Il risveglio dell'angelo

"Non ci sarà sole eterno e raggio capace Di cambiare la sua natura Siamo io e te, macchiati dalla spada e dalla follia" Jenn è una ragazza di sedici anni che vive a Milano. La madre è morta quando era piccola per cause che non sono mai state esposte alla luce. Ha una passione innata per libri, che lei ama definire 'aria per i suoi polmoni'. Vive una vita felice e comune ma, quando dopo un tragico incidente si risveglia in un posto che non conosce, scoprirà che non è tutto come sembra e che c'è una risposta alle domande che cercava.

1Likes
0Comments
272Views
AA

3. Il Deus.

"Ille mi par esse a deo videtur

ille, si fas est, superare divos."

Rinuit

Seguo Lapis fino alla mensa e subito troviamo un tavolino dove accomodiamo.

-Mia protexit, cosa desideri?- mi chiede Lapis. -In questo posto puoi trovare tutti i cibi del mondo! Qualsiasi sia il tuo desiderio sarà avverato!-

Tutto ad un tratto sento arrivare un'incredibile fame. L'odore agrodolce che c'è nell'aria mi mette l'acquolina in bocca e un'insana voglia di un panino del Mc Donald mi travolge completamente.

-Vorrei un hamburger e patatine fritte, se posso.- Lapis mi fa l'occhiolino e si allontana verso uno dei tavoli.

Mentre aspetto Lapis mi guardo intorno e mi sento stranamente a disagio nel vedere come tutto in questo posto proceda in un'insolita routine. Tutti questi angeli, magnifici con il proprio paio di ali, mi passano attorno e fanno cose del tutto normale. Ne vedo alcuni in fila per prendere da mangiare, alcuni che parlottano fitti fitti seduti ai tavoli, altri ancora che amoreggiano come adolescenti.

E poi ci sono i bambini, così normali, che non fanno altro che inseguirsi nel prato o giocare a nascondino.

Non è certo questo quello che uno si aspetta dal paradiso. Ovviamente ammesso che questo sia il paradiso.

Non sono mai stata particolarmente credente. Non mi definisco nemmeno atea, certo, ma non mi sono mai poste domande su quello che c'è dopo la morte.

Forse perché non sono mai stata un tipo curioso, o forse perché mi annoiava cercare di risolvere quesiti, a cui non avrei mai dato una risposta.

Ed eccole invece, tutte qui riunite in un padiglione, le mie risposte.

Ecco che scopro che in effetti c'è qualcosa dopo, che non termina tutto con la morte. E forse questo mi spaventa un po', forse era meglio accettare l'oblio.

I miei pensieri sono interrotti da Lapis che porta in mano un vassoio in plastica, estremamente fuori luogo, con sopra il mio hamburger, le patatine, due bottiglie d'acqua e un vassoio di tacos.

-Ecco a te Jenn, il tuo panino.- Mi porge il cibo e io lo ringrazio.

Prendo l'hamburger e tiro un morso pregustandomi il suo buon sapore... e non vengo delusa.

Questo è probabilmente il miglior panino della storia dell'universo, non esagero. E' come se fosse stato fatto apposta per me. Sa di ricordi. Ha lo stesso sapore di quello che mi preparava la nonna quando ero piccola, esattamente come me lo ricordavo. -Mmmh.- è l'unica cosa che riesco a dire.

Chiudo gli occhi per un secondo e mi concentro solo su questo panino anche chiamato perfezione.

-Buono vero?- Lapis mi guarda con fare divertito. -Voi Ascendenti siete così prevedibili.-

-Noi Ascendenti?- chiedo confusa. -E cosa sono degli Ascendenti?-

-Non la smetti ma di fare domande, vero?-

-E tu non la smetti mai di rispondermi con altre domande, vero?-

Lapis mi guarda per un attimo tra il divertito e lo scioccato. -Oh, touchè, Jenn... touchè.-

Dopo un'attesa che mi sembra interminabile io e Lapis finiamo di mangiare e quindi ci alziamo e ci incamminiamo verso la struttura da cui siamo arrivati. Facendo maggiore attenzione noto che l'entrata alla radura non è una sola, bensì molteplici sono gli sbocchi. Almeno una decina di porte, oltre che scalinate e corridoi si aprono di fronte a me e non riesco ad individuare quello da cui siamo arrivati noi.

Mi sento leggermente spaesata, ed è una cosa abbastanza comune per me. Non sono mai stata una di quelle persone-GPS che sanno trovare la strada per uscire dal labirinto soltanto con la loro abilità di orientamento.

Io sarei capace di perdermi (letteralmente, una volta è successo) in un appartamento.

Ora, solo all'idea di essere in questo luogo sconfinato e immenso, penso di poter smarrirmi e morire di fame.

