Death

Lei era destinata a salvargli la vita, a renderlo migliore.

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2. Chapter One

1.

Occhi verdi, più che verdi, azzurri o no. No, erano verdi. Mi fissavano costantemente, senza cambiare punto di vista: le pupille nere fremevano e movimenti quasi impercettibili degli occhi continuavano a guardarmi.

« Marie » ripeté la voce roca del ragazzo, più volte, ed io mi abituai a quel suono così piacevole, che mi deliziava le orecchie.

« Marie-Anne. » ripeté a voce alta, sentii una mano che mi toccava la spalla, premé il palmo sulla mie pelle pesantemente.

« Marie-Anne Madlawson, svegliati. » aprii lentamente gli occhi e sentii la voglia di richiuderli, ma qualcosa mi bloccó:

gli occhi di Noah, che mi fissavano impazienti, si.

Sbattei più volte le palpebre focalizzando l'immagine del suo viso, ad una decina di centimetri lontano dal mio.

« Svegliati raggio di sole. » sorrise e la sua mano, precedentemente sulla mia spalla, si poggió delicatamente sulla mia guancia.

« Buongiorno Noah. » risposi con voce assonnata e fievole.

Dopo che lui ebbe allontanato la mano mi guardai attorno: eravamo nella sala comune, al piano inferiore, lo stesso piano dove avevamo incontrato Harry e dove poche ore prima avevamo iniziato a guardare un film. Alzai lentamente la testa dal bracciolo del divano e scossi la testa, Noah rimase seduto in ginocchio davanti a me, osservando ogni mio movimento.

« Dobbiamo cambiarci e fare colazione, abbiamo scuola. »

« Si, andiamo. »

Rimasi qualche secondo seduta, tirai giù le gambe dal divano e mi alzai in piedi strofinando il dorso della mano contro i miei occhi, stravolti dalla stanchezza.

____________________

Hayley corse per la stanza, avanti ed indietro, beh, non correva di preciso, ma camminava velocemente fermandosi davanti allo specchio e con la sua voce stridula pronunciava ogni santa volta 'manca qualcosa'.

Continuai ad osservare Hayley avanzare ed indietreggiare, cambiando ogni accessorio che aveva addosso per poi buttarlo nel suo cofanetto. Amanda era sul letto, seduta intenta a scrivere a sua madre di come sta soggiornando alla villa, io invece ero in piedi con la schiena appoggiata alla parete e le osservavo, in ogni loro movimento.

Qualcuno bussó alla porta.

« Hayley vai ad aprire. » dissi con tono secco.

« Sto mettendo gli orecchini, non vedi Marie? »

« Amanda? »

« Sto scrivendo a mia madre, per favore vai te. »

Alzai gli occhi al cielo e andai verso la porta sospirando, afferrai la maniglia ed aprii la porta.

Gli occhi verdi, 'sono quelli del sogno Marie!' urló dentro la mia mente la vocina interiore.

« Marie, ci incontriamo di nuovo. »

« H-Harry? » inclinai il capo di lato mentre lo guardai.

« Si. »

Dietro di me sentii Hayley fare un grido stridulo, sentii pure i palmi delle sue mani battere l'una contro l'altra, quindi mi voltai.

« Che hai da emozionarti? »

« Non dovrò consumare la mia voce per presentarti ad Harry. Amanda, lui è Harry, il mio ragazzo. » La ragazza bionda indicó il ragazzo accanto a me, Amanda annuì con un sorriso luminoso.

« Piacere Harry. » distoglie lo sguardo dallo schermo guardando la figura accanto a me.

« Amanda. » Annuì Harry facendo un cenno col capo. « Allora hai finito di decorarti come un'albero di Natale? » chiese alla sua ragazza.

« Aspetta. » Lei si guardó un'ultima volta allo specchio e poi camminó verso di me.

« Chiudi la bocca Marie, ti entrano le mosche. » Poggió la mano sul mio mento chiudendomi la bocca.

Ma come poteva essere possibile? Hayley ed Harry? Sul serio? La mia mente aveva aperto tutti i cassetti con i ricordi all'interno, ed ora tutti quei fogli erano sparsi per la stanza, per la mia mente.

« Ciao Marie, Amanda. »

Harry salutó entrambe velocemente per poi uscire con quell'oca bionda della sua ragazza, ed io chiusi la porta appena uscirono.

« Come fa a stare con quella? » feci una smorfia scuotendo la testa mentre mi diriessi verso il letto prendendo la borsa di pelle marrone con i quaderni.

