta, che si rivela un bagno lussuosissimo, vasca idromassaggio, doccia enorme e vari mobiletti da bagno. Credo che qui dentro, mi farò, tanti bagni rilassanti.

Adesso vai a ringraziare tuo padre. La mia coscienza ogni tanto si fa sentire.

Scendo giù e vado in contro a mio padre.

-Grazie mille, è tutto stupendo.- Gli dico, abbracciandolo forte.

-Sono felice che ti piaccia.- mi dice dandomi un bacio sulla fronte. Mi sono sempre mancati, gesti d'affetto da parte di un padre, adesso voglio passare del tempo con lui, per riempire tutto il vuoto, che mi ha lasciato fino ad ora.

Vado di corsa in giardino, a bordo piscina, mi tolgo i pantaloni e immergo le gambe nell'acqua.

A: Coop❤️

Heyy. Sono arrivata. La casa qua è stupenda. C'è la piscina. Si affaccia sul mare. Prima o poi ti è Mich dovete venire a trovarmi.

**

A: Mich❤️

Hey. Sono arrivata. La casa è enorme è stupenda. Abbiamo persino la piscina. E si affaccia sul mareeee!!! Dovete venire a trovarmi!!

**

Mich❤️

Meg. Manchi tanto. Ovvio verremo il prima possibile. 😘

**

Coop❤️

Hey bimba sono felice che tu ti trovi bene li. Spero però che non ci dimenticherai eh.

Si tranquilla verremo a trovarti. 💕

**

Sono felicissima. Tra circa una settimana e mezzo, sarà il mio compleanno. Farò 16 anni, questo vuol dire.. PATENTE! Non vedo l'ora.

Adesso però, non posso più aspettare.. Devo richiederglielo.

-Papà perché siamo venuti qui?- Mio padre mi guarda pensieroso, sospira e poi inizia a spiegarmi..

-Meg. Siamo venuti qui perché, in questo posto abbiamo metà della nostra vita. Al tuo 16 compleanno, capirai di più. Succederà qualcosa quel giorno. Ma non ti devi spaventare.- Perfetto mi stavo già spaventando. -Dipende dai punti di vista, io la trovo una cosa magnifica. Magari tu la troverai orrenda e ti sentirai una specie di mostro, ma fidati che quel qualcosa che succederà cambierà per sempre la tua vita.-

Mi guarda con felicità. Ma noto anche un po di stanchezza nel suo sguardo.. Devo aspettare, ancora una settimana e mezzo.

-Adesso, devo andare. Ci vediamo più tardi.- mi bacia e se ne va, sono rimasta da sola, in giardino, con mille domande per la testa..

**OKAY. HO AGGIORNATO PRIMA.

MA AVEVO ISPIRAZIONE QUINDI HO INIZIATO A SCRIVERE. SPERO CHE QUESTO CAPITOLO SIA DI VOSTRO GRADIMENTO. E NIENTE. GRAZIE MILLE PER LE VISUALIZZAZIONI.**

Giulia. 💕

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...