You and I

Tre ragazze normali e una storia particolare. Leggete per scoprire di più.

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2. Capitolo 2

Un’ora dopo, i tre erano finalmente arrivati all’hotel dove la band alloggiava. Avevano studiato un piano per rendere Harry irriconoscibile, gli avevano fatto indossare una felpa rosa di Emma, un capello di Sara e avevano fatto tutta la strada tenendolo a braccetto. Chi avrebbe mai pensato che quell’effeminato circondato da donne potesse essere uno dei One Direction?

Sara, che in quel momento si era guadagnata il ruolo di pazza del gruppo, aveva obbligato Harry a giurare una decina di volte che le avrebbe portate dentro all’albergo con sé, per permettere loro di incontrare il resto del gruppo. E così fu: il quartetto entrò dal retro, e salì in ascensore, verso la suite dei ragazzi.

<<Non ci posso credere, stiamo davvero per conoscere i One Direction?>> Aurora mormorò fra sé e sé, e Harry sorrise.

<<Ragazze, vi prego, per la centesima volta, non fate troppa confusione, o gli altri mi uccideranno.>>

 Abbassò lo sguardo verso Emma, e questa gli rispose con un dolce sorriso.

Sara, non diceva una parola, si mordeva il labbro e giocherellava con il suo piercing sulla lingua, lo sguardo fisso davanti a sé.

DLIN.

Le porte dell’ascensore presero a scorrere, rivelando un lussuoso corridoio bianco con quadri raffinati. Harry fece strada, e le tre ragazze lo seguirono silenziosamente, in fila indiana.

“Calmati, Aurora, calmati. Sta per succedere, resta calma e gestisci al meglio la situazione.” La castana, la prima in fila, cercava di calmarsi fra sé e sé, scostando il pensiero che di lì a pochi minuti, avrebbe avuto di fronte a sé il ragazzo che più al mondo era in grado di farle perdere il senso della realtà.

Dietro di lei, Emma faticava a respirare, ansiosa di vedere il ragazzo che per giorni giorni giorni e giorni le aveva occupato la mente e incasinato la vita, senza neanche esserci mai realmente entrato.

Per ultima Sara, rossa in viso più ancora che sui capelli, si guardava intorno come un uccellino spaurito, cercando una prova che tutto questo fosse solo un bellissimo sogno, e sorridendo inebetita al fatto che, a quanto pare, era tutto reale.

Furono in pochi secondi davanti alla porta della suite. Harry bussò, e in un istante, Niall si fece alla porta, un sorriso bianchissimo sul viso; rivolse il suo sguardo color del cielo alle tre ospiti, curioso, supito, ma amichevole e dolce come era sempre.

<<Ciao!>>

<<Ciao!>> risposero loro in coro. Harry spiegò la situazione, e le tre entrarono finalmente nella stanza. Un grosso salotto pieno di persone dello staff sulla loro destra, e una cucina gremita sulla sinistra. Davanti, una grandissima vetrata che dava sulla città.

Il primo a venire loro incontro, fu Liam. Emma sentì un groppo formarsi in gola, un brivido lungo la schiena, e la vista annebbiarsi per un istante.
<<Ciao, ragazze.>> Esclamò con la sua tipica cordialità, e il suo dolcissimo sorriso innocente, che contrastava con la sua figura scolpita di uomo maturo e forte.

Dietro di lui, improvvisamente, comparvero due figure, prese a scherzare e ridere fra loro. Louis e Zayn si avvicinarono distrattamente, e solo all’ultimo si accorsero di avere ospiti.

<<Ehi, salve!>> la voce acuta di Louis fece divertire tutti, ma Aurora non riusciva che a sorridere e tremare come una foglia, impegnata a trattenere le lacrime che la vista di quel viso solare e di quegli occhi meravigliosi le stavano per causare.

