You and I

Tre ragazze normali e una storia particolare. Leggete per scoprire di più.

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4. Capitolo 4

Finalmente erano arrivate nella lussuosa villa in cui aveva luogo la festa super esclusiva (si può immaginare qualcosa di più esclusivo di una serata a cui siano invitati tutti e cinque i membri dei One Direction?). La sala, con pareti ricoperte di quadri costosissimi e con arredamento ottocentesco, dava su piazza Bra: le luci della città e dell’Arena entravano dalle porte-finestre, e dai balconi si poteva vedere il fiume di turisti e di locali che passeggiavano per la piazza, a pochi metri sotto i propri piedi.

<<Ok, ragazze, cerchiamo di entrare nell’atmosfera. Cerchiamo di fingere di appartenere a un posto del genere, ok?>> Emma balbettava guardandosi attorno, dentro il suo abitino floreale.

<<Mio dio, i nostri tre vestiti messi insieme costano meno della pochette di quella signora.>> Osservò nervosamente Aurora.

Sembravano tre agnellini sperduti, nell’angolo della sala, e nessuno degli spocchiosi ricconi che camminava e conversava, bevendo quello che poteva essere solo che champagne di prestigio in flute di cristallo, sembrava far loro caso, finchè non comparve un viso familiare, che camminò verso di loro, sorridendo sbruffone.

<<Ehi, guarda chi si vede!>> esclamò Louis, infilando le mani nelle tasche del suo completo blu. Era impeccabile. Perfetto. Aurora non poteva credere di averlo davanti a sé. <<Venite con me, gli altri ragazzi sono di là.>>

Lo seguirono a piccoli e incerti passi, fino a scorgere il resto della band seduto a un tavolo, nella stanza accanto.

<<Ciao ragazze!>> sorrise allegro Niall. Tutti quanti erano tirati a lucido, eleganti e perfetti. Si alzarono, e si avvicinarono per salutare le ragazze con dei baci sulle guance, squadrandole e quasi non riconoscendole, così ben vestite e profumate.

<<Siete bellissime, principesse.>> disse Harry con la sua voce roca e suadente, i suoi grandi e teneri occhioni verdi incorniciati dai suoi riccioli angelici.

<<E’ un piacere rivedervi.>> Liam aveva tolto la giaccia, non resistendo al caldo estivo, ed era rimasto con una camicia di seta celeste, che gli avvolgeva sensualmente il busto e i bicipiti scolpiti, un po’ in contrasto con quel suo tipico sorriso da bambinone troppo cresciuto, buono, genuino, semplice. Inchiodò lo sguardo su Emma, studiando il modo in cui le spalline bianche dell’abitino cadevano sulle sue clavicole sporgenti e sottili, e si sentì imbarazzato nel provare un moto di innegabile attrazione verso quelle lunghe gambe scoperte che spuntavano dalla gonnellina. Scosse via i pensieri inappropriati e le si fece vicino, per offrirle un bicchiere di champagne. Rimasero in silenzio, solo sorridendosi, per un attimo, completamente ignari di cosa stessero facendo o dicendo gli altri sei accanto a loro.

<<E’ davvero bello il tuo abito.>> azzardò un goffo complimento lui.

<<Grazie, anche tu stai…bene.>>

Emma abbassò il viso verso il bicchiere, tracannando un sorso, per contrastare l’agitazione che stava prendendo il possesso delle sue facoltà. Il cuore le batteva come non mai.

Aurora chiacchierava con Harry e Louis, insieme a Sara, che con la coda dell’occhio osservava Zayn, pochi centimetri più in là, nella sua camicia nera pece, lo sguardo misteriosamente assorto, una smorfia triste, gli occhi appannati probabilmente per effetto del vino. “Sara, smettila di soffrire così.” si diceva lei “l’hai sempre saputo come sarebbe andata. Oggettivamente hai sempre saputo che, con tutte le ragazze che potrebbe avere, Zayn non ti avrebbe mai guardata. Sei solo una insulsa fan qualunque, con qualche chilo di troppo (n.d.a.: facciamo finta che sia solo qualche chiletto, non una vagonata di ciccia, ok? :D ) e nessuna particolare attrattiva. Smettila di fissarlo come una disperata, sei sicura che non fai per lui. Eppure, se solo andasse oltre alle fottute apparenze, sei altrettanto sicura che le vostre personalità potrebbe connettere perfettamente. Si tromberà una lista infinita di strafighe stupide e non veramente interessate a lui nella sua vita… se solo desse a me la possibilità di entrare in contatto con lui… non è giusto. Lui e il suo stupido, arrogante cervello da maschio.”

Sara era viola in volta per l’agitazione, e tracannò velocemente il suo secondo bicchiere, ormai completamente disinserita dalla conversazione con gli altri tre. Respirò profondamente, e, complice l’alcol, recuperò il coraggio per avvicinare Zayn e sfruttare l’occasione che aveva di farsi almeno vagamente notare. Gli si avvicinò, sistemandosi l’abitino nero aderente che le evidenziava le curve.

