Dark inside

Forse Gwen è solo un errore, uno stupidissimo errore di madre natura,orfana e criminale è costretta a cambiare costantemente città, ma un giorno a New York farà una conoscenza molto speciale... ||non è basata su nessuna celebrità||

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7. ripetizioni parte seconda

Pov Gwen

Quella stramba tizia che ci doveva fare ripetizioni, si era rivelata oltre che una secchiona come le altre, una che non aveva mai visto ne parlato con un ragazzo prima d'ora (oltre il professore e i suoi famigliari si intende) da come si è lanciata addosso ad Austin.

E lui imperterrito mi ha trascinato a casa sua, in realtà non smettevo di sorridere, perché? Ho appenda scoperto che abita lontano da me, quindi tutte le volte faceva avanti indietro...ok poteva sembrare un patetico metodo per agganciare e magari lo fa con tutte ma nessuno aveva fatto tutto questo per un errore.

"Ecco qua casa mia" mi disse aprendo l'enorme portone verde di casa sua, un bellissimo a Appartamento alle porte di Central Park.

Intorno ai gradini che portavano al piano leggermente rialzato c'erano delle aiuole di violette, manco a farlo apposta i miei fiori preferiti.

All'interno invece un enorme divano bianco di pelle la faceva da padrona davanti alla tv 47 pollici, era fantastica!

Certo mi sentivo imbarazzata contando il fatto che io ho sempre vissuto in posti mai belli come questo.

"Vieni qui dai" ci sedemmo sul suo bancone della cucina "dai iniziamo..." In realtà non riuscimmo a sopportare per molto l'algebra così passammo a fare cose stupidissime come giocare a nascondino...

"Trovata!" Urlò spostando il comodino "accidenti" corsi fuori dal nascondiglio per correre prima alla base "eh no non mi scapperai così velocemente!" Mi afferrò il polso, avvicinandomi a lui e iniziando a farmi il solletico "no ti prego basta!" Ridevamo insieme "basta!" Esclamai ancora ridendo ma inciampai nel gradino cadendo per terra e trascinando lui con me.

Ci trovammo così in una posizione molto imbarazzante, in sorti visi erano a distanza pochi millimetri.

Era calato il silenzio improvviso che fu rotto dal campanello "ehm scusa io non volevo.." Si alzò imbarazzato lui "no ...è col-pa mia..." Balbettai stando ancora stesa sul pavimento.

Lui andò ad aprire, era il suo amico, Thomas, quello dai capelli a spazzola con una ragazza dai capelli ricchissimi,mai vista prima d'ora.

"Ehm ciao" disse lui non capendo la visita improvvisa dei due.

"Non dirmi che non ti ricordavi delle prove?" Chiese la tipa...ma poi che prove? Mi alzai sbucando dietro dal divano "no mi sa proprio di no" aggiunse il ragazzo vedendomi.

"Ehm Gwen loro sono Thomas e Chiara i membri della mia band e lei è Gwen la ragazza della scuola" vidi Thomas annuire ma la ragazza rimase pensierosa.

"Aspetta...tu suoni in una band?" Chiesi abbastanza confusa devo dire "si suono il basso, Thomas chitarra e Chiara batteria ...se ti va puoi sentirci suonare..." Mi chiese cercando il consenso degli altri due che non tardò ad arrivare.

"Allora se non vi da fastidio volentieri!" I ragazzi mi sorrisero e insieme si incamminarono giù per le scale infondo al corridoio, nel seminterrato dove vi era un enorme sala prove.

Sulla batteria della ragazza vie era scritto in scotch "SOUNDWAVES" così ipotizzai si chiamassero così...

"Pronti ragazzi?" Chiese Thomas una volta posizionati "certo, 1...123!" E partirono le prime note di una melodia, perché non era una canzone, mancava un cantante.

Era una melodia...in stile "FUCK&love" se si può definire così molto dura ma dolce allo stesso tempo.

Quando ebbero finito applaudii alzandomi in piedi "bravi bravi!" Loro fecero un inchino e si avvicinarono "però vi manca un cantante" mi guardarono complici "ah no non guardate me, non sono capace!" Loro risero e risi anche io.

"Ehi Gwen..."mi chiese Austin "non ti piacerebbe imparare a suonare uno strumento?" Si sedette accanto a me "oh si certo sai io quando ero piccola sapevo suonare la tastiera ma niente di che, poi ho lasciato per i..ehm trasferimenti si"

"Ti sei trasferita molte volte?" "Ehm si i miei lavorano un po' di qua e un po' di la sai..." Ahia Gwen gigantesca bugia "ah mi dispiace"

"Già però sono sempre stata affascinata dal basso...mi potresti insegnare!" Chiesi speranzosa "oh si certo"

Mi mise lo strumento in grembo "vedi questo è il MI...sol...La..." E piano piano mi mostrò tutte le note e i passaggi per una principiante.

Una marea di tempo dopo non ero ancora riuscita a fare io pezzettino che mi aveva consigliato "no guarda così..." Mi diceva sempre ma lo strumenti sotto le sue dita sembrava suonate da solo, mentre quando lo toccavo io emetteva un rumore assordante.

"Ahhh è inutile non ci riesco" sbuffai arrabbiata dopo migliaia di tentativi.

"Vieni così magari impari" mi fece sedere tra le sue gambe divaricate abbracciandomi a mo di strumento musicale "il basso lo devi abbracciare non soffocare, le tue dita devono scorrere non graffare le corde" me lo mostro un altra volta.

Faceva uno Trani effetto essere un quella posizione, ma mi sentivo al sicuro da tutto e da tutti tra le sue braccia.

"Ora prova..." Provai, le mie dita tremavano ma il brano uscì abbastanza bene.

"Brava! C'è l'hai fatta" esclamò felice "eh già!"

Passai a casa sua tutto il giorno fino alle 7 quando mi riportò a casa dove mi aspettava una bella ramanzina.

"Ecco Gwen!dove sei stata? Ancora con quello snob?" Mi chiese bruscamente Joshua una volta entrata.

"Si e anche se fosse?" Risposi mettendo le scarpe dietro la porta.

"Tu non sai che in giro ci sono ancora Smothiee e gli altri che ti vogliono uccidere" se non l'aveste capito Smothiee è il tipo da cui siamo scappati da Chicago, quello che i suoi scagnozzi mi avevano catturato.

Non sappi cosa rispondere e allora salii nella mia camera ascoltando a tutto volume "boulevard of broken dreams" dei green day....

Angolo autrice

Eccoci qui, finalmente, sono tornata!

Non so se vi possa piacere perché riconosco che non è interessante ma lasciate comunque un vostro commento!

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