You and I

Tre ragazze normali e una storia particolare. Leggete per scoprire di più.

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11. Capitolo 11

Come poteva essere capitata una cosa del genere? Com’era possibile che con sette miliardi di esseri umani sul pianeta, i destini di sei persone si fossero intrecciati in un modo così assurdo e inaspettato, tutto nell’arco di una sola insignificante serata estiva? Sembrava impossibile, non riuscivano a crederci, ma soprattutto come avrebbero potuto trovare il tempo per rifletterci? Era successo così in fretta, e le emozioni si erano così tutte sovrapposte da non lasciare tempo a ragionamenti. Si erano lasciati trascinare nella situazione e vi erano inserite fino al collo, intrappolati, senza sapere come sarebbe finita.

 

Aurora teneva gli occhi chiusi, sistemandosi delicatamente nell’incavo della spalla di Louis, che restava immobile sul sedile, anche lui gli occhi chiusi e un sorriso sulle labbra.

<<Mmmh potrei restare in questa posizione all’infinito.>> mormorò lui, accarezzando con i polpastrelli la mano di Rori.

A quelle perole, il cuore di lei fece l’ennesimo sussulto. <<Vorrei fermare il tempo e non dovermi mai spostare, seriamente.>> confermò annuendo lei, premendo il palmo della mano sul braccio di Louis, mentre fuori la pioggia ticchettava sul vetro, con un ritmo più calmo e rilassante, melodia perfetta per i loro stati d’animo.

<<Eh invece…>> disse lui, e Aurora sentì come una freccia che le trapassava violentemente il cuore, un dolore lancinante al petto e un drastico richiamo alla realtà, che stava cercando di evitare dal primo momento in cui Louis l’aveva baciata.

<<No no no, Louis, ti prego, restiamo sui vaghi e vaneggianti discorsi romantici, ok? Non tiriamo in ballo la realtà proprio adesso…>> bisbigliò, appoggiando due dita sulle labbra del ragazzo, come per zittirlo, mentre lui la guardava sorridendo.

<<Perché no?!>>

<<Non voglio…non voglio pensarci ora, ok?>>

<<Che c’è di male?>> continuava insolente lui, come se non percepisse il dolore e le paure nel cuore di Aurora. <<Stavo solo per dire che, invece, prima o poi dovremo alzarci, finire di rivestirci, e andare a trovare un comodo letto in cui dormire, non possiamo restare nell’auto tutta la notte!>> spiegò con voce squillante, fissando Aurora con i suoi occhietti celesti e furbi, percependo lo stupore e il sollievo in quelli grandi e castani di lei.

<<Poi scusa, una volta voglio portarti a cena fuori, che cavaliere sarei? Devo pensare a un ristorante vegetariano carino dove portarti… così puoi rimetterti quel vestitino bianco che avevi ‘sta sera che ti faceva un fisico da paura!>>

Ridevano tutti e due, e Aurora lo colpì delicatamente e scherzosamente al braccio, imbarazzata dai suoi commenti, col cuore in corsa per i suoi discorsi.

<<Louis… sei serio?>> chiese timida.

<<Perché non dovrei esserlo? Voglio farle davvero, queste cose.>> rispose con naturalezza, alzando le spalle, come se stesse descrivendo l’unica possibile conclusione dei quella nottata, non pretendendo nemmeno in considerazione le ovvie difficoltà dovute al suo “lavoro”, o alla distanza che li separava nella vita di tutti i giorni. Aurora sentì un sorriso nascerle sul viso, come una vampata di calore, osservando il viso serio e determinato di Louis, sentendo come in bilico sul bordo di un precipizio, conscia di quanto pericoloso potesse essere abbandonarsi incautamente alle promesse di Louis, ma allo stesso tempo incapace di fare altrimenti.

Lui ignaro di tutti queste congetture nella mente di lei, si sporse un po’ in avanti, raggiungendo la manovella dell’autoradio.

E ora ascoltatori, e soprattutto ascoltatrici, vi proponiamo l’ultimo, romanticissimo singolo della band più amata del momento…”

 

Liam ed Emma avevano fatto l’amore, e mentre stavano vicini, nudi, accaldati, su quel divanetto, nel bel mezzo della sala, completamente incuranti del fatto che sarebbe potuto arrivare qualcuno da un momento all’altro, sentirono come se ad unirsi non fossero solo i loro corpi, ma anche le loro anime, in un intreccio eterno, fuse senza possibilità di scioglierle mai più.

