You and I

Tre ragazze normali e una storia particolare. Leggete per scoprire di più.

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5. Capitolo 5

Sara, dimenticandosi per un secondo delle buone maniere, aveva abbandonato Niall nel bel mezzo del discorso, ed era corsa alla ricerca della sua migliore amica. Era in preda a uno di quei suoi momenti di incredibile euforia, in cui non riusciva a connettere i pensieri, e senza quasi che se ne rendesse conto le sue gambe prendevano e la trascinavano verso la sua meta, ignara del mondo intorno a lei, come un cavallo con i paraocchi. Camminava in mezzo a ragazzi, ragazze, uomini e donne presi nella festa, che ondeggiavano a ritmo della musica o conversavano fra loro, sempre muniti di calici o flute pieni di alcol.

Niente l’avrebbe distratta, voleva solo trovare Aurora, e raccontarle cosa aveva scoperto: che Louis era interessato a lei.

“Se solo ci penso, sto male per lei! Dio non oso immaginare come reagirà quando glielo dicooo! Lei poi, che si denigra sempre e non si ritiene mai all’altezza di quelli che le piacciono… e qui non stiamo parlando di uno che le piace… stiamo parlando di Louis!!! Oh mio dio, devo assolutam-“

Concentrata com’era nei suoi pensieri, Sara finì contro una figurina sottile, in un aderente abito blu di pizzo, e lunghi capelli lisci e biondi.

<<Scusa!>> disse d’istinto lei.

La bionda si girò lentamente verso Sara, un’espressione infastidita e scocciata sul suo truccatissimo volto. Gli occhi neri stretti in un ghigno di odio, e  la bocca aperta, pronta per sputare qualche insulto acido.

<<Ma dove cazzo guardi quando cammini?! Guarda cos’hai fatto!!>> squittì imbufalita, abbassando lo sguardo verso la sua ampia scollatura, da cui facevano capolino due stretti e striminziti seni, ora tutti bagnati dal vino che per colpa dell’urto si era versata addosso.

<<Scusa, davvero, non mi sono accorta, ti prendo un fazzoletto…>> disse Sara, che per amore dell’educazione si stava trattenendo dal farsi una grossa risata sulla situazione e scappare, e si girò verso il tavolo dietro di lei, afferrando velocemente un tovagliolo di carta; ma quando si voltò nuovamente verso la sua “vittima”, si accorse che questa era accompagnata.

Zayn le stava a fianco, e ascoltava il drammatico resoconto della tragedia appena avvenuta, fissando i malcapitati seni, probabilmente pensando a tutt’altro che a come si fossero bagnati.

Sara deglutì a fatica, e sentì le guance infiammarsi, mentre gli occhi del ragazzo si alzavano e puntavano verso di lei.

<<Ecco, lei è la ragazza che mi è venuta addosso…>> si premurò di spiegare la bionda, afferrando senza dimostrare la minima gratitudine il tovagliolo che Sara le aveva procurato. La rossa non si accorse nemmeno di questo, perché non riusciva a distogliere l’imbarazzato sguardo da quello divertito di Zayn; ma questi interruppe il contatto visivo, voltandosi verso la bionda, tutta presa ad asciugarsi la preziosa scollatura, e appoggiando la mano sul fianco della ragazza.

<<Mi dispiace, piccola.>> sussurrò piano alla bionda, rendendo impossibile a Sara sentire la sua voce; ma questa lesse il labiale e capì. Non solo la frase ridicolmente cortese di Zayn, ma capì tutto, la situazione completa. Zayn e quella bionda non erano semplicemente nel bel mezzo di una amichevole conversazione, quando l’arrivo di Sara li aveva interrotti; quei due stavano chiaramente parlando e flirtando da un po’, probabilmente dall’istante in cui Zayn era scappato dalle pressanti e fastidiose chiacchiere di Sara, ed erano sicuramente nel bel mezzo di un approccio che avrebbe portato a un’ovvia nonché squallida conclusione, in cui bagnato o no, l’abito costoso della bionda non sarebbe di certo stato necessario.

Sara era alticcia, nervosa, gelosa, invidiosa, ferita, sconvolta, tutto contemporaneamente. Per un attimo le sembrò di vivere una scena al rallentatore, mentre osservava l’atteggiamento palesemente studiato di Zayn: la mano delicatamente appoggiata sul fianco, le dolci parole di conforto sussurrate all’orecchio, lo sguardo di falsa comprensione; era ancora più squallido e schifoso di come se lo fosse immaginato, interessato solo ad arrivare dentro le mutande di una fighetta insulsa qualunque, senza alcun valore… perché lui era Zayn Malik, lui poteva.

<<Quanto sei ridicolo!>> si lasciò sfuggire tutto d’un fiato Sara.

Zayn e la bionda alzarono il viso, entrambi stupiti, e la fissarono.

<<Come scusa?>> disse lentamente Zayn.

