Please don't...

"Sono pericoloso, mi devi stare lontano..."
"Non ci riesco."
"Continueremo a farci del male se staremo assieme, lo so."
"Hai paura?"
"Non ha importanza, non più."
"Devi smetterla di dire così. Non so cosa provo per te ma so che quando sorridi vorrei ridere anche io, quando sento il tuo cuore i nostri battiti si sincronizzano e quando vedo le tue mani vorrei stringerle nelle mie. Ti prego non andartene. "
"Ti prego, Harry, non... Stai sbagliando."
"Stiamo sbagliando assieme."
---
Harry è un ragazzo chiuso in se stesso.
Louis è un ragazzo misterioso e intrigante, che nasconde un segreto.
Harry è deciso a scoprire il segreto di Louis.
Louis è deciso a far schiudere Harry ancora una volta.
Ma non starà tanto facile.

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4. 4.

Un giorno mia sorella mi disse che se ti ritrovavi su un divano in piena notte a sorridere stupidamente per una persona, era quella giusta.

Solo che è davvero bello impossibile il fatto che io sia gay, e che mi sia preso una cotta per quello stupido ragazzo dagli occhi blu. 

Mi metto una mano nei capelli per rilassarmi, è una cosa che faccio da sempre quando sono nervoso. Non riesco a dormire, non se non la smetto di pensare a quelle labbra sottili e alle rughette che si formano ai lati della bocca quando ride.

Scaglio il telefono sul tappeto e furioso mi alzo dal divano per andare a fiondarmi sul letto. Ficco la testa sotto il cuscino e mi impongo di dormire. Sono una fottuta ragazzina in preda ad una crisi ormonale.

Dannazione!

La luce del mattino mi fa svegliare controvoglia, ho i pensieri intontiti... Che ore sono? Cosa è successo ieri? Perchè ho un mal di testa orribile?

Louis Tomlinson è la risposta. Ieri mi ha accompagnato a casa dopo la sbronza che mi ha fatto prendere Niall Horan. Niall Horan! Un'altro pezzo del puzzle si incastra nella mia testa... 

Quello stronzo di un biondino mi ha fatto ubriacare di brutto ieri, coglione! Oggi a scuola lo devo uccidere... Scuola! Oggi c'è scuola! Lancio un'occhiata alla sveglia e lancio un grido di frustazione. E' tardissimo!

Perchè questi ritardati danno una festa nel bel mezzo della settimana? 

Mi alzo velocemente e mi trovo vestito con gli indumenti sgualciti di ieri. Me ne infischio se non sono presentabile.

Prendo al volo lo zaino di scuola e mi precipito giù dalle scale. Merda, merda, merda impreco ad ogni gradino che faccio, lo uccido a quel biondino, fosse l'ultima cosa che faccio.

Mi infilo nella macchina e la metto in modo alla velocità della luce, sfreccio fra le stradine di periferia fino ad arrivare in centro. A quest'ora non c'è nessuno in giro, il che è una buona cosa. 

Arrivo a scuola con il leggero ritardo di mezz'ora, senza comprendere tutto il tempo che ci vuole per trovare un parcheggio libero. Ne trovo finalmente uno che non è occupato e mi dirigo il più velocemente che posso verso il cancello rosso. 

Cerco di sistemarmi i capelli, ma tutto inutile, non vogliono stare al proprio posto.

"Hey riccio" Quella voce. La sua voce.

"Louis?" mi giro stranito e vedo il più bel ragazzo della terra (cosa sono questi pensieri?) che mi fissa divertito.

"No, sono Maga Magò, deficente." lo raggiungo subito, dimenticando all'istante il mio ritardo e la lezione.

"N-non sei in classe?" chiedo dubbioso.

"E' o no la domanda più ovvia che potevi fare? Ovvio che non sono in classe, sto parlando con te. Fuori-dalla-scuola." scandisce come per parlare con un bambino ottuso.

"Si, hai ragione" rido nervoso. 

"Hai intenzione di andare a lezione?" il mio cuore perde un battito.

"No..." mi affretto a rispondere, forse troppo velocemente.

"Vieni, ti faccio vedere un posto" mi fa l'occhiolino e si incammina verso il parcheggio.

Riconosco subito la sua Volkswagen scintillante che è parcheggiata proprio davanti al cancello e imito Louis quando si infila dentro.

"Dove mi porti?" chiedo mentre accende il motore.

"E' un segreto..." Louis mi guarda ammiccando.

"Oh, beh adoro i segreti..." ricambio lo sguardo che si era fatto intenso e scottante. 

Louis mi guarda divertito "Comunque" continuo "cosa ci faceva davanti a scuola?"

Il castano stacca gli occhi dai miei e si mette a fissare la strada, scommetterei tutto ciò che ho che si stesse sforzando di non scoppiare a ridere. "Nulla..."

"Si come no..." alzo gli occhi al cielo ma non insisto. Gli lancio solo un'ultima occhiata sperando con tutto me stesso che non sentisse il battito impazzito del mio cuore.

Inizio a preoccuparmi quando la città lascia posto alla campagna e ben presto alle foreste. "Louis..."

"Si?" ribadisco la perfezione della sua guida.

"Non mi vuoi uccidere in un posto sperduto... vero?"spero che non mi tremi la voce, anche se sto scherzando.

"Ovvio che si, Hazza, dove sarà più facile occultare il cadavere..." mi guarda di sottecchi "Non preoccuparti, non ti farò del male. Morirai lentamente e in agonia."

Alle sue parole scoppio a ridere tanto che mi piego su me stesso.

Louis scuote la testa e alza  gli occhi al cielo. "Siamo quasi arrivati"

Annuisco ancora con un sorriso stampato in volto.

Arrivati in un posto lontano dalla civiltà, con gli alberi così fitti che quasi non si vede il sole che splende alto nel cielo. Il ragazzo parcheggia l'auto al lato della strada e mi fa segno di seguirlo nella vegetazione.

Seguendo un sentiero che prima non avevo notato arriviamo in una radura dove al centro c'è una casa in legno tutta bruciata, che cade a pezzi, abbandonata chissà quanto tempo fa.

"Ta-daan." Louis apre le braccia e fa un giro su se stesso "Questo è il mio rifugio super segretissimo!"

Mi cinge il bacino con un braccio e mi trascina nella casa abbandonata. "Ora chiudi gli occhi" mi dice in un sussurro che mi provoca un brivido lungo la schiena.

Faccio come dice e avanzando lentamente saliamo delle scale, poi giriamo a destra e continuamo dritto per un po'. Alla fine, anche se saranno passati trenta secondi, mi fa entrare in una stanza e sussurra "Apri gli occhi, riccio."

Apro gli occhi e la prima cosa che vedo sono le sue labbra, poi salgo al naso all'insù e poi agli occhi. Due magnetici occhi azzurro ghiaccio. 

U

"Beh, guardati attorno" la sua voce è così carica di passione, ma vorrei solo zittirlo con un bacio. Finiscila, non è una bella ragazza con una sesta, non lo vuoi baciare!

Distolgo a forza lo sguardo da lui e do un occhiata alla camera.

È disseminata di cartine, mappamondi, dizionari di lingua straniera, guide turistiche e tanti fogli appallottolati per terra.

"Cosa significa tutto questo?" Gli chiedo "cosa vuoi fare?"

"Scappare, vieni con me?"

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