Starry Light


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6. Capitolo 6

Probabilmente la mia faccia prese le sembianze di uno scoiattolo da quanto sgranai gli occhi, perché April fece una smorfia a metà tra il divertimento e il disgusto. Si coprì il volto con le braccia e sospirò.

«Ecco lo sapevo, adesso scapperai via e avrei paura anche di me.»

La cosa più assurda, e molto imbarazzante, è che mi balenavano in mente immagini di April mezza nuda con sopra quel gigante che era London.. e sinceramente ci stava anche. Cioè, London mi spaventava anche a distanza, però me lo immaginavo sciolto nella dolcezza come una violetta, intento a venerare April che infondo era fragile come una piuma. Formavano una coppia degna di un libro di John Green, o peggio. Una saga di Stephenie Meyer.

April si alzò dal letto e io mi costrinsi a riscuotermi dai miei stupidi film mentali.

«Sì, c-cioè n-no, stavo solo assemblando il, tutto.»

«Ti giuro che io e Blake ci ignoriamo completamente.»

Um. Strano. Ma sul fatto che April e Blake Silver fossero fratelli non fui molto sorpresa. Si somigliavano, un pochino e avevano la stessa aria un po' affascinante e maliziosa. Però era un'altra la cosa che mi sconcertava..

«Perché ti sei confidata con me?» Non appena pronunciai quelle parole mi resi conto di quanto suonavano sprezzanti. Feci per rimediare ma April mi precedette rapida.

«Hai ragione, posso sembrarti parecchio disperata, o anche pazza. Non ti biasimo...»

«April io intendevo-»

«Sono preoccupata per te. Quando Blake ti ha portato qui in braccio, con solo la sua maglia addosso ho pensato il peggio, e poi ho incontrato London e non è andata per niente come speravo e, oh perché sto divagando di nuovo?» Si prese la testa tra le mani ma io le presi i polsi e li rimisi giù, determinata a tranquillizzarla, anche se avevo la pelle d'oca su tutto il corpo. Quello stupido di Blake mi aveva tolto la maglietta? Quindi era probabile che per un momento ero rimasta in biancheria intima, o peggio. Dio santo. Non avevo mai voluto picchiare nessuno me lui probabilmente l'avrei mandato all'ospedale.

«April fai un bel respiro e piantala di agitarti. Io sono al sicuro e non scapperò via da te, tu sei al sicuro e tutto si..» mi morsi il labbro senza sapere come terminare il mio super discorso improvvisato «.. si risolverà per il meglio.» Sfoggiai un sorriso rassicurante e lei alzò un sopracciglio scettica con un'aria quasi divertita. «Sembri sicura di te» borbottò con un'ombra di sorriso.

«Al cento per cento cazzo.»

Scoppiammo tutte e due a ridere come due tredicenni, e poi lei indicò la mia schiena con il mento. «Blake mi ha detto che mentre facevi il ninja giù dal tetto ti sei fatta male alla schiena. Mi dispiace. E' grave?»

«Ho solo qualche livido, quando torno a casa ci metto una tomata. Tu e Blake vi siete parlati? Cosa ti è successo poi sul tetto?.. e per la cronaca, la prossima volta lo fai tu il ninja non la sottoscritta, che non sa manco scavalcare una staccionata.»

Rise divertita alla mia espressione scettica. 

«Quando London mi ha vista è tipo.. non è andata affatto bene. Ma non mi picchierebbe mai ed è per questo che ti ho fatto andare giù anche se naturalmente non sapevo ci fosse Blake ad aspettarti. E sì, Blake è venuto a portarti qua mentre dormivi, ed è stato strano vederlo così.. intimo. Lui non è il tipo. Disprezza essere umani e piante, e non è un persona civile. Fa vedere alle persone il suo lato rude ma in verità ha una mente brillante e fa cose strabilianti quando può.»

«Tipo svaligiare una banca?»

«Leila.» per un secondo mi sembrò ammirazione quella che aveva negli occhi azzurri. «Potrebbe ripulire fino all'ultimo centesimo un casinò. Hai mai visto "Ocean's Eleven"? Ecco, quello è il suo scenario.» 

Brad Pitt. Ecco cosa mi veniva fuori se associavo quel film e Blake Silver.

«Ugh.» April si avvicinò alla finestra e sbirciò fuori sospetta.

«Bart mi ha chiamato per chiedermi tue notizie mentre dormivi, gli ho detto che dopo saremmo passate a casa sua.» 

Bart! Mi ero completamente scordata di lui da quanto ero immersa in quello strano complotto mafioso. E pensare che neanche due giorni prima ero ridotta a conversare con il gatto.

«Cosa guardi fuori? C'è qualcuno?» domandai vedendo April indugiare al vetro.

«Stanno uscendo adesso e tra un po' possiamo uscire anche a noi..» 

Mi alzai anch'io dal letto avvertendo subito freddo alle gambe nude e mi avvicinai a guardare con lei. L'ultimo dei barbari, un pel di carota tutto tatuato, stava uscendo da un portico in legno e raggiungendo il gruppo radunato attorno a delle moto assolutamente da capo giro.

Blake era lì e al mio povero cuore mancò un battito nel vederlo sistemarsi sulla sella della sua moto. Lo odiavo tanto, troppo, però rimasi comunque stordita quando girò il capo nella nostra direzione e sembrò guardare dritto verso di me, come se mi avesse beccato a spiarlo.

Naturalmente arrossii e April a fianco a me ghignò come un avvoltoio capendo tutto al volo. La trascinai via dalla finestra a forza e poi mi misi le mani sui fianchi nella tipica posa che assumeva mia madre ogni volta che si decideva a prendere un'iniziativa. 

Lei intercettò il mio sguardo lecito ma non smise comunque.

«Allora vuoi stare lì a ridere tutto il giorno o mi presti un paio di pantaloni per andare da Bart? Mica posso andarci in mutande.»

Si girò verso l'armadio ancora sorridente. «Sono sicura che qualcuno non di nome Bart apprezzerebbe.»

«April! E' tuo fratello! Dovresti vomitare, urlarmi di stare attenta o almeno prenderla più seriamente. E' come se Harry Potter ci provasse con Hermione o come.. Edward Cullen che si mette con Jessica, l'amica scarsa di Bella Swan, anche se ammetto che la storia si sarebbe fatta più intrigante e tutti sarebbero stati più felici comunque, è illegale, illecito. Nada, no, kein. A me fa paura quello, ed è implicito che ti ribalto se non la smetti di ridere.»

«Hai ragione fa sboccare. E se vuoi saperlo non potevi essere più esplicita con gli esempi.»

April si girò lanciandomi un paio di skinny jeans che afferrai al volo.

«La maglia tienila, ti sta bene.»

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