<<Ehi!>> disse, con finta naturalezza.

Lui alzò la testa lentamente, sorrise debolmente e ricambiò il saluto.

<<Come va?>>

<<Tutto ok.>>

Alcuni secondi di imbarazzo.

<<Bella festa eh?>>

<<Già, molto.>>

“Abortire il piano, abortire il piano!...No, non posso.”

<<Avete avuto modo di fare un giro della città, oggi?>>

<<No, sai com’è, dobbiamo cercare di farci notare il meno possibile…sai, le fan…>> rispose svogliatamente lui, alzando gli occhi e notando che nonostante l’aria da ridicola imbranata, quel vestito la rendeva sexy.

Sara non sapeva più che dire, che fare, per cercare di ottenere un minimo di attenzione da parte sua, e se fosse stato qualsiasi altro ragazzo sulla terra, avrebbe alzato i tacchi e se ne sarebbe andata… ma questo era Zayn. Era il suo più grande sogno! E mai avrebbe osato sperare di averlo davanti a sé in una serata come questa. Perché doveva essere così crudele e rovinarle in principio qualsiasi fantasia?

<<Non ti va di chiacchierare con me? Ti secca tanto fare due chiacchere?>>

Si odiava per aver effettivamente detto quelle parole, ma era stato il suo cuore pugnalato a sputarle fuori, senza preavviso.

Zayn alzò i suoi grandi occhi, e la sua mandibola fece un guizzo, come se le parole della rossa lo avessero infastidito. La scrutò: il trucco perfetto, le ciglia annerite dal mascara, gli zigomi evidenziati dal blush, i capelli che scendevano lunghi sulle spalle scoperte… tutto pateticamente studiato per cercare di attirare la sua attenzione.

<<Scusa, devo incontrarmi con una persona.>> disse, alzandosi dalla sedia, e voltandole le spalle e camminando veloce verso l’altra stanza. Sara rimase immobile dov’era, i polmoni completamente privi di aria, il sangue congelato nelle vene, e le lacrime pronte per scenderle lungo le guance. Non poteva farsi vedere così dagli altri, e appena ne fu in grado schizzò alla ricerca di un bagno dove sistemarsi.

Aurora la vide scappare via, con la coda dell’occhio, e si ripromise di raggiungerla in pochi secondi, non appena avesse finito la conversazione con Louis ed Harry.

<<…e quindi è stato tutto uno scherzo, io ci ero rimasto malissimo!>> concluse il discorso il riccio. Louis gli sorrise e spostò poi gli occhi su Aurora. Aveva gli occhi più espressivi che avesse mai visto, grandi, caldi e profondi. Non era la tipica ragazza piena di trucco e profumo che di solito incontrava a questo tipo di feste, era bella, ma in modo discreto, era attraente, ma in modo naturale e non ostentato. Era quasi un po’ “maschiaccio” per il modo in cui parlava e gesticolava a volte, ma lui trovava questo sua tratto più sensuale di qualsiasi risatina acuta o sbattimento di ciglia finte. Si sentiva a suo agio con lei, come gli capitava raramente con una ragazza.

<<Haz, Rori non è qui per essere annoiata con i tuoi aneddoti, amico.>> esclamò con la sua voce acuta, lanciando uno sguardo complice alla castana, che abbassò gli occhi e si sistemò nervosamente l’abitino bianco che le stringeva il busto. Si sentiva come al cospetto di una divinità superiore, della quale compagnia non si sentiva neanche lontanamente degna… nessuno mai avrebbe potuto esserlo!

<<Ma no, mi fa piacere ascoltarlo… è bello sapere che anche a voi celebrità capitano questi momenti imbarazzanti!>> cercò di calmarsi lei, ridacchiando falsamente, mentre lo sguardo di Louis le bruciava come un ferro arroventato sulla pelle.

<<Perché non ci racconti tu qualcosa di te, invece.>> propose Louis.

Aurora spalancò gli occhi. <<io? Non ho molte cose interessanti da raccontare. Sono una semplice studentessa di giurisprudenza, al quarto anno… condivido un appartamento qui a Verona con Sara ed Emma, leggo molto, guardo molta tv, amo la pizza e stravedo per una band che qui in zona ascolano solo le ragazzine di 10 anni.>>

Harry rise scuotendo la testa, e stava per commentare, quando comparve un uomo robusto che gli poggiò amichevolmente la mano sulle spalle e lo prese da parte per salutarlo.

<<Hai con tutti la tendenza a evitare di esporti con discorsi personali o lo fai perché siamo noi?>> la sfidò con tono furbo Louis, gli occhi celesti sempre puntati in quelli castani di lei.

<<No, è che semplicemente siamo  a una festa, tutti stanno cercando di divertirsi, dei discorsi personali o “a cuore aperto” mi sembrerebbero un po’ fuori luogo… giusto?>>

<<Non se te li chiedo espressamente io!>>

<<Tu lo fai solo per mettermi in imbarazzo, quindi non te la darò vinta!>> sorrise, stupendosi di come aveva trovato la forza di essere naturale con lui, e di parlargli senza timore.

