You and I

Tre ragazze normali e una storia particolare. Leggete per scoprire di più.

7Likes
3Comments
1068Views
AA

6. Capitolo 6

La serata era calda, ma il leggero venticello la rendeva piacevole. Emma si sistemò i capelli lisci e castani dietro le orecchie, i gomiti poggiati alla ringhiera, e gli occhi puntati sul cielo nero e stellato.

<<E’ davvero bello, quassù.>> bisbigliò.

<<Già.>> Liam rispose, schiarendosi la gola.

“Devo dirglielo che la trovo ancora più bella della vista, o sarebbe smielenso?” si chiese fra sé e sé.

Emma si voltò verso di lui, sorridendogli, intimidita, spaventata dal non poter leggere nella sua testa. Conoscere i pensieri dietro a quel dolce e bellissimo viso era tutto ciò a cui aspirava, ma non sapeva fino a quanto potesse spingersi prima di diventare invadente e di infastidirlo.

“Resta calma e discreta.” si raccomandò.

<<Immagino che però dopo un po’ uno sia stufo marcio di belle viste in giro per il mondo, e voglia solo riposarsi un po’, a casa propria, no?>> scherzò lei.

<<Sì, è vero…>> Liam chinò il viso verso il pavimento, sorridendo teneramente. <<Casa mi manca, ma alla fine è come se viaggiassi con quattro fratelli quindi…>>

<<Oddio non dire queste cose, sono un fan, e sono anche piuttosto pazza ed emotiva, potrei mettermi a piangere per la commozione!>> saltellò Emma, facendo ridere il ragazzo, che la prese delicatamente per i fianchi, come per calmarla. La trasse a sé, appoggiando quel corpicino sottile al suo forte busto, i loro volti pericolosamente vicini. Emma ridacchiò, nervosa, appoggiando timidamente le mani sulle spalle di Liam.

“La ascolterei ridere per giorni interi” pensò lui.

“…ma cosa stai dicendo? Cosa ti sta succedendo? Sai benissimo che è impossibile, sai benissimo che una cosa del genere non potrebbe mai succedere. E’ bella, è simpatica, le piaci. Sai benissimo perché è qui, cosa si aspetta, cosa vuole da te. Daglielo, e smettila di appigliarti a fantasie irrealizzabili.”

<<Liam… s-sei bellissimo.>> balbettò lei, inspirando profondamente per catturare il profumo della pelle di lui, che era lì, a pochi centimetri da lei, illuminata solo dalla luna, e dalle luci della piazza, sotto di loro.

Senza alcun preavviso, Liam coprì la distanza fra loro, e poggiò le sue labbra carnose su quelle tremanti di Emma. Il rumore dei respiri dei due ragazzi sembrava ampliato a dismisura, le voci dei passanti lontanissime, il mondo intorno a loro sfuocato e impercettibile. Rimasero immobili per un attimo, poi Emma alzò un mano e accarezzò la guancia barbuta di Liam, prendendo il coraggio di approfondire il bacio, incredibilmente desiderosa di giocare con quelle labbra soffici e perfette e di esplorare quella bocca profumata. Passarono nel giro di pochi secondi da una timida tenerezza a un’irrefrenabile passione; Liam stringeva, stropicciandolo fra i pugni, l’abito di Emma, all’altezza dei fianchi, premendo il suo corpo contro quello della ragazza, che lo teneva vicino a sé, con le mani affondate nei suoi capelli, come per impedirgli di scappare. Nessuno dei due si rese conto di quanto restarono così, avvolti l’una nelle braccia dell’altro, isolati dal resto della città, rapiti nel bacio.

Fu Liam a staccarsi, faticando a recuperare la razionalità e liberarsi da quella ragnatela di emozioni. Aprì gli occhi e incontrò quelli azzurrissimi di lei, stupendosi che ogni volta che li guardava gli sembrassero più belli di prima.

<<Ehm… a questo punto, suppongo che potremmo andare alla mia camera di hotel.>> disse meccanicamente lui, senza sforzarsi di essere sensuale o accattivante, sapendo benissimo che era l’unica cosa che poteva succedere, ora come ora.

Emma indietreggiò di alcuni centimetri, studiando lo sguardo di Liam, i suoi occhi scuri e la sua bocca ancora umida per il bacio; gli accarezzò nuovamente la guancia, sfiorò il suo orecchio e fermò le dita sul suo collo, sentendo il battito rapissimo del suo cuore pulsargli nelle vene.

<<Sei sicuro che sia quello che vuoi, Liam?>> sussurrò, dandogli un piccolo bacino sul labbro inferiore, adorava quel labbro inferiore.

Liam alzò le sopracciglia, sorpreso. <<Pensavo fosse quello che tu volevi…>>

<<Cosa, venire a  letto con te solo per il gusto di farmi una celebrità?>>

Il ragazzo rimase immobile, in silenzio, con le braccia ancora avvolte intorno alla vita sottile di Emma, le dita appoggiate sulla sua pelle, coperta sola dal leggero tessuto dell’abito che indossava.

Emma si alzò sulle punte e si sporse verso Liam, cercando avidamente un altro bacio. Si baciarono di nuovo, come se fosse ancora la prima volta; sembravano un unico corpo, schiacciati l’uno contro l’altra, avvinghiati e fusi tramite le labbra.

