Please don't...

"Sono pericoloso, mi devi stare lontano..."
"Non ci riesco."
"Continueremo a farci del male se staremo assieme, lo so."
"Hai paura?"
"Non ha importanza, non più."
"Devi smetterla di dire così. Non so cosa provo per te ma so che quando sorridi vorrei ridere anche io, quando sento il tuo cuore i nostri battiti si sincronizzano e quando vedo le tue mani vorrei stringerle nelle mie. Ti prego non andartene. "
"Ti prego, Harry, non... Stai sbagliando."
"Stiamo sbagliando assieme."
---
Harry è un ragazzo chiuso in se stesso.
Louis è un ragazzo misterioso e intrigante, che nasconde un segreto.
Harry è deciso a scoprire il segreto di Louis.
Louis è deciso a far schiudere Harry ancora una volta.
Ma non starà tanto facile.

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8. 8.

Sono passate due settimane, due settimane di puro inferno.

Da quando lui mi ha baciato e poi io ho baciato lui è stato tutto un occhiate rubate nei corridoi e nella mensa. Ogni volta che mi beccava a fissarlo mi guardava gelido e distoglieva lo sguardo camminandomi avanti come se nulla fosse.

La cosa peggiore è che faceva male, sentirlo parlare e ridere con qualcuno che non ero io e vederlo marinare la scuola con altri ragazzi ma soprattutto con altre ragazze.

Nella mia testa non trovavo spazio per altro: c'erano solo i suoi capelli e il suo sorriso del cavolo e i suoi gelidi occhi.

Tutto questo e ancora non mi reputavo geloso, ripetevo a me stesso che ero soltanto intrigato dal suo modo di fare e dal suo mistero ma la realtà è che mi mancava lui. Mi manca lui. E il suo odore fottutamente buono.

Poi come questo ignorarsi e soffrire era incominciato é finito una giornata di gennaio, pioveva a dirotto e faceva un freddo cane.

La voglia di andare a scuola è pari a zero ma purtroppo non basterà la misera scusa di un temporale per poter saltare la scuola.

Mi infilo un giubbotto pesante e tiro il cappuccio sui capelli.

Esco da casa sbattendo la porta e mi stringo nelle spalle ignorando il freddo.

"Soltanto altri sei mesi, Harry, solo altri sei mesi"

Sbatto le palpebre perché una goccia di pioggia mi si era incastrata fra le ciglia e mentre mi distraggo una mano mi afferra il braccio e mi tira in un angolino buio è lontano dalla strada.

Due immensi occhi azzurri mi squadrano severi "Perché sei uscito con la pioggia? Potresti raffreddarti seriamente"

Ci metto un po' a capire che Louis mi ha veramente detto questo e ci metto anche un bel po' di auto controllo per non scoppiare a ridere.

Dopo quindici giorni questa è l'unica cosa che mi vuole dire "Non penso sia qualcosa che ti riguardi"

La freddezza delle mie parole stupisce anche me.

"Non mi riguarda, è vero. Ma diamine, siamo a gennaio, non hai qualcuno che ti può accompagnare?"

"No, Louis, vivo da solo in questa città, ricordi?"

"Niall? E Liam, o Zayn?" Ogni parola il suo sguardo si addolcisce.

In realtà in questo periodo ho ignorato i tre ragazzi nonostante loro mi abbiano cercato ogni giorno.

Scuoto la testa assottigliando gli occhi "Perché sei qui, Tomlinson?"

Non so nemmeno perché mi sto comportando così, in fondo è lui che voglio vicino, non il contrario ma non sto facendo nulla per farlo tornare con me.

"Io, voglio che tu venga con me in viaggio. Il prossimo weekend." Abbassa lo sguardo sulle converse bianche e fradice.

"Pensavo non volessi più avermi in torno, eri stato abbastanza chiaro al riguardo"

Non dimenticherò mai il semplice messaggio in cui diceva che dovevo stargli lontano o me ne sarei pentito.

"Ho sbagliato, è una lunga storia..."

Alzo le spalle "Io sono qui, ti ascolto"

Un lampo di luce attraversa il suo sguardo "Non qui, non ora." Fa per poggiare una mano sulla mia spalla, ma poi ci ripensa "Andiamo in macchina Haz, si gela qui..."