« Amanda, andiamo? »

« Si, intanto esci, ti raggiungo nel corridoio. »

___________________________

Mentre camminai nel corridoio, Noah mi stava affianco, mentre mi teneva il braccio guidandomi attraverso la folla di studenti, io intanto ispezionai attentamente il foglio con gli orari: alla prima ora ho biologia, seconda e terza letteratura, quarta matematica, quinta chimica e sesta storia.

« Allora? » mi chiese irritato.

« Biologia. »

« Ti porto là e alla fine dell'ora vengo a riprenderti, va bene? »

« Si, ma.. come mai tutta questa protezione? »

« Harry ha messo gli occhi su di te. »

« Ma sta con Hayley. »

« La tua compagna di stanza? »

« Si » lo guardai con una faccia perplessa mentre piegai il foglio degli orari in quattro parti.

« Non lo sapevo. »

« Ora lo sai, e puoi stare tranquillo. » sospiró passandosi la mano libera che non teneva la mia mano, fra i capelli.

« Va bene. »

Rimanemmo in silenzio, almeno fra di noi, mentre raggiungemmo la mia aula. Intanto che gli studenti entrarono, noi ci fermammo al lato della porta, lui di fronte a me.

« Buon primo giorno allora, Marie. »

« Buon primo giorno a te, Noah. »

rise mentre si avvicinó lasciandomi un bacio sulla fronte.

« Ci vediamo dopo."

Mentre lo osservavo allontanarsi, una mano si poggió sulla mia spalla, sussultai.

« Salve ehm.. »

« Signorina Silver, lei fa parte della lezione di biologia? »

« Si. »

« Stiamo per iniziare. » mi sorrise calorosamente e rimosse la sua mano dalla mia spalla, entrando in classe, io la seguii rimanendo in silenzio.

Mi diressi a passo svelto verso un banco vuoto, in fondo all'aula accanto alla finestra. Sistemai velocemente i libri sul quaderno e li aprii tirando fuori una matita.

La signorina Silver inizió la lezione, io non ero particolarmente interessata, infatti stavo disegnando liberamente fra le righe del testo.

Qualcuno bussó alla porta e la professoressa dovette interrompere la lezione e pronunció 'Avanti' con voce abbastanza potente, sentii il cigolio della porta ma non alzai ancora il viso.

« Scusate per il ritardo. »

'La voce, Marie-Anne Madlawson, è Harry.' sapevo Harry, alzai gli occhi e lo vedi mentre respirava affannosamente, mantenne una mano sulla spalla, su cui aveva poggiata la bretella dello zaino a tracolla.

« Tu sei? »

« Styles. »

« Mh, vatti a sedere. »

Annuì velocemente mentre si guardava attorno. 'Fa che non si sieda qui.' mi ripetei mentalmente mentre chinai la testa facendo si che i miei capelli mi coprissero il viso, ma ovviamente le mie suppliche non furono ascoltate.

« Posso? » lo sentii nonostante non lo guardai.

« Mh. » annuì lentamente alzando gli occhi al cielo.

Scostó la sedia da sotto il banco e si sedette pesantemente, rovesciando a terra lo zaino, abbandonando le braccia, facendole penzolare.

« Come mai in ritardo? Stamattina tu ed Hayley siete usciti prima di me. » Sibilai mentre ripresi in mano la matita sistemandomi sulla sedia.

« Abbiamo fatto alcune cose. »

Lui continuó a respirare pesantemente ed io cercai di distrarre i miei pensieri dal ragazzo seduto al mio fianco.

Mentre continuai disegnare la schiena di una ragazza senza veli, seduta davanti ad una finestra, guardai Harry con la coda dell'occhio:

Anche lui stava disegnando, non so cosadi preciso, ma stava disegnando.

« Non sapevo fossi il ragazzo di Hayley. » mi sporgo verso di lui, sussurrandoglielo.

« Infatti, non lo sono. »

« Come no? »

« No, è un'amica. » risi silenziosamente alla sua affermazione, lui mi fissó.

« Oh, certo. »

« La fotto e basta, siamo tipo scopamici. » gesticoló con la mano per poi riprendere a disegnare.

Scopamici? Sul serio credeva fossi così stupida? In quel momento ricordi di Hayley che saltella come una quindicenne che sprizza gioia da tutti i pori, mi tornano alla mente. Mi stava mentendo.

« Lei è la tua ragazza. »

« Non lo è, ora smettila di rompermi il cazzo. »

« Il tuo cazzo? Non lo toccherei nemmeno per rompertelo. »

« Si, certo. » alzò gli occhi al cielo ridendo a bassa voce.

