Foglie d'autunno. {Harry Styles}

"E lei cadrà, così come fanno le foglie d'autunno"

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2. Capitolo 1

La mia sveglia suona alle sei e mezza del mattino. Oggi, come ogni giorno di ogni anno scolastico non ho proprio voglia di andare a scuola. Mi ero abituata all'estate, al sole e alle dormite fino a tardi e adesso ricomincia la solita routine. Odio andare a scuola, odio alzarmi così presto per prendere l'autobus. Mamma e papà non possono accompagnarmi perché di solito vanno a lavoro prima che io esca di casa e io non ho ancora preso la patente quindi...quindi eccomi qui, davanti allo specchio, domandandomi come farò a non far vedere queste tremende occhiaie. Non che agli altri importi così tanto del mio aspetto.  Mi ritrovo nella mia camera, ancora dipinta di rosa, davanti allo specchio. Mi guardo e non mi riconosco. Che cosa è successo alla ragazza piena di amici e felice dell'anno scorso? Che cosa mi è successo? Dopo l'estate ho perso i miei amici, i miei sogni e la mia allegria e, insieme a questo, ho anche perso le parole. Non voglio più parlare, le parole sono inutili. Ci sono tanti altri modi di esprimersi. Non voglio ricordare quello che è successo, mi bastano già i miei compagni che non fanno altro che chiamarmi ''spiona'', isolandomi, facendomi sentire una nullità, una cosa da niente.

Come per fare un gesto di ribellione anche contro i miei genitori che non mi capiscono, prendo una matita nera che di solito utilizzo per truccarmi leggermente e disegno delle linee sulle mie labbra, come a voler significare che da questa bocca non uscirà più niente. Parlare è inutile, mi pare di averlo già detto. Così adesso, la mia bocca sembra cucita da tanti fili neri. Lo so che dovrei spendere due parole su quello che è successo, ma...semplicemente non ci riesco.

''Charlie?'' mi chiama mia madre. Le rispondo con uno sguardo assente, guardandola semplicemente negli occhi mentre tengo ancora la matita tra le mani. ''Non ti sforzare, non voglio nemmeno saperlo'' dice. Come si può pretendere che io parli quando nessuno ha l'intenzione di ascoltarmi? ''Ti ho preparato qualcosa da mangiare per la colazione, papà non è a casa e io sto uscendo'' continua, chiudendosi la porta alle spalle.

Fisso la mia immagine distorta allo specchio, guardo negli occhi la persona che ho davanti e di nuovo non mi riconosco. Quella non sono io...o...non ero io. Alla fine decido di pulirmi da tutti quei piccoli segni con la mano, sbavando il colore fino a farlo scomparire del tutto.

Quest'anno è diverso. Quest'anno ci sono gli esami di maturità e posso stare ad elencare gli altri mille aspetti negativi dell'autunno che sta per entrare. Uno di questi è che quella che consideravo la mia migliore amica mi ha abbandonata perché...beh, perché voleva essere popolare e io non sono decisamente il prototipo di ragazza popolare, anzi, penso che a scuola mi odino tutti. Un altro aspetto negativo sono i professori che non danno un attimo di tregua. Ricordo che l'anno scorso stavo praticamente impazzendo sui libri e non avevo più tempo per me stessa, magari per leggere un buon libro, ascoltare un pò di musica o semplicemente scrivere qualcosa sul mio diario o sul computer. D'altro canto non posso lamentarmi. Voglio che tutto vada alla perfezione, voglio essere perfetta.

Tutta la mia vita si è basata sul raggiungere la perfezione. So di essere sempre sul punto di raggiungerla, ma in effetti non sono mai stata perfetta. Non come voglio io, almeno. Tutti quelli che mi conoscono mi considerano una pazza, per una che non ha una vita sociale, ma in realtà loro non capiscono quello che voglio e quali obiettivi mi sono prefissata sin da quando ho cominciato a far lavorare il mio cervello.

Vivo in una piccola di cittadina, dimenticata dal mondo e forse anche dall'Inghilterra stessa. Si chiama Holmes Chapel. E' carina, è tranquilla e di certo non c'è tutto quel caos che si trova a Londra. Londra...la Royal Ballet School...praticamente i miei due sogni che mi ossessionano. Mi preparo per questa audizione da...Dio, ho perso il conto degli anni. Mi sono iscritta in una piccola accademia qui a Holmes Chapel quando avevo cinque anni in modo che avessi tutto il tempo per potermi preparare per le audizioni, passarle e frequentare la scuola dei miei sogni. Danzo praticamente da quando ho cominciato a camminare. Mamma mi dice sempre che giravo per casa, facendo delle pirouettes, così un giorno ha deciso di portarmi da Sandra, la mia prima insegnante di danza classica. Inutile dire che ho continuato fino ad adesso. E' stato come se la danza avesse scelto me in qualche modo e per questo non ho mai lasciato, non ho mai fatto un'assenza, nemmeno quando avevo la febbre alta o il periodo del ciclo. Non mi è mai importato di stare male; entrare dentro quella sala alleviava sempre i miei dolori e le mie sofferenze.

