Please don't...

"Sono pericoloso, mi devi stare lontano..."
"Non ci riesco."
"Continueremo a farci del male se staremo assieme, lo so."
"Hai paura?"
"Non ha importanza, non più."
"Devi smetterla di dire così. Non so cosa provo per te ma so che quando sorridi vorrei ridere anche io, quando sento il tuo cuore i nostri battiti si sincronizzano e quando vedo le tue mani vorrei stringerle nelle mie. Ti prego non andartene. "
"Ti prego, Harry, non... Stai sbagliando."
"Stiamo sbagliando assieme."
---
Harry è un ragazzo chiuso in se stesso.
Louis è un ragazzo misterioso e intrigante, che nasconde un segreto.
Harry è deciso a scoprire il segreto di Louis.
Louis è deciso a far schiudere Harry ancora una volta.
Ma non starà tanto facile.

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5. 5.

"Scappare?" Louis mi guarda come se fosse la cosa più ovvia del mondo "C-con me?"

"Harreh, cosa c'è di tanto difficile da capire?" I suoi occhioni azzurro ghiacciano mi squadrano in cerca di una risposta.

"Ma non ci conosciamo nemmeno!" mi volto ad osservare la camera.

"Certo che ti conosco. So come ti chiami, e tu sai come mi chiamo io. Questo è l'importante." mi sorride gentile ma io scuoto la testa.

"E' una follia." la sua mano calda afferra saldamente la mia.

"Senti, riccio, mi sei simpatico, e non è un privilegio per tutti. Questa cosa durerà solo un fine settimana, poi torneremo qui e sarà tutto come prima. Intesi?"

E non so cosa mi abbia spinto a dire di si, forse il suo sorriso, i suoi occhi straordinariamente belli, oppure lo strano presentimento che mi dice che Louis non è quel che sembra. Ad ogni modo, voglio scoprire cosa nasconde.

"Okay..." il suo sorriso si fa di colpo più smagliante "Ma a un patto..."

"Dimmi, riccioli d'oro..." replica lui.

"Beh, devi smetterla di essere così misterioso"

"Credimi, Haz" si avvicina a me "E' meglio che scopri il meno possibile su di me."

Mi fa l'occhiolino e poi va a sedersi su una sedia, lo raggiungo subito. "Vedi?" indica una cartina piena di località cerchiate di rosso "Queste sono le tappe della gita." Piega distrattamente la cartina e se la infila in tasca.

"Mh, d'accordo." sussurro.

"Su con la vita Harreh!" Louis mi stringe la spalla e mi sorride radioso "Partiamo dopodomani"

Annuisco distrattamente e faccio un cenno con la testa verso la porta "Andiamo?"

"Certo" usciamo fuori dalla casa e restiamo nella radura assolata.

Il ragazzo si stende sul prato e prende un filo d'erba, rigirandoselo distrattamente tra le dita "Sai" sussurra, forse più a se stesso che a me "vorrei non tornare più in questa città"

Mi siedo accanto a lui e cerco di guardarlo negli occhi, ma li sta tendendo chiusi "Come mai?"

"Questo posto racchiude tristezza, ho troppi ricordi spiacevoli" dice con semplicità.

"Tipo?" provo a chiedergli speranzoso.

"Non mi freghi riccio" si alza di scatto e mi punta un dito al petto "Sei tanto stupido da voler capire chi sono"

Reggo lo sguardo assottigliando gli occhi "E perchè? Anche io non sono esattamente un bravo ragazzo, non mi stupisco di niente"

"Non ho paura che tu ti stupisca, ma che tu scappi via da me" l'ultima frase la dice in un sussurro.

Scoppio in una risata "Hai detto una cosa veramente sdolcinata, da romanzo rosa. Sei mica gay?"

Louis abbassa lo sguardo "No... Stavo scherzando! Ti pare che sono gay" gli scappa una risata nervosa.

Alzo gli occhi al cielo "Okay, Loueh, come vuoi" vedo che si è incupito molto dalle mie parole, nonostante il tono scherzoso "Allora, da quanto progetti questa 'fuga'?"

"Mh, da un po' di tempo. Direi circa un mese"

"E da quanto questa cosa include anche me?"

"Oh, Harry, quante domande!" sbotta "Smettila o ti lascio qui a piedi"

Lo guardo ironico "Sarà mica quel periodo del mese, Loulou?"

Alza gli occhi al cielo ma mi ignora. Si stende distende di nuovo sul prato e io lo imito. Per un po'restiamo così, in silenzio, a guardare le nuvole che cambiano aspetto e gli uccelli che volano in cielo. Ma poi, fa quella domanda. La domanda che non dovrei ricevere mai.

"Beh, ho saputo che vieni da Redditch, vero?"

Borbotto qualcosa che assomiglia a un 'si' come risposta e chiudo gli occhi, preparandomi al peggio.

"Non è lì che è successo quel casino con quella ragazza?" il suo tono è neutrale ma qualcosa, non so cosa, nel modo in cui l'ha detto mi fa credere che abbia capito tutto.

"Già" stringo gli occhi sperando che cambi immediatamente argomento.

"La polizia è venuta a capo della storia?"

Apro gli occhi di scatto e lo vedo chino su di me, che mi fissa assottigliando gli occhi "Non lo so" sussurro "Ti puoi levare da sopra di me?"

"Si, scusa" sibila tornando a sedersi.

"Come mai sai cosa è successo?" chiedo con lo stesso tono noncurante.

Louis mi guarda sospettoso poi scrolla le spalle e torna a sorridere "Non so, credo di averlo letto da qualche parte. Andiamo?"

Annuisco sempre più confuso e incapace di credere che dietro quel sorriso e quella sua falsa espressione felice si possa nascondere qualcosa di oscuro.

Ma alla fine, non è la stessa cosa che faccio io?

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