Double Life||Harry Styles❤||

"E penso che mi mancherà per sempre,come alle stelle manca il sole in una bella giornata.Non credevo di potermi innamorare di una persona così,ma l'ho fatto...Mi ha sconvolto la vita e non so se riuscirò ad andare avanti senza i suoi rimproveri e le sue incazzature continue con il mondo intero.E adesso mi sento come se avessi due vite,ci sono io e c'è lei solo che la vita riguardante lei è sparita come sabbia nel vento.Entrambe le mie vite sono morte." DOUBLE LIFE

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1. New Life.

 

 

New Life

 

 

Il rumore assordante della sveglia mi fece tornare dal mondo dei sogni.

Levai un braccio da sotto le coperte e, tastando il pavimento in parquet,feci smettere a quell'oggetto di produrre un rumore così assordante.

Spostai la mano leggermente a destra,affermando i grandi occhiali e li infilai,posizionandoli per bene sopra al naso.

Se non li mettevo ero praticamente cieco.

Senza occhiali non riuscivo a vedere niente,apparte alcune figure sfocate.

Scostai le coperte dal mio corpo esile e mi alzai lentamente.

Sbattei più volte le palpebre,finché i miei occhi non si abituarono alla fioca luce che si intrufolava tra i buchi delle persiane.

Mi avvicinai alla porta della mia nuova stanza e accesi la luce.

Mi avvicinai,successivamente,al nuovo bagno della mia nuova casa.

Mi guardai allo specchio.

Il mio riflesso era a dir poco spaventoso.

La camicia che usavo la notte era sbottonata,facendo intravedere gli uccelli che avevo tutuati nel petto.

I capelli erano in condizioni persino peggiori dell'abbigliamento.

Erano tutti alzati,formando una specid di ciuffo disordinato.

Mi tolsi gli occhiali e mi lavai per bene la faccia.

Una volta asciugata con un'asciugamano di cotone mi rimisi gli occhiali sul naso.

Frugai dentro una scatola vicino al lavandino,tirandone fuori il barattolo giá avviato di gel.

Ne presi una quantità elevata e la spalmai su tutti i capelli,tirandoli all'indietro.

"Almeno l'aspetto è decente.Ora l'abbigliamento."

Mi dissi tra me e me mentre mi riflettevo allo specchio.

Tornai in camera mia.

Frugai dentro alcune scatole,poi finalmente trovai dei pantaloni marroni,abbinati con una camicia bianca e un gilè a rombi marroni,beige e color panna.

Una volta pronto afferrai il mio zaino con delicatezza,e scesi le scale nuove di zecca.

Mi ritrovai in cucina,dove mia madre e mia sorella stavano giá facendo colazione.

"Mamma,mi puoi accompagnare,per piacere,a scuola?"

Le chiesi con il massimo rispetto.

Solo una volta le avevo chiesto qualcosa con un tono sfrontato e mi aveva punito seriamente.

"Oh,oggi è il tuo primo giorno nella nuova scuola"

Mia sorella,Gemma,sedeva davanti a me.

Lei andava al college.

Era stata accettata in un college prestigioso,di cui non ho mai imparato il nome.

Vestiva con un vestito semplice,a collo alto.

Nero con alcuni bordi bianchi.

"Mamma,lo accompagno io,se a te non reca alcun disturbo"

Gemma si offrì di accompagnarmi.

La guardai e vidi che aspettava una risposta da nostra madre.

Lei si limitò ad annuire,facendo un piccolo sorriso.

Dopo aver mangiato un uovo strapazzato mi alzai e diedi un bacio sulla guancia a mia madre.

Lei mi risalutò.

Afferrai lo zaino e mi avvicinai all'ingresso.

I piccoli tacchetti dei miei mocassini rimbombavano sul pavimento,provocando un rumore insopportabile.

Mia sorella mi raggiunse poco dopo e ci allontanammo verso la macchina di mia madre.

Lei non sopportava che noi avessimo una macchina,anche se a me mancava poco e avrei dato l'esame per la patente di guida e mia sorella aveva la patente da 4 anni,ormai.

Diceva sempre che comprare tre macchine sarebbe solo uno spreco di denaro,quando ce ne abbiamo già una a disposizione.

Il viaggio in macchina fu silezioso.

Non potevamo neanche ascoltare la musica proveniente dalle casse dell'auto,visto che non avevamo nemmeno una radio.

Mia madre diceva che la radio è solo un apparecchio inutile,serve solo per distrarre dallo studio.

