You and I

Tre ragazze normali e una storia particolare. Leggete per scoprire di più.

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1. Capitolo 1

 

“Dove cavolo sono?”

Harry camminava rapido sul marciapiede, lunga una strada a lui sconosciuta, il cappuccio schiacciato sulla fronte e il capo chino per evitare che qualcuno potesse riconoscerlo nonostante gli occhiali da sole. Era almeno un’ora ormai che vagava per la città, alla disperata ricerca della strada verso l’albergo, ma nulla. Si era decisamente perso. Il cellulare non aveva nessun segnale, la mappa del centro era rimasta a Zayn. Cosa cavolo avrebbe fatto?

Si era deciso a prendere coraggio e tentare una richiesta di informazioni, sperando di trovare una persona che allo stesso tempo parlasse inglese e non lo riconoscesse, o perlomeno fosse abbastanza discreta da non dare di matto appena l’avesse visto.

Ma mentre questi pensieri gli affollavano la testa, un grido acuto attirò la sua attenzione.

<<Ma è lui?>> <<E’ Harry????>> <<OH MIO DIO!>> <<Andiamo a parlarci!>> <<Harry!!!>>

Un gruppo di 13/14enni eccitate ed agitate lo stavano puntando e iniziando a rincorrere, attirando l’attenzione degli altri passanti, in un rumoroso effetto domino che avrebbe creato un bel trambusto.

Accelerando il passo, Harry si infilò nella prima porta che si trovò a fianco, sperando di trovare riparo dall’”assalto” delle fan che, per quanto Harry le amasse sinceramente, potevano diventare più pericolose di un branco di bufali spaventati. Entrato in una stanza dalla tappezzeria rossa sgargiante, Harry si guardò rapidamente attorno, e ci vollero pochi istanti perché capisse di essere in un piccolo cinema.

<<Perfetto>> borbottò fra sé e sé, precipitandosi verso il botteghino, mentre gli schiamazzi delle fan per strada si facevano sempre più vicini….

 

 

<<Ve lo dico io, non tweettano nulla da ieri, per me sono già in Italia, ragazze!>>

<<Shh, Sara, finiamo il film e poi ne parliamo, non farmi venire ansia prima del tempo!>>

<<Rori ha ragione, Sara, il concerto è domani sera, a Verona sono venuti già l’anno scorso, che senso avrebbe venire qui più di 24 ore prima? Ti stai facendo paranoie inutili, goditi gli ultimi momenti di pace prima di domani, avrai abbastanza agitazione in corpo allora…>>
<<Uff, vabbè.>>  Sara sbuffò incrociando le braccia al petto e distogliendo lo sguardo dalla coppia di amiche seduta alla sua destra, fissando gli occhi sullo schermo, anche se non poteva evitare di viaggiare, con i pensieri, a quello che i suoi (i loro) cinque idoli stavano presumibilmente facendo in quel momento. Non riusciva a concentrarsi su quel film che Aurora ed Emma l’avevano portato a vedere, per quanto si sforzasse, la sua testa era occupata. E, ora, era riuscita a contagiare anche le due amiche. Aurora continuava a seguire il film, osservando lo schermo attraverso i suoi occhiali neri, ma si mordeva nervosamente il piercing al labbro, e faceva violenza su se stessa per restare concentrata e calma

“Su, Aurora, non lasciare che la tua pazza amica rossa ti metta strane idee in testa, goditi il film”, si ripeteva mentalmente.

Emma, in mezzo alle due amiche, sentiva il cuore agitarsi sempre di più, mentre prendeva in considerazione le parole di Sara. “E se avesse ragione? E se fossero davvero in città, e noi fossimo qui come tre idiote a vedere un film?”

Il panico si era ufficialmente impadronito delle tre ragazze, checché ne dessero a vedere.

Sara era la più inquieta, si sistemava la chioma rossa, batteva istericamente i piedi sul pavimento, controllava lo smartphone sperando di leggere qualche notizia, ma nulla.

“Nulla, nulla, nulla. Chiusa, in un cinema, a vedere un film che sinceramente neanche mi sta piacendo, mentre magari fuori c’è l’amore della mia vita, e io me lo sto perdendo, seduta qui, anche scomoda poi, con ste due amiche testarde che non mi danno retta, ecco, bene, mancava solo ‘sto tizio che arriva alla fine del film e si piazza proprio vicino a me tutto di furia, ma io dico, la gente non ha un po’ di-…”

I pensieri di Sara furono bruscamente interrotti non appena la ragazza appoggiò lo sguardo su Harry, seduto accanto a lei, l’aria frastornata e il cappuccio ancora premuto sulla testa.

Le funzionalità biologiche di Sara subirono un improvviso arresto. Sbiancò e iniziò a sentire le mani tremare.

<<E-e-emm-…Emma…>> sussurrò con un filo di voce.

<<Sh, dai Sara, il film ormai sta per finire!>>

<<Emma…Emma…>> continuava lei, in trans, il corpo irrigidito e lo sguardo nel vuoto davanti a sé.

