Don't let me go.

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4. -Strani incontri.

-Strani incontri.

Entrata nell' atrio della scuola rimango a bocca aperta.

Non avevo mai visto un atrio così grande e luminoso.

Una parete era decorata da vari quadri astratti, un altra aveva al centro una grande bacheca con diversi annunci dei corsi cui gli studenti avrebbero potuto partecipare.

Mi mordo il labbro inferiore quando i miei occhi leggono le parole "scrittura creativa" e "giornalismo" su due volantini.

Un moto di entusiasmo dallo stomaco si propagò in tutto il corpo e così, sorridente, raggiungo la segreteria.

Dopo un colpo di tosse la signora davanti a me mi rivolge finalmente un minimo di attenzione.

Era una signora abbastanza anziana.

Potrà aver avuto circa 55/60 anni.

Ma io dico, cosa ci fa gente di quest' età ancora a lavorare?

Il suo viso era pieno di rughe.

Aveva degli occhi blu scuri e spenti, un nasone enorme e delle labbra contornate da un rossetto rosso scuro. Sì, contornate perché non lo aveva messo solo sulle labbra ma sbavava anche intorno.

Ma la cosa che ha attirato di più la mia attenzione è quel brufolo bitorzoluto che gli spuntava tra gli occhi.

Con una smorfia di disgusto dico il mio nome completo e che ero una nuova studente.

"Signorina, questa è la tabella del suo orario scolastico e qui invece c'è il codice del suo armadietto."

Prendo il tutto e le do le spalle per raggiungere l' armadietto quando principessa bitorzolo mi rimprovera.

"In una scuola americana si indossa la divisa, sa? Per oggi non la mando dal preside ma da domani dovrà indossarla."

Infastidita stringo le carte che tenevo in mano chiudendo gli occhi e facendo un respiro profondo.

Sto per fare un passo avanti per proseguire quando la sento tossicchiare.

"Prego, eh? Un po' di educazione signorina."

Di scatto mi giro verso di lei e le urlo contro. "Sa dove gliela metto l' educazione?!"

I pochi studenti che erano lì si girano verso me e la principessa bitorzolo.

C'era chi rideva fragorosamente e chi invece cercava di trattenere le risate.

Li guardo tutti male con il mio sguardo da chihuahua assassino quando un ragazzo mi fa il dito medio tenendo sempre sul viso un sorriso da furbetto.

Mi avvicino pericolosamente a lui.

"Senti ciuffo, ma i cazzi tuoi?" Gli ringhio contro puntandogli il dito sul petto. Wow, lui si che fa palestra!

Lo guardo dritto negli occhi mentre sorride ancora con la lingua tra quei denti perfetti.

"Ciuffo? Seriamente? Non sono mica il koala della pubblicità della kinder!"

Lo guardo stralunata alzando un sopracciglio.

"Seriamente? Hai appena messo a confronto il soprannome che t ho dato con una pubblicità? Ma in che mondo vivo? Perché sono l unica sana di mente qui?" Sclero agitando le mani per aria come solo gli italiani sanno fare quando parlano e parlano.

Un' altra risata scappa dalle sue labbra e devo ammettere che la sua risata è davvero bella, melodiosa.

Non ho mai sentito una risata così.

Lo guardo attentamente.

Indossa la divisa: un pantalone blu, una camicia bianca con i primi bottoni slacciati e una cravatta non stretta molto bene.

Ha la pelle ambrata.

Il ciuffo moro alzato perfettamente, gli occhi nocciola così chiari da sembrare oro sciolto e quelle labbra sottili perfette.

Il solito fusto della scuola.

"Hai intenzione di consumarmi ancora per molto?" Alza un sopracciglio con un luccichio malizioso negli occhi.

Rido sommessamente portandomi una mano sulle labbra.

"No ma perché non ti caghi in mano e ti sbatti la merda in faccia? Tanto non cambierebbe niente. Merda su merda. Stavo proprio cercando di capire come mai non ti girassero mosche attorno." Gli sorrido falsamente, mi avvicino ancora di più a lui, gli sistemo la cravatta e mi avvio per i corridoi ma prima di varcare la porta, mi giro verso di lui.

Mi guarda. Sta trattenendo un sorriso, passandosi la lingua sul labbro inferiore e la mano destra sul ciuffo, tirando le punte dei capelli verso l'alto. Sexy.

"Buona giornata, ciuffo."

Calco la voce su quest'ultima parola e mi volto.

Raggiungo il mio armadietto e dopo aver smanettato con il lucchetto per circa mezz'ora raggiungo la prima classe di quella lunga giornata: letteratura inglese. Yuppie!

Inutile dire che è stata una giornata abbastanza noiosa. Passavo tutto il tempo da una classe e l'altra sballottolata tra un muro e l'altro dei corridoi.

Le ragazze mi guardavano tutte male e sussurravano alle mie spalle per aver parlato con Ciuffo e il resto delle persone beh..era diffidente.

Insomma, sono nuova e non indosso la divisa. Trasgressiva, mhmh.

Non ho parlato più con nessuno.

Non ne avevo particolarmente voglia.

Appena uscita da scuola, attraverso con passo veloce tutto il cortile per poi scontrarmi con qualcosa di duro.

Mi massaggio il naso infastidita per poi sbottare nello stesso momento dell'altra persona un: "Ma stai più attento a dove vai!" con ovviamente l'aggiunta di "cazzo" alla fine della mia frase.

Quella voce, Dio! L'avrei riconosciuta tra mille. Così roca e fastidiosa.

Un conato di vomito stava risalendo su per il mio stomaco fino a farsi sentire nella mia gola.

Una smorfia dipinge il mio volto.

Alzo lo sguardo e incontro il suo.

Tutto quello che sento è il suo: "ANCORA TU?!"

AYEEE!!!

BUONASERAAAA O DOVREI DIRE BUONGIORNO???

È MEZZANOTTE E IO ANCORA PUBBLICO.

MOLTO STRANO, DI SOLITO QUANDO COMINCIO QUALCOSA DOPO TIPO DUE MINUTI MI STUFO.

ALLORA CHE VE NE PARE?

È ENTRATO IN SCENA ZAYN.

BEL BATTIBECCO, MH?

E ALLA FINE? CHI AVRÀ INCONTRATO LA PICCOLA JESS?

FATEMI SAPERE COSA VE NE PARE!!

BACIONI,

ELENA.❤️

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