L'anno decisivo


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1. Ritorno a Hogwarts

Il profumo di Hogwarts era tornato a riempire il cuore di Harry, come ogni anno aspettava impaziente che l’estate si concludesse. Tutto, i muri di pietra, la sala gande, il campo da quidditch lo facevano sentire a casa.

Come consuetudine, presero posto in attesa dello smistamento dei nuovi alunni ed Harry, anche se sempre più affascinato da questa cerimonia, non poté fare a meno di notare una cosa: qualcosa che lo lasciò perplesso e dubbioso. Il modo in cui Malfoy fissava il tavolo dei Grifondoro non prometteva nulla di positivo, non aveva la solita aria da sbruffone, stava scrutando uno ad uno i posti a sedere cercando disperatamente qualcosa o qualcuno. Di sicuro non c’era da fidarsi, e la mente di Harry iniziò a viaggiare: non sapeva se la preoccupazione di Draco derivasse dall’episodio del marchio nero alla finale della coppa del mondo di quidditch, non sapeva se lui fosse coinvolto in qualche modo, ma sicuramente voleva sapere chi o cosa stesse cercando. I pensieri di Harry vennero prontamente interrotti dalla voce decisa di Silente il quale annunciava agli studenti una grande novità:

- Benvenuti ad un altro anno a Hogwarts - Aveva esclamato, proseguendo con uno dei suoi discorsi talvolta brillanti, talvolta sconclusionati. Nessuno, probabilmente, stava ascoltando le parole del preside fino a quando rivelò qualcosa che risvegliò la curiosità di tutti: quell’anno a Hogwarts si sarebbe tenuto il torneo Tremaghi, occasione per provare le proprie capacità e anche per conoscere gli studenti di altre scuole di magia. Fecero il loro ingresso le studentesse di Beauxbatons seguite dai ragazzi di Durmstrang ed Harry non poté fare a meno di notare, come tutti d'altronde, quanto fossero diversi da loro.

Finite le presentazioni vennero spiegate le regole del torneo e le recenti variazioni: solo gli studenti maggiorenni avrebbero potuto partecipare. Al sentire queste parole si sollevò un boato di protesta da parte degli studenti di Hogwarts presi, evidentemente, alla sprovvista. Solamente Harry sembrava non far caso alla confusione concentrato solamente sui comportamenti di Malfoy il quale non aveva distolto lo sguardo nemmeno per un secondo dai Grifondoro. Tuttavia, appena gli occhi dei due si incontrarono, l’espressione di Draco passò, in meno di una frazione di secondo, dalla preoccupazione all’odio che, per il momento, fece passare a Harry tutti i dubbi che si era posto sul suo conto. Decise di non farci più caso e di concentrarsi sul banchetto. Una volta solo con Ron ed Hermione, però, non potè escluderli dalle sue teorie sull’accaduto:

- Avete notato Malfoy, prima, nella sala grande? Aveva un’aria preoccupata e continuava a fissare il nostro tavolo come se cercasse qualcosa che gli appartiene –

- Che vuoi dire?- chiese Ron – L’anno non è nemmeno iniziato e già cerca di farsi odiare? –

- Andiamo Ronald, non dire sciocchezze! Di sicuro sarà stata una tua impressione Harry – Ribadì Hermione.

- Probabilmente hai ragione – Harry non volle discutere riguardo qualcosa che forse si era immaginato, ma comunque sapeva cosa aveva visto e non gli piaceva per niente.

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