Emma era stesa sopra Liam, sotto la sua camicia usata a mo’ di coperta, e sorrideva, appoggiando il mento sulle mani adagiate sul petto del ragazzo.

<<Non ridere di me!>> piagnucolava ridacchiando Liam. <<Ho davvero una sensazione strana quando vedo un cucchiaio, non so bene perché, ma non è una cavolata!>>

<<Ah sì sì, certo, figurati che io ho paura delle padelle antiaderenti!>> lo prendeva in giro lei.

Liam scosse il viso e la fissò. <<Se non fosse che mi fai impazzire così tanto, ti prenderei a sculacciate!>>

<<Beh… potremmo prendere la cosa in considerazione!>> scherzò lei, con tono sensuale, lasciando un piccolo umido bacio sulla pelle di lui, senza interrompere mai il loro contatto visivo.

<<Oh oh…>> lui sorrise, un po’ imbarazzato.

<<Mh brr, l’umidità mi sta entrando nelle ossa, inizio ad avere freddo…>> Emma disse, sentendo un piccolo brivido lungo la schiena, e si mi seduta, seguita da Liam che le si fece vicino a le sistemò la camicia sulle spalle, quelle spalle che amava così tanto.

<<Tieni, mettitela su..>> bisbigliò. <<A me basta la mia canottiera.>>

Lei sorrise, guardandolo, mentre lui indossava i pantaloni, e studiando il suo bellissimo corpo avvolto in quella canotta candida, imbarazzata a pensare a tutte quelle volte che aveva fantasticato su di lui, insieme a Sara ed Aurora, immaginando di avercelo davanti, con indosso quell’indumento che lo rendeva così sexy.

<<Vieni qui…ti scaldo io.>> Liam la trasse a sé delicatamente, avvolgendola fra le sua braccia, e stampando un dolce bacio sulla sua fronte. La dondolò, quasi cullandola come una bambina, facendola ridere e arrossire per la tenerezza.

<<Liam?>> rise, mentre lui enfatizzava l’oscillazione dei loro corpi per farla divertire. <<Liam, cosa fai? Hai un improvviso moto di “istinto paterno”?>>

<<No, sto ballando!>>

<<Questo non è ballare!>> rise lei, ancora più forte, sempre stretta fra le braccia di lui e ondeggiata avanti e indietro. Si liberò dalla presa e scattò in piedi, coprendosi la bocca mentre rideva come una pazza per lo scatto di follia di Liam. Poi si calmò, fissò lo sguardo sul suo viso barbuto e sorridente, e gli porse la mano.

<<Vuoi ballare, signor Payne? Alzati e balla con me.>> suggerì sotto voce.

Liam prese la mano di Emma, si alzò, e le si avvicinò, sempre mantenendo gli occhi fissi in quelli lei, perso in quell’oceano di pazzia e bellezza. Avvolse le mani intorno alla sua vita, appoggiandoli sui fianchi coperti solo dal tessuto celeste della camicia, che le cadeva di poco sotto al fondoschiena, come un vestito provocante, e aspettò che lei gli mettesse le braccia intorno al collo, per poi iniziare a muoversi delicatamente, avanti a indietro, su una musica immaginaria che solo loro sentivano.

Emma rise imbarazzata, perché per quanto ormai lo conoscesse come le sue tasche, quel paio di occhi marroni scuro la mettevano in soggezione, dandole una stana sensazione di paura e di speranza allo stesso tempo.

Rise, guardando il pavimento. <<Liam, ci vorrebbe almeno un po’ di musica, che dici?>>

Liam infilò un mano in tasca e prese il suo cellulare.

