Craved [Italian Translation]

Harry Styles' Fanfiction.

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4. Capitolo 4.

Mi masticai il labbro inferiore, e anche forte devo dire. Niente aveva senso per me ora, tranne … chi era lui? Lo sapevo che non sarei stata capace di dormire quella notte, non parliamo poi di tutto il lavoro che avevo da fare. La curiosità stava prendendo il meglio di me, con il risultato di farmi diventare impaziente, cosa molto rara. Ma quando divento impaziente, divento veramente molto impaziente.

 

Gemendo lasciai cadere la mia penna e presi il pezzo di carta stropicciato pieno di nulla se non di scarabocchi e lo gettai via senza guardare dove lo avessi lanciato. Sospirai e mi appoggiai sulla schiena, chiusi gli occhi e feci un respiro profondo. Perché questo era cosi difficile per me? Io sono una Lockwood. E i Lockwood non lasciano mai che qualcosa li indebolisca. Allora perché questo completo estraneo, che salva miracolosamente la mia vita, non esce dalla mia testa?

 

Il mio lavoro era sempre fatto bene , organizzato e svolto nei tempi. Ma sembrava come se domani sarebbe stato il primo giorno in cui sarei stata rimproverata . Non riuscivo a pensare a niente da scrivere sull’articolo per via dei suoi stupidi occhi verdi stampati nella mia testa. Quanto il suo viso era terribilmente vicino al mio e il suo respiro caldo mi solleticava le labbra …

 

I miei occhi si spalancarono e saltai su a sedere dritta tutto in un colpo. C’era decisamente qualcosa che non andava in me. I miei pensieri erano inappropriati! Il pavimento freddo in marmo entrò in contatto con la mia pelle e mi fece rabbrividire, poi mi infilai le pantofole e entrai in cucina in cerca di qualcosa.

 

I miei occhi si posarono su una bottiglia di vino e sospirai afferrandola e tornando indietro con le spalle cadenti. Sprofondai nel mio letto e inghiottii una grande sorsata, prima di lasciare libera la mia penna e fare uscire tutti i pensieri dalla mia testa.

 

 

*****

 

 

Le porte dell’ascensore si aprirono facendomi alzare lo sguardo. Con un respiro profondo camminai dentro, pronta per un altro giorno di lavoro. Con un piccolo sorriso sulle labbra, camminai elegantemente attraverso il mio ufficio, incontrando persone e facce sorridenti lungo la strada.

 

Quando girai attorno all’ultimo ufficio qualcosa catturò il mio sguardo e mi fece bloccare nel posto in cui mi trovavo. Inclinai la testa e le aggrottai le sopracciglia per la curiosità e vidi alcune donne dell’ufficio segretamente affollate attorno all’ufficio di Oscar. Stavano ridacchiando e bisbigliando, il che era strano.

 

Mentre scuotevo la testa per la loro stupidità, qualcuno aprì la mia porta a vetri facendomi sfuggire un piccolo urlo di stupore.

 

“Vai a quel paese Augustus!” Chiusi gli occhi portandomi una mano al cuore nel tentativo di calmare il mio respiro tremante. Lui sorrise e incrociò le braccia al petto appoggiandosi al divano.

 

“Buongiorno anche a te Emily” Ridacchiò lui, e si diresse verso la mia scrivania appoggiando il mio caffè e la borsa su di esso. Guardandolo con sospetto mi appoggiai contro il tavolo e cominciai a sorseggiare il mio caffè, in attesa di un suo commento assurda.

 

“Allora?” Strinsi le labbra per assaporare il gusto del caffè e poi lo posai. Lui si strinse nelle spalle e camminò verso di me copiando le mie azioni.

 

“Che succede con Oscar oggi? Tutta la popolazione femminile del nostro ufficio sembra trovare un improvviso interesse per il suo ufficio oggi” Dissi molto insicura e lo guardai.

 

“ Oh quello. Il proprietario del giornale Vogue è qui per prendere l’articolo che ti è stato assegnato di scrivere. Secondo le donne è uomo molto bello e affascinante” Risi per come Augustus pronunciò questi due aggettivi con tono femminile.                                                                                                                              

 

“Sta avendo un incontro con Oscar e cosi tutte le ragazze stanno andando pazze per lui, guardandolo da fuori” Cosi dicendo alzò gli occhi e fece una smorfia.

 

“Augustus Blues … tu sei geloso di lui! Tu sei geloso perché Sarah è una di quelle ragazze! Ti piace Sarah non c’è dubbio!” Rimasi a bocca spalancata puntandogli un dito in faccia e ridendo. Lui deglutì, e un piccolo rossore fece capolino sulle sue guance.

 

“ Bene …”Si interruppe.

 

“Oh mio Dio Augustus! Questa è una cosa cosi adorabile! Anche tu piaci a Sarah!” Lo schiacciai con un abbraccio spaccaossa e i suoi occhi subito si illuminarono.

 

“Ma aspetta, cosa è successo tutto ad un tratto?” ho chiesi in modo entusiastico.

 

 “La scorsa notte … alla festa … noi abbiamo tipo.… potremmo esserci baciati” si strofinò il collo timidamente e io strillai come una ragazzina in piena fase adolescenziale.

 

“Sono sicura che sia stato molto di più di un solo ‘bacio’”strizzai l’occhio facendolo arrossire ancora di più. Egli roteò gli occhi, incapace di trattenere il sorriso che gli si stava formando sulle labbra. Prima che potessi aggiungere qualcos’altro la porta si spalancò attirando la nostra attenzione.

 

“Emily?” Lily, una delle mie collaboratrici mise dentro la testa con un grande sorriso sulla faccia.

 

“Si?” Mi spostai verso la porta.

 

“Oscar chiede di te” Il mio cuore affondò letteralmente alle sue parole, e le mie braccia caddero lungo i fianchi. Nonostante io avessi scritto l’articolo, e avessi lavorato duramente, avevo paura che non gli sarebbe piaciuto. E con il proprietario stesso qui a prenderlo, il mio nervosismo non fece altro che aumentare.

 

“Umm … okay, sarò lì tra un secondo” ho soffocai letteralmente  le parole non appena lei se ne andò. Una volta che fatto l’articolo, avevo continuato a guardarlo con occhiate nervose. Era un brutto periodo per me. Cosa succederà se lo odia? Cosa devo fare se vengo buttata fuori? Cosa faccio se impazzisco tutto d’un tratto davanti a tutti?  Tutti questi pensieri negativi stavano occupando la mia mente nel momento sbagliato. Non potevo fare questo, dovevo stare calma e sorridere.

 

“Emily! Vai!” Augustus mi spinse fuori dal mio ufficio e si allontanò. Fu così. La mia presa sul file si stringeva man mano che mi avvicinavo. Infine con un profondo respiro, aprii la porta ed entrai per poi ritrovarmi congelata sul mio posto.

 

“Aha Emily!” Oscar mi sorrise ampiamente e si alzò, gesticolando con le sue mani verso di me. Stava ridendo, le sue fossette fecero capolino mentre lo faceva. Ma una volta giratosi, le sue risate si spensero e il suo sguardo si posò sul mio. L’ossigeno diventò scarso nella stanza, facendomi star male in un soffio.

                                                                                                                                                                           

“Ciao” dissi  velocemente, stringendo più forte che potevo il file con le mie mani.

 

“Hey”.

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