Acconsento con un cenno del capo e seguo il castano fino alla sua auto, parcheggiata poco vicino.

Salgo in macchina bagnando il sedile di acqua ma Louis non se ne fa un problema "Immagino salteremo la scuola" dico.

Mi lancia un sorriso sbilenco che mi va immaginare mille cose che potrei fare con quelle labbra sottili.

"Ovviamente Styles. Ti porto in un posto"

Il 'posto' si rivela essere in pub in centro città , è semi vuoto ma ci sono un paio di ragazze che continuano a fissarci facendo occhiolini.

"Mi danno davvero fastidio" sussurro io e Louis approva con un segno del capo.

Ordiniamo due panini e due bibite e io divoro il mio in silenzio. Questo dannato silenzio imbarazzante.

"Mi sei mancato Harry" e fu così che il silenzio imbarazzante divenne una conversazione ancora più imbarazzante.

"Non lo ripetere o finirò per crederci"

Il ragazzo allunga una mano verso di me e questa volta non si tira indietro. "Senti, ti ho scritto quel messaggio perché ero davvero turbato. Quel bacio Harry, vorrei che non lo avessi frainteso." Il suoi occhi tradiscono qualcosa che riesce a nascondere con la voce. "Fra me e te non potrà mai esserci nulla all'infuori dell'amicizia, lo puoi capire vero"

"Non desidero altro Louis" ogni parola è vetro conficcato ne cuore "Non ho mai desiderato nulla di più"

Il suo sorriso si allarga fino a mostrare i denti "Allora scusa se ti ho evitato in questi giorni"

"Puoi rimediare..." Sussurro ma lui mi sente.

"E come?"

"Non andartene più..."

L'ho detto davvero? Sono impazzito? Che fine ha fatto la ragione?

Eppure a lui non sembra importare, il suo sorriso si la dolce e mi stringe la mano sotto il tavolo. Non riesco a distogliere lo sguardo dalle sue ciglia anche se vorrei non dover più rimanere così tanto tempo sotto il suo sguardo intimoritore.

Riesco a sentire qualsiasi il suo respiro ritmico mentre il mio è tutto sbalzi e piroette come se i polmoni mi stessero saltando fuori dal petto.

Non so se si accorge l'effetto che mi fa oppure è così abituato ad essere il ragazzo che tutti desiderano che ormai non ci fa più caso.

"Haz mi hai sentito?"

Sbatto più volte le ciglia "No, scusa ero distratto"

"Ho detto se quindi verrai con me questo weekend... Se no vuoi lo capirò, non preoccuparti"

Gli sorrido mostrando le fossette "Certamente Tom"

Mi era mancato vedere quella sua espressione buffa in viso. Quando qualcuno lo sorprende e vorrebbe dimostrare di essere felice.

"Okay" scuote le spalle fingendosi indifferente ma vedo che sorride piano sotto i baffi "Ti passo a prendere sabato"

Annuisco alzando gli occhi al cielo.

La cameriera ci porta il conto e mi fa l'occhiolino prima di scomparire dietro il bancone.

"L'hai vista?" Domando euforico "Allora faccio ancora centro con le pupe"

Do un pugno affettuoso sulla spalla di Louis d'un tratto rigido "Si, ma non è niente di che... Ha la faccia troppo allungata e i capelli sporchi"

"Cosa succede Loulou?" Lo prendo in giro "Sei geloso?"

Il castano arriccia il naso "E di che cosa? Di una battona con la cellulite? Non sono ancora caduto così in basso"

Però non faccio a meno di pensare che non ha effettivamente negato di poter essere geloso di me.

"Forse lascerò il mio numero" continuo per vedere la sua reazione.

"Siamo in ritardo!" Si affretta a dire lui tirandomi per un braccio lanciando sul tavolo delle banconote "Andiamo, su"

Fuori l'aria della giornata sa di pioggia mista a qualcos'altro.

Sento una bella sensazione di caldo, forse è perché ha smesso di piovere o forse perché Louis Tomlinson è geloso di me.

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