<<Non sapevo che avresti portato delle ragazze, mi sarei reso presentabile.>> Zayn scherzò, squadrando le tre ospiti, mentre Sara lo fissava imbambolata, scioccata, e stranita, una espressione illeggibile sul volto, e lo stomaco in subbuglio.

<<Bene, loro sono….>>

<<Emma!>>

<<Aurora…>>

<<Sara>> bisbigliarono una alla volta, ancora incapaci di muovere un muscolo, come impietrite e terrorizzate dai loro idoli.

<<Beh, ora che abbiamo fatto le presentazioni, volete venire di là, a bere qualcosa?>> disse Niall, alzando le spalle e facendo una smorfia, come per sottolineare che non c’era nulla di cui avere paura, e che le tre ragazze potevano sentirsi a loro agio, quei cinque non erano poi altro che dei loro coetanei, infondo.

Emma annuì, accettando l’invito anche a nome delle altre, rendendosi conto che dovevano scrollarsi di dosso lo shock e riprendere controllo delle proprie facoltà, o avrebbero fatto la figura delle fan insulse e rimbambite.

<<Allora, ragazze, rispiegatemi come siete capitate qui?>>

Emma, Sara ed Aurora avevano passato ore, giornate intere, ad ascoltare e riascoltare le voci perfette e dolcissime dei cinque cantanti, ma mai si sarebbero aspettate che quella di Liam, in particolare, sentita dal vivo potesse essere così piacevole. Era come una goccia di cioccolato fuso, dolce e calda. Il cuore di Emma batteva come un tamburo, e la ragazza si sentiva come se quel cioccolato la stesse avvolgendo e la stesse portando via dal resto del mondo.

Niall saltò come un agile leprotto sopra il ripiano della cucina, e addentò un pezzo di pane con del burro spalmato sopra, riempiendosene la bocca, e iniziando a masticare vigorosamente, mentre i suoi occhioni blu scrutavano le tre ospiti inattese. Amava tutti i suoi fan come se fossero componenti della sua famiglia, ogni volta che poteva conoscerne qualcuno era come un bambino al parco giochi, ansioso di fare amicizia e di dispensare allegria e affetto.

Liam portava avanti la conversazione, mentre Harry serviva delle birre alle tre amiche. Louis era lì, accanto a lui, appoggiato al tavolo, e seguiva le parole di Liam e di Emma con un sorrisetto curioso sulle labbra, ignaro dei pensieri che stavano vorticando nella mente di Aurora, a pochi centimetri da lui. Quelle labbra, quegli zigomi, quello sguardo furbo e ingenuo allo stesso tempo, erano tutto ciò che lei vedesse, e li studiava come per imprimersene l’immagine nel cervello, e non poter mai dimenticare quel momento.

<<Sarete al concerto, domani sera?>> anche Louis si inserì nella conversazione, e appoggiò lo sguardo sulla ragazza dai lunghi capelli castani che gli stava di fronte, notando la piccola pallina che le brillava sotto il labbro. Lei parlò con naturalezza, come se si stesse rivolgendo a un qualsiasi compagno di corso o conoscente, e si stupì di come stesse riuscendo a tenersi dentro l’uragano di emozioni che la stava torturando.

Anche il cuore di Sara correva all’impazzata, ma i colpi erano amari e disperati, sempre più veloci e dolorosi, mentre si rendeva conto che Zayn era l’unico del gruppo a starsene per i fatti suoi, per nulla interessato a loro. Teneva in mano il cellulare e sembrava leggere dei messaggi, sorridendo verso le schermo, senza alzare mai lo sguardo, i suoi grandi occhi scuri e le sue lunghissime ciglia nere immobili e assenti.

I minuti passavano, e la tensione si sciolse. Liam, Harry, Niall, Louis, Aurora, Emma e Sara sarebbero potuti sembrare un normale gruppo di amici che facevano conversazione a una festa, perché le tre fan erano ormai tranquille e rilassate, i loro pensieri insospettabili.

