Please don't...

"Sono pericoloso, mi devi stare lontano..."
"Non ci riesco."
"Continueremo a farci del male se staremo assieme, lo so."
"Hai paura?"
"Non ha importanza, non più."
"Devi smetterla di dire così. Non so cosa provo per te ma so che quando sorridi vorrei ridere anche io, quando sento il tuo cuore i nostri battiti si sincronizzano e quando vedo le tue mani vorrei stringerle nelle mie. Ti prego non andartene. "
"Ti prego, Harry, non... Stai sbagliando."
"Stiamo sbagliando assieme."
---
Harry è un ragazzo chiuso in se stesso.
Louis è un ragazzo misterioso e intrigante, che nasconde un segreto.
Harry è deciso a scoprire il segreto di Louis.
Louis è deciso a far schiudere Harry ancora una volta.
Ma non starà tanto facile.

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6. 6.

Quando ritorniamo in città sono le due e inizio a sentire un po' di fame "Senti Louis, il mio stomaco esige di essere sfamato. Ti va di andare a mangiare qualcosa?"

"D'accordo" replica lui sorridente "Se vuoi puoi venire a casa mia, avanza della pizza da ieri sera"

Annuisco e torno a guardare fuori dal finestrino, siamo entrati in una zona della città molto ricca, le ville si fanno più grandi e belle e in giro, parcheggiate ai lati della strada ci sono solo porche o ferrari. 

"Eccoci." Louis ferma la macchina davanti a una casa immensa e bellissima "Casa dolce casa"

Resto a bocca aperta e quasi devo alzare lo sguardo per vedere la villa per intero. Io che sono sempre stato un ragazzo non troppo ricco non avrei mai potuto immaginare di entrare in uno di questi castelli da miliardari. Louis scuote la testa divertito e mi apre la portiera, trascinandomi letteralmente per un braccio fin dentro casa. "Siamo qui!" urla ma non sento nessuna risposta. 

Mi guardo attorno inebetito. E' tutto fighissimo: solo il salotto è più grande del mio appartamento. Ci sono dappertutto lampadari in porcellana, argenteria di lusso e tappeti che costeranno più della mia macchina. Una sontuosa scala porta al piano di sopra e Louis mi fa strada camminando davanti a me.

Ogni gradino che fa il suo sedere sculetta e non faccio a meno di pensare che non sia niente male. Oggettivamente parlando, dico. E' normale che io apprezzi il sedere di Louis, diciamolo, è tondo e bello alto, come quello di tante ragazze molto attraenti. Questo non vuol dire che mi piaccia il sedere di Louis. E' solo.... una considerazione.

Finalmente raggiungiamo il piano di sopra e percorriamo il corridoio per poi entrare in camera di Louis. Il castano si butta sul letto da una piazza e mezzo e io lo imito. "Carina" riesco a dire.

Anche se è molto più carina. E' veramente fantastica. Inutile dire che ha più roba lui che un negozio dell'usato. "Non è niente male" risponde noncurante lui "Avevi fame, giusto?" mi chiede poi.

"Si, un pochino" 

"Okay, ti prendo la pizza allora" mi sorride "Ti va bene al salame piccante?" 

Accenno un sorriso e lui esce nuovamente dalla porta, sento i suoi passi che percorrono le scale e poi si affievoliscono sempre di più. Approfitto della mancanza del ragazzo per curiosare un po' in giro. 

Da una parte ci sono tanti vinili dai titoli strabilianti, poi dall'altra una scrivania piena di robacce  sparse dappertutto. Dietro la scrivania c'è una grande finestra che si affaccia sul giardino sul retro. Sbricio fuori e vedo una casetta sull'albero, incisi sopra ci sono i nomi: Phoebe e Daisy.

"Chi sono?" chiedo mentre sento Louis che entra in camera.

"Chi? Phoebe e Daisy? Le mie due sorelline minori." risponde con semplicità e vorrei poterlo fare anche io ogni volta che qualcuno mi fa una domanda sulla mia famiglia o sul mio passato. 

Il ragazzo ha in mano un cartone della pizza che poi mi passa. Ne prendo un pezzo e tiro un morso. Dio se è buona!

"Ti capita spesso di saltare la scuola?" dico con il salame piccante che quasi mi esce dalla bocca.

"Qualche volta, quando non ho voglia di seguire le lezioni"

"Ma non hai paura che ti boccino?" 

Alza le spalle fissando il muro davanti a se "No, mio padre è molto ricco. Non ho bisogno di andare a scuola. L'importante è che io sappia scrivere e parlare, per tutto il resto posso pagare qualcuno che lo faccia al posto mio"

"Ma non ti annoi a non fare nulla di utile? Cioè, non ti piacerebbe avere la soddisfazione di fare qualcosa di tuo, senza l'aiuto di nessuno?"

Il castano sposta il suo sguardo su di me e vorrei non aver fatto quella domanda perchè i suoi occhi azzurro ghiaccio sembrano perforarmi da capo a fondo "Questo è anche un motivo che mi ha spinto ad organizzare quel viaggio. Voglio il controllo della mia vita"

"In che senso?" sento che poco a poco Louis inizia a fidarsi di me e che si sta sbloccando.

"Non voglio più essere controllato da..." Il castano scuote la testa, come ad essersi accorto di star raccontando qualcosa di importante "Niente, lascia perdere."

Si stampa un sorriso finto sulla faccia e mi fa segno di sedersi accanto a lui. Capisco che l'argomento è chiuso. "Tu, piuttosto. Sei così misterioso, con l'aria da cattivo ragazzo... che però vuole evitare i guai. Fammi indovinare, hai commesso un grosso errore in passato e ora vuoi rimediare. E per rimediare ti devi isolare dal mondo"

Non rispondo ma so che Louis ha capito di aver centrato. "Ma non sai che facendo questo attirerai solo demoni su demoni che aspetteranno di vedere una piccola crepa dentro di te per poterci entrare e insidiarsi dentro di te?"

Lo dice con un tono tanto serio che mi fa preoccupare. Capisco che ha ragione su tutto. Ha capito ciò che nessuno sa di me e mi chiedo se quegli occhi azzurri che si ritrova non possano veramente guardarmi dentro e frugare nella mia testa a loro piacimento.

"Stai andando a tentoni. Non sai nulla di me" rispondo con semplicità, abbassando lo sguardo, temendo che mi guardi negli occhi e veda quello che ho cercato di nascondere tanto a fondo.

"Stavo solo scherzando, riccio" mi mette un braccio attorno alle spalle ma qualcosa nel suo tono mi fa pensare di averlo offeso.

Non sai quanto hai ragione penso fra me e tutto questo deve finire.

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