<<Mi fai venire la nausea dio mio! Guarda che questa ci sta, Zayn, non seeerve che tu passi la serata a leccarle il culo e a fare la parte del bravo ragazzo che l’ascolta, quando del suo fottuto vestito rovinato dal vino non te ne fotte un emerito cazzo. Non potevi perdere cinque minuti del tuo prezioso tempo per fare due chiacchiere con me, vero?, ma per correre dietro a un culetto qualsiasi come un cane al guinzaglio ne hai di tempo, vero?>>

Alcuni dei presenti, percepiti i toni della conversazione, si erano messi all’ascolto, discretamente fingendo di farsi gli affari propri, ma ridacchiando sotto i baffi. La bionda, restava imbambolata con il tovagliolo in mano, la bocca aperta e gli occhi increduli, ma non disse e non fece nulla, forse per non mettere su una scenata o, più probabilmente, perché non aveva capito una singola parola del discorso.

Zayn aveva un’espressione illeggibile in volto. I suoi occhi nocciola erano fermi, immobili, senza dare il minimo cenno di rabbia o offesa, puntati sul volto in fiamme davanti a loro. La bocca stava chiusa, muta, i denti stretti e la mandibola tesa. Sarebbe stato difficile dire cosa provasse, se fosse sull’orlo di fare uno scatto di rabbia verso Sara, di mettersi a piangere, o a ridere.

Sara sosteneva lo sguardo del ragazzo che amava. Voleva piangere, sentiva il desiderio di dare il via libera alle lacrime, per sfogarsi da questo insostenibile sovraccarico di emozioni che sentiva. Tutto intorno a lei era sparito, il suo mondo era fatto dal cuore scalpitante e dolorante nel suo petto e quel paio di occhi belli come diamanti davanti a lei.

<<Vieni.>> la voce profonda di lui ruppe la tensione; Zayn afferrò bruscamente il braccio nudo di Sara, e la trascinò via dagli altri, prendendola di sorpresa, in uno scatto incontrollato che lo faceva sembrare cattivo, quasi pericoloso.

La portò verso una porticina accanto al bagno, la spalancò e, sempre tirandola per il braccio, la spinse dentro, seguendola, e chiudendosi la porta alle spalle.

<<Mah, che cavolo, Zayn? Dove siamo?>>

Tutto era buio intorno a lei, e Sara sentiva il battito del suo cuore rimbombare in quello spazio nero e sconosciuto che la circondava, spaventandola. Mosse con incertezza le mani nell’aria, cercando di arrivare a un muro o un tavolo, per trovare qualche indizio su dove diavolo si trovasse, sgranando gli occhi nonostante la totale impossibilità di vedere qualcosa, ma ogni sua domanda fu zittita improvvisamente dalla sensazione di due labbra che si appoggiavano alle sue, prima delicatamente, poi con più forza, premute in un bacio. Sara sentì il suo corpo irrigidito, come un pezzo di ghiaccio; una mano le si poggiò con dolcissima delicatezza sulla guancia, i palpi freschi dandole sollievo per il calore che provava. Non vedeva e non sentiva nulla, tutte la sua percezione era focalizzata sul tatto, sulle dita sul suo viso e sulla bocca contro la sua. Aprì cautamente le labbra, e l’asettico contatto si trasformò in un caldo e umido bacio. Un lingua morbida e delle labbra appena un po’ screpolate… Sara le studiava, completamente trascinata dal loro sapore di vino e tabacco, e dalle scosse elettriche che le trasmettevano. La mano poggiata sul suo viso era diventata più coraggiosa e si era spostata sul suo collo, sotto l’attaccatura dei capelli, schiacciata sulla sua pelle con una presa quasi dolorosa.

Durò a lungo, quel bacio, ma a Sara sembrò brevissimo, finito nel giro di una frazione di secondi. Quando Zayn si staccò, lei rimase con il viso proteso in avanti, le labbra avide di avere ancora, assetata della sua saliva.

<<Tu pensi di conoscermi per quello che sai di me tramite la televisione e il tuo computer vero? Pensi di conoscere cosa sono, di sapere cosa aspettarti da me e di essere innamorata di me solo perché mi vedi su un palco ben vestito e sorridente, vero, Sara? Beh, invece non sai niente di me. Così come nessuna di voi sa niente di me. E, mi dispiace, ma non sei così speciale come forse credi di essere da avermi conquistato con uno sguardo e da esserti guadagnata il ruolo di amica o confidente, quindi perdonami se non sento il bisogno di parlare con te e raccontarti come sto o come non sto. Non hai idea di come sia vivere una vita come la mia, circondato da persone che ti dicono come essere e da persone che sono convinte di averti inquadrato e aver capito come sei solo perché hanno un poster con la tua faccia in camera loro, che guardano e baciano ogni sera. Quindi, scusami, ma capirai se non mi va di essere giudicato e insultato da una qualunque, se preferisco dedicare la serata a scopare con una sconosciuta che non mi chiederà nulla di più che di buttarla su un letto e lasciare che mi faccia godere, piuttosto che parlare con te per soddisfare le tue fantasie da fan innamorata, dato che per quanto tu possa essere la migliore persona su questo mondo, domani io sarò andato e non ci potremo rivedere mai più.>>

Finito di parlare, senza nemmeno prendere un secondo di fiato, Zayn raggiunse la porta a tentoni e la spalancò, uscendo e lasciandola aperta, la luce della sala che vi entrava, illuminando il volto impietrito e rigato da lacrime di Sara.

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