<<Sara, smettila di strattonarmi il braccio sto cercando di guar->>

<<Emma, Emma, Harry, Harry Styles, qui, a fianco…a fianco a me>>

Le parole di Sara uscirono spezzettate, bisbigliate, ma Emma percepì comunque, e alzando i suoi occhi azzurri incontrò il bellissimo viso di uno dei suoi idoli che per mesi,  per più di un anno ormai, aveva ammirato solo tramite lo schermo del suo computer o le pagine di qualche rivista di gossip; ma improvvisamente se lo ritrovò lì, reale, vero, tridimensionale, vicino a lei, allungando una mano avrebbe potuto toccarlo, pronunciando il suo nome avrebbe potuto attirare la sua attenzione, avrebbe potuto parlargli. Lì, ora, davvero.

<<Emma?? Cosa facciamo?>> la voce spezzata e lo sguardo disperato, rigato da lacrime di nervosismo, di Sara, riportarono Emma alla realtà, e, prima di poter decidere come reagire, diede uno scossone deciso al braccio di Aurora, distogliendola dal film.
<<Che c’è?>> chiese quella, quasi seccata.

<<Rori…non urlare, non sclerare, non dimenticarti di respirare. Accanto a Sara si è seduto Harry.>>
<<Harry?>> ripetè lei incredula. Non poteva essere vero.. Era tutto così surreale!

<<Sì!>>

<<Harry?!?>>
<<Harry!>>

<<Quel Harry?!>>

<<Sì,HARRY!>> urlò alla fine Sara, lasciandosi andare all’agitazione che le stava facendo ribollire il sangue nelle vene.

Il ragazzo, sentendo il trambusto e riconoscendo il suo nome, si voltò alla sua destra, per incontrare gli sguardi di tre ragazze visibilmente scioccate e sconvolte dalla sua presenza, il ché non lasciava dubbi che si trattasse di tre fan, palesemente sull’orlo di una crisi di panico.

<<Cazzo…>> bisbigliò lui, temendo il peggio. <<Ragazze, vi prego, non fate troppa confusione, se vengo assalito e attiro l’attenzione della stanza finirò nei casini, per favore…>>
Ma non ricevette nessuna risposta, solo tre sguardi impietriti fissi su di lui. Aurora fu la prima a riprendere la razionalità, sorrise dolce, e sfoderò il suo perfetto inglese.

<<Tranquillo, siamo solo sorprese e sconvolte, ma faremo in modo che nessuno ti noti…>>

 <<C-che cosa…che cosa ci fai qui, Harry?>> prese il coraggio di dire Emma, e pronunciare il suo nome (nonostante lo facesse spessissimo) questa volta le diede una sensazione completamente diversa, e si rese conto che le gambe le tremavano come foglie.

<<Sono uscito da solo, per fare due passi prima delle prove, ma…ehm…mi sono perso>> rispose Harry arrossendo <<e per evitare che un gruppo di fan scatenate mi travolgesse, sono entrato qui, nel primo posto che ho trovato…>>
Sara era l’unica che restava zitta, sguardo pietrificato e bocca semi aperta; ma ad un tratto scoppiò in una fragorosa risata, e si slanciò verso Harry, avvolgendolo in un affettuosissimo abbraccio. Il ragazzo sorrise e ricambiò timidamente.

<<Scusala Harry, è pazza.. – Sara, che fai?>> Emma cercava di gestire con naturalezza e serietà la follia dell’amica, ma dentro di sé si sentiva coma una pentola a pressione pronta ad esplodere per il nervosismo, l’agitazione, la felicità e lo sforzo di sembrare normale.

Liberato dall’abbraccio, Harry continuò a parlare <<voi tre, non è che potreste aiutarmi a ritrovare la strada per l’albergo?>> chiese umilmente, sorridendo e fissando lo sguardo sugli occhi color cielo di Emma, notando per la prima volta quanto fossero chiari e profondi, amichevoli e confortanti.

<<C-certo, se ci dici il nome dell’albergo possiamo aiutart->>

<<No no no no fermi un secondo!>> Sara interruppe bruscamente il discorso di Aurora. <<Vorreste dirmi che qui, davanti a noi, c’è Harry Styles in persona, e voi avete intenzione di rispedirlo all’hotel con un saluto??? Siete impazzite forse??!>>

<<Sara, che cosa stai dicendo?>>

<<Harry, ti aiuteremo volentieri, ma che cosa ci darai, tu, in cambio?>>
Lui rise, e osservò il volto arrossato della ragazza davanti a lui, in un misto di divertimento, paura e stupore.

<<C-che cosa vuoi dire? Non lo so, possiamo fare una foto assieme, posso farvi un autografo o->>

<<NO NO NO!>> Sara continuava imperterrita.

<<Harry, c’è solo una cosa che voglio: voglio conoscere Zayn!>> 

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