Insomma...per farla breve la mia vita è un grosso, enorme casino e io adesso sono qui il 13 di Settembre pronta (si fa per dire) a ricominciare un altro anno.

...

La gente di solito è triste a Settembre perchè ricomincia la scuola, ricomincia il freddo, inizia l'autunno, ricominciano gli impegni, i compiti e le interrogazioni e non posso negare di esserlo anch'io ma, a differenza degli altri io ho qualcosa che mi fa andare avanti e mi dà la forza di superare la giornata; oggi ricominciano le lezioni e non vedo l'ora di respirare aria di danza, di provare di nuovo quel piacevole dolore ai muscoli e ai piedi. La mamma dice che sono un po' pazza ma ormai non ci fa nemmeno più caso; ormai sia lei che mio padre hanno fatto l'abitudine ai miei sproloqui da ballerina matta.

Non so se sono di buon umore, ma di certo non ho lo stesso atteggiamento nei confronti di questa giornata di quando mi sono svegliata. Mi hanno promesso un ruolo importante quest'anno nel saggio e io non vedo l'ora di cominciare a provare e dare il meglio di me. Si, la sfigata e inutile Charlie Stevens sta per ottenere un ruolo importante. Devo solo pensare a questo, la tragicità di questo giorno sta solamente nell'affrontarlo. Si, oggi è il primo giorno di quello che penso sarà un lungo anno.

Dopo la mia lunga riflessione sul futuro andamento della mia giornata mi alzo, mi lavo, mi vesto e faccio colazione con uno scarso bicchiere di latte con un pò di cacao, giusto per addolcire la giornata, se questo è possibile. All'orario stabilito sono già pronta fuori di casa per prendere l'autobus. Mi pento dei vestiti che ho indossato, ma ormai è troppo tardi per cambiarmi, l'autobus passerà a momenti.

L'autobus porta sul suo lato uno striscione imbarazzante e per niente invitante: Benvenuti alla Holmes Chapel High School.

''Prima tappa della giornata ragazzina, siamo solo io e te'' dice il conducente dell'autobus, quando mi decido a salirci sopra. Oggi non sarà una giornata facile. Dovrò rivedere, dopo un'estate intera, i volti delle persone che una volta consideravo amiche e...lui, che ha preso parte dei miei peggiori incubi.

Guardo in avanti, l'autobus è vuoto e apparentemente dovrebbe essere una cosa positiva ma in realtà quando non c'è nessuno la scelta diventa difficile: se mi metto davanti rischio di sembrare una secchiona, se scelgo il posto di dietro capiterò in mezzo a quelli che non sanno cosa sia l'educazione e se mi metto in mezzo...beh, se mi metto in mezzo rischio di incrociare già di prima mattina la mia ex migliore amica.

''Scegliti un posto'' mi ricorda l'autista. Già, come se fosse una cosa semplice. ''Quello che vuoi''.

E' il mio primo giorno dell'ultimo anno di liceo, ho 7 quaderni nuovi, una gonna che odio e il mal di stomaco.

Non mi siedo nè troppo avanti, nè troppo indietro, diciamo qualche posto dopo la metà. Guardo fuori dal finestrino come sempre e fantastico su una vita migliore. Il liceo dovrebbe essere il periodo più bello della mia vita, il periodo che dovrei ricordare sempre con allegria...Dovrei raccontare ai miei figli, ai miei nipoti, che questo è stato un periodo indimenticabile, eppure a me sembra soltanto un incubo, il peggiore degli incubi.

''Ciao'' mi dice una voce che non conosco. Smetto di guardare fuori e guardo la ragazza che si è seduta vicino a me. Oh, fantastico, sono davvero obbligata a parlare? ''Io sono Heather, mi sono trasferita da poco, tu chi sei?'' mi chiede. Dio, come fa ad essere così allegra di prima mattina? Io ho solo voglia di ritornare a letto. ''Io e la mia famiglia siamo arrivati qui Sabato'' dice tutto d'un fiato. Annuisco e lei mi sorride. Che momento imbarazzante, forse farei meglio a spendere qualche parola.