-So cosa stai pensando, Jenn.- La mano di Lapis indugia sulla mia spalla. -Non hai idea di dove sei ne come fare a orientarti, ma non preoccuparti. L'Aedificium, è così che si chiama questo posto, funziona in un modo particolare.-

-E come funziona?-

-Ecco, è complicato.- Lapis si blocca un attimo. -Immagina una struttura che non è solida, ma nemmeno inconsistente. Ecco, l'Aedificium ha 800 stanze e ognuna di esse ha una funzione. Per esempio la numero 24 è la stanza dei libri, la stanza 339 è la stanza della guarigione, l'8 è la stanza dei pensieri infiniti, e a mio parere è la stanza più bella. L'Aedificium ti conduce dove desideri, o meglio, ti conduce nel posto a cui stai pensando; se per esempio vuoi andare nella Biblioteca, basta pensarci intensamente e allora il passaggio si modifica per farti arrivare a destinazione, cercando di non intaccare i passaggi che stanno usando gli altri Angeli.-

-E se penso a un luogo che non esiste nell'Aedificium?-

-Allora ti ritroverai a vagare per sempre nei corridoi senza raggiungere mai un luogo preciso.-

-E' una cosa rassicurante.- Replico ironica.

Lapis sembra non cogliere l'ironia. -No, non lo è affatto. E' abbastanza pericoloso. Una leggenda narra che un'Ascendente raggiunse la stanza 'del vuoto' e morì lì per solitudine.-

-Mi stai prendendo in giro.- Ridacchio non poco agitata.

-Oh, può essere...- sussurra lui con una maschera indecifrabile in volto e un sorriso beffardo che lascia intendere tutto e niente.

Dopo le sue parole cala un silenzio quasi imbarazzato che ci accompagna per la maggior parte del tragitto. Varchiamo una soglia scelta apparentemente a caso e ci inoltriamo per un corridoio largo e dal soffitto a volta. I muri bianchi sono punteggiati da finestrelle strette e lunghe, con le rifiniture in legno. Il pavimento è di legno scuro e ogni tanto si aprono delle porte, anch'esse in legno, abbastanza moderne. Ognuna di esse sfoggia una targa di brillante color oro, e incise su di esse dei numeri sempre diversi, che sembrano non seguire un'ordine particolare. Appena superata la porta numero 574 sbuchiamo in una sala maestosa, in contrasto con il corridoio, riccamente decorata in stile barocco. Sul soffitto altissimo si distendono magnifici affreschi e sono appesi candelabri d'oro, decorati con pietre preziose e multicolore. Sul lato sinistro del fuoco arde in un caminetto e dalla parte opposta c'è una scrivania in mogano, su cui una ragazza sta lavorando freneticamente. Un grande tappeto indiano copre una grande parte della sala e i motivi ritmici ed esotici sembrano essere tessuti con la luce stessa.

-Lei è Scryba.- mi sussurra Lapis e indica la ragaza della scrivania. Poi aggiunge con il tono di voce più alto: -Scryba, io sono Lapis, quarantacinquesimo angelo, protector, spirito aeternum e custos ascendentis. Il mio dovere è di accompagnare l'Ascendente fino alla vetta di Dio.-

-Lapis, Ascendente... avvicinatevi.- Io e Lapis facciamo come ci viene detto e arriviamo dinnanzi alla donna. Ha un viso dolce, non esattamente bello, ma interessante. I capelli scuri sono raccolti in una acconciatura complessa, gli occhi grigi come la tempesta mi scrutano con fare altezzoso. La bocca è piegata in un sorriso dolce e le mani sono strette come in preghiera, tanto da essere bianche. -Potete entrare, vi stavamo aspettando.-

Scryba mi indica una porta tanto imponente quanto magnifica, ornata da affreschi delicati, e con incisioni e scritte a me incomprensibili. Faccio per incamminarmi quando Lapis mi mette una mano su una spalla, mi si avvicina e mi sussurra all'orecchio. -Jenn, quello che stai per vedere ti potrebbe stupire, ma non è nulla di cui avere paura. Ti chiedo di non essere sgarbata ma è molto importante che tu faccia tutte le domande di cui vuoi sapere la risposta perché questa è la tua unica occasione. Io non verrò con te, è una cosa che devi fare da sola, ma non essere intimorita perchè non ti succederà nulla di male.-

Quindi mi scocca un bacio sulla fronte ed esce dalla sala. Faccio un grande respiro e mi incammino verso la porta. Ci arrivo davanti e mi giro verso la ragazza che annuisce come per confortarmi. Mi faccio coraggio e faccio un passo avanti... La porta si spalanca senza che io l'abbia toccata e per un secondo l'unica cosa che vedo è un'incredibile luce bianca.

Poi com'è venuta, la luce scompare e prende posto davanti ai miei occhi la figura di una donna bellissima e senza età, che mi sorride come se fosse mia madre.

-Ciao, Jenn.- la sua voce mi fa tremare le ossa, profonda come il mare e limpida come il vento. -Io, sono Dio.-

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...