<<Perché dici così? Ti sembra così impossibile che io sia interessato a te?>>

Queste parole di Louis arrivarono dritte come una freccia al cuore già a dura prova di Aurora, che si sentì la mani inumidite dal sudore… In quel momento, si ricordò di Sara, e usò la scusa per scappare da quella tremenda situazione. Il cuore le batteva come un cavallo al galoppo, e si disse di smetterla, di non farsi illudere, di non lasciare che i suoi desideri distorcessero le sue percezioni. Quello era Louis Tomlinson! Non era interessato a lei, la stava solo mettendo alla prova. E non doveva assolutamente cadere nel tranello. Mentre si ripeteva queste cose, entrò nel bagno delle donne, e trovò Sara che si risistemava il trucco, le guance ancora rosse e calde per essere state inondate di lacrime.

<<Saretta…>>

<<No, Rori, ti prego, lascia stare, non c’è davvero bisogno che tu pensi a me sta sera… sto bene, ho solo avuto un piccolo momento di crisi, tutto a posto.>>

<<Che cosa è successo?>> disse Aurora, poggiando la mano sulla spalla dell’amica; questa sospirò e fece uno sforzo per trattenere le lacrime, prima di rispondere.

<<Nulla, niente di nuovo. E’ tutto regolare. Sta tutto andando come era prevedibile che andasse, Rori.>> si voltò per incrociare lo sguardo dell’amica. <<Non lasciare che io ti rovini la serata, ti prego.>> scandì bene le parole, come se stesse dando un ordine perentorio. <<Vai.>>

Aurora si inumidì le labbra con la lingua. <<Ok.>> disse, studiando gli occhi scuri dell’amica, per cercare di capire se fosse davvero sincera, o se per una questione di orgoglio e per non sentirsi una guastafeste stesse mascherando che in realtà aveva bisogno di lei.

<<Davvero.>> la rassicurò Sara, quasi leggendo i pensieri dell’amica. Si strinsero in un abbraccio, e uscirono dal bagno insieme, Sara diretta da Niall, Liam ed Emma, Aurora alla ricerca di Louis.

<<Ehi, rossa, dov’eri finita?>> le sorrise Niall, i suoi grandi occhioni blu puntati su di lei.

<<Ero andata un attimo in bagno.>>

<<Champagne?>> l’Irlandese le porse un bicchiere.

<<Oh sì!>> rispose con enfasi lei, facendolo ridere, e notando che, invece, Liam ed Emma non prestavano attenzione a niente, vicini, assorti, guardandosi l’un l’altra come se si conoscessero da sempre.

<<Mh.>> commentò piano Sara. <<Quei due sembrano molto…>>

<<…persi?>> Niall completò la frase per lei.

<<Già!>> sorrise lei. <<Quando si dice colpo di fulmine!>> commentò, bevendo un altro sorso, e sbirciando intorno a sé, con la coda dell’occhio, per vedere dove fosse Zayn. Ma intorno a loro, nessun segno del ragazzo.

<<Ehm, Sara…>> si schiarì la gola Emma, improvvisamente distolto lo sguardo da Liam <<Io e Liam, andiamo…a fare due passi, ok? Tu e Rori siete ok?>>

Sara ridacchiò. <<Neanche se fossimo entrambe sul punto di morire avresti un motivo per rifiutare di fare due passi con Liam Payne, scema!>> rispose, facendo una smorfia all’amica, che le sorrise, gli occhi celesti brillanti di emozioni.

<<Grazie, Sara.>> le diede un rapido bacio sulla guancia e zampettò verso Liam, che la aspettava pochi passi più in là. I due si guardarono negli occhi, si sorrisero dolcemente, e si incamminarono verso l’ingresso della sala.

<<Ahi ahi, quei due… Louis si prende una sbandata per una, Liam scappa con l’altra… Zayn e Haz sembrano spariti, quindi Sara, mi sa che io sia un segno del destino, per noi!>>

<<Che cosa hai detto Niall?!>> chiese lei seria.

Niall arrossì fino alle orecchie e si sentì incredibilmente in imbarazzo per un istante. <<Sara, io…scherzavo soltanto, stavo cercando di flirtare, non volevo essere indis->>

<<No no , non quello, che cosa hai detto riguardo a Louis?>>

Il ragazzo sospirò sollevato ma confuso, sentendo la pressione di quei due occhi marroni spalancati puntati su di lui. <<Ehm beh, dopo che voi avete lasciato l’hotel… Louis ha solo detto che trovava Rori una ragazza interessante, e attraente, ed è per questo che ha consigliato ad Harry di farvi venire alla festa!>>

Gli occhi di Sara si spalancarono ancora di più, e un enorme sorriso comparse sulle sue labbra.

“Devo raccontarlo a Rori, ora.” si disse, mentre già iniziava ad allontanarsi dal biondino.

<<Torno subito, Niall!>> promise, lasciandolo lì impalato e deluso.

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