''Belle scarpe''

''Oh grazie. Le volevo nere, ma era finita la misura. Porto il 39 e mezzo sai? E...c'era solo una 40 rosa, comunque sono carine, no?''. Dio, come fa questa ragazza ad essere così energica di prima mattina? Io vorrei solo ritornarmene a letto.

...

Ed eccomi qui, dopo un viaggio più o meno lungo, davanti alla mia brutta e triste scuola. Sono ancora in tempo per correre verso casa mia? Giuro che sarei disposta a farlo, anche se casa mia dista chilometri. Ho promesso ai miei genitori che mi sarei impegnata. Mi hanno ricattata con il non farmi più frequentare le lezioni di danza e io non posso vivere senza la danza, quindi mi sforzerò. Manca solo un anno.

Come a voler ritardare il più possibile l'entrata a scuola, cammino lentamente ma non posso sfuggire al mio dovere, quindi alla fine mi ritrovo a varcare la soglia della scuola e ad essere accecata dal flash di una macchina fotografica.

''Nome?'' mi chiede il tizio. Lo guardo confusa, chiedendomi a cosa possa servirgli una mia foto e il mio nome. ''Mi serve il nome per la foto dell'annuario, ragazzina'' mi spiega.

''Charlie Stevens'' dico semplicemente, poi lo supero. Fantastico, anche quest'anno la mia foto nell'annuario sarà orrenda. Dico io, perché fare delle foto così? Non potrebbero avvisare e magari risparmiare una figura di merda a tutti?

...

La scuola di mattina è un totale casino, soprattutto se parliamo del primo giorno di scuola. Ci sono ragazzini del primo anno che non sanno dove andare e si guardano intorno confusi e ci sono ragazzi che si inseguono e che dovrebbero frequentare l'asilo piuttosto che il liceo e poi ci sono io, che cammino per i corridoi, facendo finta che tutto vada bene.

Non è mia abitudine camminare a testa alta e adesso mi pento di aver alzato lo sguardo per pochi secondi. Incrocio lo sguardo di Nora, una delle mie amiche. Una volta io, Rachel, Nora e Ivy eravamo inseparabili, niente poteva separarci, fino a quel giorno che non voglio ricordare...Mi intristisco e proseguo fino a quando mi rendo conto che ho completamente sbagliato direzione.

...

''Guarda chi si rivede! La prima ballerina''.

Harry Styles. Il ragazzo che mi ha rovinato l'esistenza. Il bel faccino che ha tormentato i miei sogni da mesi.

''Non sono ancora la prima ballerina'' dico abbassando lo sguardo per evitare il suo. Harry mi piaceva prima, potrebbe essere perfetto se non fosse per il suo carattere.

''Lo diventerai, forse...in un'altra vita'' dice ridendo e tutti i suoi amici idioti lo seguono. C'è anche Rachel con loro. Che c'è? Adesso sta con loro? Ce l'ha fatta alla fine. E' diventata...popolare.

''Vedi tesoro? Tu sei un pò come...nessuno. Anche la tua migliore amica ti ha abbandonata perchè nessuno vorrebbe mai stare con una come te'' dice alzandomi il mento con due dita.

Fantastico. Non è ancora iniziata la giornata e ho già voglia di piangere. Non tanto per Harry, perchè avevo previsto qualche suo commento cattivo, ma Rachel...è completamente cambiata. Adesso non riesce nemmeno a guardarmi in faccia, non riesce nemmeno a dirmi qualcosa. Ormai è finita. Pensavo che potesse cambiare qualcosa tra me e lei, ma evidentemente io non conto davvero più nulla per lei.

''Non parli più?'' mi chiede ancora Harry, facendomi pressione.

''Dovrei...dovrei andare in classe''

''Meglio così, ciao ciao essere inutile'' dice, poi mi molla e se ne va, seguito da quel branco di idioti come lui.

Note autrice:

Beh, scusate per il lungo, ma che dico, lunghissimo capitolo, ma ho scritto queste 2000 parole con contentezza. E' bello ricominciare ad avere idee e avere la convinzione di poter riuscire a portare avanti una storia. Spero che il capitolo vi piaccia, che vogliate sapere di più sulla storia di Charlie e cosa l'ha portata ad essere una ragazza così triste. Detto questo, fatemi sapere nei commenti e pubblicherò il secondo capitolo se questo arriva ad almeno 2 voti. Grazie a chi mi sosterrà, un bacio 💕

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