<<Liam…>> sussurrò Emma, interrompendo il bacio e appoggiando la testa sulla spalla di lui. <<…non voglio essere solo una delle tante con cui farai sesso, per poi dimenticartene.>>

Pronunciare queste parole le causò una dolorosa fitta nel petto, e sentì le lacrime appannarle la vista.

<<…Odio pensare che tu mi guardi e veda solo un corpo o che tu pensi solo a… quello.>>

Liam prese fra le mani le spalle della ragazza, allontanandola da sé per poterla fissare negli occhi.

<<Emma, non ho pensato neanche per un secondo a te in quel modo.>> dissò piano, la sua voce più profonda e seria che mai, e gli occhi languidi fissi su di lei.

<<Quindi… cosa ci facciamo qui?>>

<<Siamo qui…perché tu mi piaci, Emma.>> confessò lui, arrossendo un po’.

<<Mi piacciono da morire i tuoi occhi, li ho notati appena ti ho vista. Mi piace il modo in cui parli, e le espressioni da pazza che fai ogni tanto… Sì, ecco, tipo questa!>> scherzò Liam, ricevendo una gentile pacca sulla spalla e una linguaccia, come risposta.

<<Mi piace il fatto che fai la dura, ma sei palesemente una tenerona, come me.>>

I due si continuavano a fissare, sorridendosi, le mani di Emma che giovano nervosamente con il colletto della camicia di Liam.

<<Mi piacciono le tua gambe, sono sexy. E le tue spalle.>>

<<Le spalle?!>> ripetè incredula Emma.

<<Sì, non lo so perché, ma le tue spalle sono sexy!>> ridacchiò lui, gli occhietti ridotti a due fessure per l’espressione divertita del visto.

<<Beh, questa mi è nuova… la segnerò nel mio “curriculum”>> esclamò Emma toccandosi le spalle.

Liam divenne improvvisamente più serio, e continuò a parlare come in preda a un raptus di sincerità, senza mai staccare gli occhi da quella creatura incredibilmente speciale davanti a lui.

<<Mi piace il fatto che sai cosa vuoi. Che hai rifiutato di venire in camera d’albergo con me, perché non vuoi del sesso senza significato, fra noi.>>

<<Non vorrei mai una cosa del genere fra di noi, Liam.>>

<<Nemmeno io…>> le prese dolcemente le mani fra le sue. <<…ma non voglio nemmeno che ci facciamo illusioni o fantasie assurde. Per quanto lo vorrei, oh e non sai come lo vorrei, non potrebbe mai esserci nulla di normale fra noi, Emma, sento il dovere di dirlo perché io s->>

Ma con un altro bacio, Emma zittì improvvisamente Liam, che parlava veloce e sembrava aver perso il controllo. Lo baciò lentamente, studiando le sue labbra, riempiendole di soffici attenzioni prima di aprirle e entrarvi con ardore.

Sentiva uno strano dolore allo stomaco, Emma, perché sapeva che stava vivendo l’esperienza più meravigliosa della sua vita, migliore di qualsiasi altra cosa che potesse immaginare, ma sapeva anche benissimo che sarebbe durata poco, decisamente troppo poco. Ma si ricordò della promessa che si era fatta davanti allo specchio, mentre si preparava per uscire, si ricordò come si era giurata di non lasciare le emozioni prendere il sopravvento e di collezionare ogni singolo istante vissuto con lui come il più prezioso dei tesori, di fissarlo con precisione della mente, e di sfruttare il tempo fino all’ultimo, senza pensare al futuro o al resto del mondo intorno a sé.

Il vento era aumentato, ed Emma sentì un piccolo brivido per l’aria che le sbatteva sulla pelle nuda. Liam se ne accorse e interruppe il bacio.

<<Hai freddo! Aspetta, ti do la mia giacca.>> le disse subito, restando in maniche di camicia per proteggerla dal fresco della notte. Lei sorrise come ringraziamento, ammagliata dalla dolcezza che emanava qualsiasi gesto di Liam.

Decisero di sedersi sul pavimento della tetto, la schiena appoggiata contro la ringhiera, abbracciati, e con le teste poggiate l’una contro l’altra; la mano grande e forte di Liam avvolgeva quella sottile e fragile di Emma, stringendola con delicatezza.

<<A me piacciono le tue mani, Liam.>> disse lei, dopo alcuni minuti di silenzio.

<<E mi piace la tua voce, da impazzire. Non solo quando canti, anche semplicemente quando parli.>>

Lui non rispondeva, concentrato sul proprio battito che stava accelerando incontrollato, in modo pericoloso.

<<…mi piace la tua risata genuina quando Niall o Louis fanno qualche cazzata delle loro… e mi piace come tu e Zayn vi guardiate quasi innamorati, da quanto vi volete bene.>>

Per alcuni secondi nessuno dei due parlò; gli unici rumori erano le auto e le voci della città, sotto di loro.

<<Mi piace il fatto che hai un volto talmente sincero e onesto che ti si può leggere in faccia cosa provi o pensi, senza alcuna difficoltà…>> continuò poi lei. <<…e mi piace il fatto che più ti conosco, più penso che potrei seriamente innamorarmi di te.>>

Il cuore di Liam mancò un battito. Non disse niente, restando immobile com’era, respirando a mala pena, e fissando il vuoto davanti a sé. I suoi occhi tristi si alzarono verso il cielo stellato, e si abbassarono verso il viso di Emma, quando lei alzò la testa per guardarlo.

Si baciarono ancora.

E ancora, per il resto della notte, senza dirsi nient’altro.

 

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...