Presi il mio telefono cellullare dalla tasca dei pantaloni,per guardare l'orario.

Possedevo un telefono a tasti,comprato a sole trenta sterline,che oltre a fornire l'orario,a chiamare e a inviare messaggi non faceva.

Mia madre diceva che la tecnologia distrae solo dallo studio.

Potremmo vivere anche senza,ma lei mo controllava sempre.

Per questo possedevo un telefono cellulare,per essere controllato dalla donna che mi ha messo al mondo e che mi ha cresciuto secondo le sue regole.

In pochi minuti arrivammo davanti alla scuola,con 40 minuti di anticipo.

Il grande cortile era pressappoco deserto,solo un paio di ragazzi come me erano presenti.

Avrei potuto fare amicizia.

La struttura mi ha a dir poco impressionato.

Mi aspettavo un abitacolo decadente,sporco.

Invece era tutt'altro.

Era una bellissima scuola,pareti impeccabili e bianche,tavoli rossi all'esterno,nel cortile.

Una grande tigre rossa sulla facciata principale.

Doveva essere la mascotte della squadra di basket,o di football,o di qualsiasi sport.

"Grazie,Gemma,per avermi accompagnato."

Ringraziai mia sorella sfoderando il mio miglior sorriso.

"Buona giornata,Marcel"

Mi urlò da dentro la macchina,una volta che chiusi lo sportello,partendo subito dopo.

Rimasi fermo un attimo a guardare l'immenso edificio.

Sarebbe stata una lunga giornata.

 

 

Helena's pov.

 

 

Il rumore assordante della sveglia mi fece svegliare.

Dopo otto ore di sonno dovrei avere un'aspetto decente.

Sollevo il tessuto rosa leopardato della maschera da notte dai miei occhi,aprendo le palpebre.

La sveglia si spense da sola,come al solito,dopo 2 minuti da quando si é azionata.

Cavai un braccio da sotto al piumone rosa e lo allungai verso il comodino posizionato accanto all'enorme letto.

Spinsi l'interruttore e le serrande si aprirono automaticamente.

Battei due volte le mani,facendo accendere la luce.

Scostai le coperte dal mio corpo e mi alzai lentamente.

Infilai ai piedi le ciabatte costose e mi posizionai ai piedi del letto,davanti al gigantesco specchio.

Passai le dita sul tessuto di seta rosa con cui era fabbricato il mio pigiama.

Mi avvicino alla porta bianca scorrevole,aprendola ed entrando nel mio fantastico bagmo personale.

Le piastrelle azzurre e bianche risaltano con il pavimento nero laccato.

Un grande specchio occupa tutta la parete sopra ai due lavandini sulla destra.

Molti cosmetici e creme erano sparse sul bancone che li divideva.

Guardando a sinistra,ammirai,come tutte le mattine,la mia vasca idomassaggio,posizionata accanto alla sauna.

Mi posizionai davanti allo specchio e iniziai a passare della crema per la pelle sul viso e sul collo.

Passai poi,poco fondotinta liquido sulla superficie del viso,arrivando fino al collo,spargendolo con un pennello piatto.

Applicai,successivamente,l'ombretto e il rossetto.

Misi la matita e il mascara.

Come tutte le mattine,una volta finito di truccarmi,guardai attentamente tutti i miei trucchi,firmati Chanel naturalmente, cercando di risistemarli nel miglior dei modi.

Mi spostai poi verso il muro di fondo del bagno,passando attraverso il corridoio.

Feci pochi passi lungo il largo corridoio,aprendo la porta a vetri che mi trovai davanti.

Sorrisi vedendo la grande stanza.

Ci saranno stati milioni di vestiti,accessori e scarpe firmati Gucci,Armani,Prada,Alexander McQueen,Fendi,Chanel,Dolce e Gabbana,Louis Vuitton,Valentino,Versace ,Guess e Moschino.

Poi c'erano,naturalmente,capi d'abbigliamento di marche inferiori,che non utilizzavo quasi mai,per esempio,Hollister,Abercrombie,Dr.Martens,Nike,Converse,Toms,Vans e Superga.

Mi avvicinai ad una delle tante relle a muro.

Schiacciai il pulsante che mise in moto il meccanismo.

I vestiti presenti in quella rella mi scorrevano davanti,in attesa di essere scelti.

Di solito ordinavo i vestiti prima in base alla marca e poi in ordine cromatico.

Fermai la macchina appena vidi dei jeans aderenti neri.

Li presi afferrando la gruccia su cui erano riposti.