<<Direi che questa è perfetta.>>

 

Zayn e Sara erano rimasti immobili, sotto la pioggia che pian piano stava cessando, avvolti l’una nelle braccia dell’altro, inzuppati e avvinghiati in un bacio che nessuno dei due aveva la forza di rompere. Sara non sentiva la stessa rabbia e la stessa violenta passione che aveva sentito in quello sgabuzzino, attaverso le labbra di Zayn, ma sentiva il cuore di lui parlarle attraverso quel tocco dolce e profondo, lo sentiva avvicinarsi sempre di più a lei, lo sentiva aprirsi senza maschere o paure. Lui, dal canto suo, non riusciva a fermarsi, razionalmente sapeva quanto sbagliato fosse, quando assurdamente impossibile fosse, quanto pericoloso fosse sentire queste cose, far vedere a qualcuno di così insignificante questa parte di sé che lo spaventava e lo imbarazzava, permetterle di andare oltre la facciata che presentava normalmente a tutti e di vedere il vero Zayn, ma non riusciva a fermarsi. Aveva perso il controllo dei suoi pensieri e delle sue azioni nel momento in cui lei aveva schiacciato le sue labbra contro la sua bocca, e l’aveva baciato come nessuno aveva fatto prima. Nessuno. E invece questa pazza non aveva preso neanche in considerazione i suoi tentativi di tenerla lontana, aveva sfondato la barriera e si era fatta strada fino a qui. E Zayn si sentiva terrorizzato.

Sara interruppe il bacio e si staccò da Zayn quel poco quanto bastava per fissare i suoi occhi in quelli smarriti di lui. Lo guardò e gli sorrise, quasi senza accorgersi della pioggia che le ticchettava sul viso.

E Zayn non si sentì più così spaventato.

<<Ci prenderemo qualcosa.>> bisbigliò, e prendendola per il polso la portò con sé qualche passo più in là, sotto un portico quasi completamente buio e silenzioso, animato solo dalle luci e dalla musica di un bar poco più in là.

<<Cavoli in effetti solo ora sento quanto cavolo di freddo abbiamo preso.>> mormorò imbarazzata lei, tremando leggermente.

<<Vieni qui.>> Zayn la tirò verso di sé, nel buio totale, dietro la colonna del portico, e la avvolse stretta fra le braccia, appoggiando la bocca su quella chioma strafonda, e percependo il battito del suo cuore impazzito. Lei abbandonò il viso sulla sua spalla, annusando profondamente il profumo di quella pelle, tremando ancora di più, per l’amore che provava verso quel ragazzo che per tutta la sera non aveva fatto che trattarla male. Fino a quel momento.

<<Sei sicura di volerti imbarcare in questo?>> bisbigliò lui, la bocca affondata nei capelli di lei.

Il cuore di Sara ebbe un sussulto e la sua bocca si aprì in un enorme e incontrollato sorriso. Annuì, incapace di parlare.

<<Perché dopo sta sera, dopo questo…>> Zayn prese fiato e sospirò, non sapendo come continuare la frase.

Sara portò il viso davanti a quello del ragazzo, e lo fissò, individuando immediatamente, nonostante l’oscurità in cui erano immersi, il luccichio di quei due occhi che amava più di ogni altra cosa al mondo.

Annuì lentamente, guardandolo, per fargli sentire quanto fosse terribilmente sicura e convinta dei suoi sentimenti.

<<Sarà dura, Sara…>>

<<Non mi importa…>>

<<Io non sono facile…>>

<<Non mi importa, Zayn…>> ripeté lentamente.

Lui sorrise, e decise di abbandonare il suo cuore a quella sensazione positiva di affetto e sicurezza che la visione di quegli occhi e il suono di quella voce gli davano. Abbassò il viso e, come se fosse la prima volta, assaporò il sapore di quella bocca, sentendo il suo cuore accelerare incontrollato.

Rimasero fermi nel buio, appoggiati alla colonna, con la sola compagnia della musica proveniente dalla radio del bar.

E ora ascoltatori, e soprattutto ascoltatrici, vi proponiamo l’ultimo, romanticissimo singolo della band più amata del momento…”

 

Tutti e sei, si lasciarono portar via da quel sentimento nato nell’arco di una sola sera, senza alcuna presa sui loro cuori che sembravano essere volati via dalla realtà, persi nell’emozione, nel brivido, nella dolcezza dei bacio, nella sensazione magica del contatto, nei dubbi sul domani e nella paura dell’imprevedibile, cullati da parole che dicevano loro tutto quello che in quel momento avevano bisogno di sapere…

 

You and I

We don’t wanna be like them

We can make it ‘till the end

No nothing can come between

You and I

Not even the gods above

Can separate the two of us

No nothing can come between

You and I

Ooh

You and I

 

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