« Sul serio. »

« Anche io sono serio. »

« Mi disgusti. » feci una smorfia irritata dal suo comportamento e smisi di disegnare, lasciando cadere la matita sul banco.

« Ti disgusto? Sei già fortunata ad avermi accanto. »

« Come no. »

« Si, sei fortunata. »

« Fortuna di sta vagina. » roteai gli occhi appoggiando i gomiti sul banco.

Harry non diss più nulla per il resto della lezione e io mi sentii un po' a disagio non sentendo la sua voce che mi trapassava le orecchie.

Guardai l'orologio e decisi di chiudere l'astuccio mettendolo nella borsa prima del suono della campanella. Stesi la schiena sulla sedia per osservare di nascosto il disegno di Harry:

aveva disegnato una ragazza, per esattezza solo la forma del corpo, era seduta con le gambe tirate sul petto, incrociate alla caviglia mentre la testa si nascondeva dietro le ginocchia.

Qualcosa in quel disegno ricordava la solitudine e mi colpì il fatto che proprio Harry avesse disegnato una cosa del genere, però non potei negare che sia veramente bravo.

« Perché mi guardi? » a malapena sentii la sua voce, mentre intanto osservavo la sua mano sfumare sul foglio di carta.

« È.. rilassante. »

« A me infastidisci. » si voltó per guardarmi, con aria seria, ma vidi nei suoi occhi che c'era qualcosa che non comprendevo, come un vuoto.

« Come vuoi. » alzai le spalle e lui distoglie lo sguardo da me.

« Sei irritante, certe volte. Non so come Noah ti sopporti. »

Aggrottai la fronte alla sua affermazione guardandolo male, lui non aveva nemmeno idea di cosa c'era tra me e Noah, non che ci fosse stato qualcosa di importante tra me e lui ma eravamo molto legati e non doveva nemmeno permettersi nominarlo.

« Sei una testa di cazzo. »

In mio soccorso la campanella suonó, ed io lasciai fuoriuscire dalle mie labbra un sospiro di sollievo, chiusi il libro e lo metto nella borsa, alzandomi successivamente dal mio posto.

Mentre iniziai a camminare sentii la voce di Harry, potente farsi spazio fra le voci della classe.

« Tu sei una figlia di puttana.« »

mi fermai sentendo le sue parole e mi voltai completamente verso di lui.

« Che cazzo hai detto? »

« Mi hai sentito puttana.» sorrise mentre sistema ciò che ha sul banco dentro lo zaino.

« Non mi puoi chiamare puttana. »

« L'ho fatto invece. »

« Non ti conviene sai? »

« A te non conviene. » si alzó in piedi mentre io, quando parlavo mi ero riavvicinata a lui. Molti degli studenti erano in classe, osservarono la scena mentre bisbigliavano tra di loro ma non me ne fotteva

« Certo come se tu, Styles, mi facessi paura. Sei solo senza palle. » gli puntai il dito contro premendolo sul suo petto.

« Quanto ricevi per i tuoi lavoretti? Dieci, venti? Forse non ti danno nemmeno nulla per il modo scarso in cui lo fai. »

Sentii i ragazzi nell'aula sussultare alle sue parole ed io ero totalmente scioccata, non potevo credere che l'avesse detto veramente.

« Ti hanno morso la lingua o forse qualcuno ti ha bloccato la faccia con l'enorme cazzo che non ti entrava in bocca? »

Basta, era arrivato fin troppo oltre.

Mi catapultai su di lui iniziando a spingerlo contro la parete mentre con l'altra mano feci scivolare la borsa per terra.

« Non mi fai paura Marie. »

« Dovresti invece. » Sputai, camminai verso di lui tirandogli un pugno sullo zigomo, lui voltó il viso e ride.

« Tutto qui? »

Non volevo rischiare di andare in presidenza il primo giorno, ma dovevo comunque fargliela pagare. Gli tirai un secondo pugno, dritto sul viso che colpì il naso, sentii un rumore strano mentre lo feci, ma qualcuno mi avvolse la vita col braccio e mi tiró via da Harry.

Dopo qualche secondo realizzai che gli ho rotto il naso, vedendo la nocche della mia mano imbrattate di sangue.

« Smettila di fare la cretina. »

Noah.

Come aveva promesso era venuto a prendermi e mi aveva trovato mentre stavo picchiando il suo compagno di stanza.

Mi trascinó attraverso l'aula mentre osservai Harry che si coprì il naso con una mano, mi guardó, ma non disse più nulla.

L'orrore si dipinse sul mio viso mentre osservavo il sangue sulla mia mano, Noah attraversava finalmente la porta dell'aula, portandomi via da tutto quello che sembrava irreale.

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