Alzai gli occhi sopra la rella,leggendo in nero 'ARMANI' scritto in grande.

Recuperai anche delle scarpe di Prada,nere,chiuse sul davanti e tacco di dieci centimentri.

Per le scarpe preferivo ordinarle prima per marca,poi per cromatura,successivamente per stile e infine per altezza del tacco.

Una borsa di Louis Vuitton grande.

E,infine,ma non per importanza,una maglia abbastanza larga,bianca,con le maniche a metà braccio e con una spallina che scendeva,di Gucci.

Mi guardai un'ultima volta allo specchio dell'armadio.

"Bellissima come sempre,Helena."

Osservai per bene il contesto generale prima di esprimermi.

Rifeci la strada al contrario,passando sotto la gigantesca 'H' in rilievo appesa sul muro del corridoio,uscendo poi dal bagno chiudendo la porta.

Uscii da camera mia e mi avvicinai alle scale scendendo l'infiniti scalini che portavano al piano inferiore.

In cucina trovai Hannah,la nostra cameriera.

Aveva 6 anni in più di me e andavamo molto d'accordo.

"Ancora di mamma e papà nessuna traccia?"

Chiesi mettendomi a sedere davanti a lei,all'immenso tavolo.

"Hanno chiamato prima,avvertendo che nemmeno per questa settimana riusciranno a tornare."

Finì di bere il suo latte e mi passò le chiavi della macchina.

Le afferrai e la salutai con un gesto della mano,prima di scendere in garage.

Ero abituata a vivere praticamente da sola.

Avevo pochi amici,dei quali nessuno era mio vero amico,e mi consideravano solo perché ero la più ricca e la più popolare della scuola.

I miei genitori erano dei grandi imprenditori e la maggior parte del loro tempo lo passavano girovagando per imprese e controllando nuovi progetti.

Il lato positivo erano i miliardi e miliardi di soldi che portavano a casa.

Avevo minimo 20 carte di credito e in ognuna di loro erano contenuti minimo 3 mila sterline.

Almeno potevo sempre fare shopping.

Non mi lamentavo più di tanto.

Ci ero cresciuta,quindi,era la mi vita.

Arrivai in poco tempo davanti alla scuola.

Il cortile era strapieno.

Tra 10 minuti sarebbe suonata la campanella che annunciava l'inizio della prima lezione.

Parcheggiai il range rover nel posto riservato al capitano delle cheerleader.

Mi guardai un'ultima volta nello specchietto.

"Perfetta.

Che lo show abbia inzio"

Mi dissi tra me e me.

Scesi dalla macchina,trovando giá davanti all'automobile il gruppo dei popolari.

Caroline Forbs,ragazza bionda con i capelli lunghi e lisci,come tutte d'altronde, con gli occhi piccoli e azzurri.

Emily Stewars,ragazza castana e con i capelli lunghi,con gli occhi grandi e azzurri.

Amy Smith,ragazza con i capelli rossi e lunghi e dei grandi occhi marroni.

Violet Evans,ragazza con i capelli lunghi e neri e dei grandi occhi neri.

Poi,metá della squadra di basket.

Peter Evans,fratello di Violet,ragazzo con i capelli arricciati e biondi,con gli occhi neri come la sorella.

Zayn Malik,pakistano,pelle ambrata,capelli perfetti con un fantastico ciuffo sempre curato color corvino e degli occhi color nocciola.

Josh Devine,ciuffo ribelle e castano,con dei bellissimi occhi scuri.

Niall Horan,irlandese,pelle chiara tendente al bianco,con delle guancie sempre arrossate,capelli tirati all'insù come Zayn,del color del grano,con dei bellissimi occhi color oceano.

"Ho saputo che è arrivato un nuovo alunno.Dicono che sia un vero nerd.

Veramente un perdente.

Potremmo prenderlo in giro.

Sempre se tu vuoi,Helena"

Amy era quella che aveva piú informazioni,in poche parole,la più pettegola del gruppo.

Ma nessuno muoveva un dito senza il mio permesso.

E questo rispetto me lo sono meritato.

"Prima vediamo.Voglio provare se le voci sono vere."

Chiusi la macchina a chiave e mi avviai verso l'ingresso,sotto gli occhi di tutti,con il mio gruppo che mi circondava.

"Io ho chimica alla prima"

Annunciai una volta che la campanella suonó.

Mi guardarono tutti mentre mi allontanavo e mi avvicinavo sempre di più al mio solito armadietto.

Ma vicino non c'era Caroline,come d'abitudine..

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