Ma nonostante la serenità che si era instaurata e il sincero interesse con cui i sette chiacchierassero, improvvisamente, uno dei componenti dello staff interruppe l’idillio.

<<Ragazzi, andate in camerino, fra mezz’ora abbiamo un’intervista.>>

<<Oh cavolo, è già ora…>> sussurrò Liam, guardando Emma. Le sorrise dispiaciuto, perché avrebbe davvero voluto poterle parlare ancora, avrebbe voluto passare l’intera giornata a chiacchierare del più e del meno con quella ragazza mingherlina e spigliata… ma ormai ci era abituato: gli impegni del suo lavoro gli rendevano impossibile instaurare qualsiasi rapporto al di fuori della band.

<<Bene, ragazze, è stato un piacere!>> Louis prese l’iniziativa, e si sporse verso Sara per darle due cordiali baci sulle guance. Si girò poi per fare lo stesso con Aurora, e notò come le guance della ragazza fossero improvvisamente arrossite. “Guardala come si imbarazza” pensò lui, fra sé e sé “eppure sembra una ragazza così forte e indipendente, così…così autonoma e grintosa! Stona proprio nel nostro fandom. Come posso piacere a una così?!”

Tutti si erano salutati, baciati, ed abbracciati. La pelle di Emma sembrava infuocata dopo il contatto con quella di Liam, e mancava poco perché le sue pupille prendessero la forma di un cuoricino e iniziassero a lanciare fuochi d’artificio nell’aria.

Zayn, “risvegliato” dalla confusione, alzò lo sguardo, e notò subito la rossa che lo fissava sconsolata, il chè lo fece quasi ridacchiare. Alzò svogliatamente la mano per fare un cenno di saluto, e notò immediatamente la tristezza nei due grandi occhi castani della ragazza. Begli occhioni, si era detto, ma troppo languidi e infantili per fare per lui. A lui piacevano le ragazze aspre, dure e sicure di loro, non aveva tempo per della fan piagnucolanti.

<<Ciao a tutte ragazze!>> ripetè per la terza volta Niall, e Emma scosse la testa divertita, mentre afferrava distrattamente il suo cellulare dal bancone su cui lo aveva appoggiato poco prima, e costrinse con un enorme sforzo di volontà i propri piedi a dirigersi verso la porta… d’altro canto, nessuna delle tre avrebbe mai voluto lasciare quella stanza d’hotel, ma non potevano tradirsi proprio ora e lasciare le emozioni prendere il sopravvento. Sorrisero, salutarono gli altri presenti, uscirono nel corridoio, e seguirono con lo sguardo la porta che si chiudeva, in una specie di scena al rallentatore, e si ritrovarono sole, escluse da quel pezzo di paradiso che avevano appena avuto la possibilità di conoscere. Sembravano tre zombie mentre si dirigevano verso l’ascensore, silenziose, serie, congelate nelle loro stesse pelli. Sara guardava dritta davanti a sé, respirando a malapena, accanto ad Emma, che aveva una mano sulla bocca e scuoteva debolmente il capo, mentre Aurora sorrideva e teneva lo sguardo sul pavimento, come se fosse stata lobotomizzata e avesse perso la coscienza di ciò che le stava attorno.

DLIN

Com’era diverso il suono, mentre le porte si aprivano sulla hall dell’hotel! Si sentivano sulla direzione sbagliata, sentivano che si stavano allontanando dall’unico posto in cui avrebbero voluto essere, ma che non potevano fare altrimenti.

Scivolarono come fantasmi fuori dall’ingresso, e appena sentirono il rumore del traffico e furono abbagliate dalla luce del sole serale, si resero finalmente conto di quanto era successo, e di come fosse ormai solo un ricordo destinato ad allontanarsi sempre più, mentre loro non sarebbero state altro che tre semplici fan lontane dai loro idoli.

 

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