The mystic people

[..] Guardavo i suoi capelli che illuminavano la notte, i suoi occhi che scrutavano l'orizzonte, affascinati come se non avessero mai visto niente di così splendente. Le sue gambe erano comodamente penzoloni hai due lati dell'alante che la stava facendo volare così lontano dal suolo e così vicino alle nuvole, credo che in quel momento Zeus avesse voluto fulminarmi. [..] "Tu sei sempre così, vero?" Li chiesi senza nemmeno rifletterci. "Così come?" chiese dubbioso. "Silenzioso" -affascinante, bello, e così incredibilmente sexy- hey, aspetta cosa? Tu stupida vocina dentro la mia testa, muta devi stare. "Io non mi definirei silenzioso, sono solo di poche parole, è anche questo un motivo per cui non ho molta confidenza con i ragazzi del campo" disse scrutando la distesa d'acqua dopo aver spostato con riluttanza un ciuffo di capelli corvini che li erano caduti sulla fronte e si erano sistemati all'angolo del suo occhio destro provocandoli fastidio. "Non è giuso, insomma anche se una persona è "di poche parole" come dici tu, non è giusto che le persone non vogliano avere a che fare che lui. A me piacciono le persone silenziose e di poche parole, perchè so quanto valgono quelle poche parole"

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3. Divento un bodyguard.

Pov. Percy

16 Maggio/11:37/Campo Mezzosangue, Long Island(NY)

Quella mattina dopo essermi quasi strozzato con un panino al formaggio, aver affrontato una piovra assassina e essermi aggiudicato il premio come peggior atterraggio con un pegaso, decisi di andare con Annabeth a fare un Picnic sulla collina da qui si vedeva l’intero Campo Mezzosangue.

Annabeth era seduta alla mia destra, le sue gambe erano incrociate, i capelli erano raccolti in una coda di cavallo mentre gli occhi vagavano concentrati dal campo di fragole fino alla stalla dei pegasi, per poi raggiungere la Casa Grande fino ad arrivare all’armeria. Stava studiando attentamente ogni singolo movimento che c’era al campo, e c’era molto da vedere, ad esempio i figli di Ermes che provavano a truffare i nuovi semidei arrivati, o i figli di Atena che elaboravano nuove strategie per la caccia alla bandiera che si sarebbe svolta il giorno dopo, o i figli del dio della guerra che davano vita ad una nuova rissa contro i figli di Apollo mentre Chirone correva, anzi galoppava, contro di loro per poi cercare di placare la loro rabbia.

Una volta finito il Sandwich che stava mangiando, Annabeth ruppe il silenzio che era calato fra noi due.

< Credi che abbiamo fatto bene a venire prima? Insomma non che mi dispiaccia, ma non sarebbe bello se stasera tu venissi di nuovo rapito da qualche dio che vuole cancellarti la memoria >

< Non succederà di nuovo > Girai la testa per guardarla in volto, lei fece lo stesso e per la millesima volta da quando la conobbi mi persi in quegli occhi grigi tipici di una figlia di Atena.

< Allora forse succederà di peggio, insomma la profezia diceva che saresti arrivato sano e salvo fino ai vent’anni. Questo significa che l’assicurazione non vale più da quando compi ventun anni, cosa successa l’anno scorso > Aveva ragione, come sempre, ormai avevo compiuto ventun anni, questo significa che ero di nuovo in pericolo di morte, ma non mi sarei arreso facilmente, ora avevo una ragazza, degli amici e un posto in cui mi sentivo al sicuro nonostante gli impegni da semidio che, meglio precisare, non è il solito lavoro che i bambini vorrebbero fare da grandi.

< Giusto, ma non permetterò che qualcuno mi porti via questa vita così facilmente > In quel momento nei suoi occhi vidi una luce diversa, non erano quei soliti occhi grigi che trasmettevano sicurezza, astuzia e saggezza, questa volta il sentimento principale era la felicità. Sapere che la persona che ami è felice è la cosa più bella del mondo, soprattutto se il motivo sei tu.

Ci baciammo a lungo, era un bacio bellissimo, ricordo di aver sorriso sulle sue labbra, ero felice, come succedeva la maggior parte delle volte quando stavo con lei.

Poi il tutto fu interrotto dal mio braccialetto che suonava, si avete capito bene, il mio braccialetto suona, è l’ultima invenzione di Leo, dice che è un modo sicuro e facile per comunicare quando siamo lontani. Schiacciai il tasto per rispondere e subito dopo, sopra il polso in qui tenevo il braccialetto, comparve l’ologramma di un Leo sorridente che si trovava nella fucina del campo, posto molto frequentato dai figli di Efesto.

< Jackson! Felice di vederti! Oh ciao anche a te Annabeth, scusa non ti avevo visto > Leo era sempre così, impacciato, sicuro e felice, direi che la sua iperattività superava quella di qualunque semidio si trovasse al campo.

< Heyla. > Lo dissi con poco entusiasmo, ma cosa potevo fare? Era lui che interrompeva i miei momenti con Annabeth.

< Sempre allegro lui eh? Comunque, ti ho chiamato con la nuovissima invenzione di Leo Valdez per comunicarti che Chirone e il Signor D. ti aspettano alla Casa Grande dopo pranzo, volevano parlarne pure con te prima di partire, ora scusatemi ma devo tornare a lavorare su un progetto Top Secret!> Dopo di che pigiò di nuovo il pulsante e Leo era scomparso.

< Hai fatto qualche infrazione Percy? > disse Annabeth guardandomi con un ciglio alzato.

< Io.. beh no.. o almeno credo > Ero sfregato.

Dopo aver riaccompagnato Annabeth alla casa dedicata ad Atena - dea della saggezza, della guerra, delle arti utili e della maestria di odiare i figli di Poseidone -, andai alla Casa Grande dove mi incontrai con Chirone. Era nervoso e si vedeva, posava il suo peso da uno zoccolo all’altro, ciò era strano, Chirone non era mai nervoso, forse stavolta il Signor D. mi avrebbe trasformato veramente in un delfino.

Quando arrivai alla porta mi face entrare e andammo nella stanza in qui il dio del vino ci aspettava.

< Qualunque cosa pensiate che abbia fatto non sono stato io > mi giustificai appena attraversato il ciglio della porta.

< Perry Jenson, vedo che sei ancora vivo. > non risposi alla battuta sulla mia vita o sul nuovo nome che mi aveva dato, ormai era abitudine che Dioniso sbagliasse il mio nome, e quello di qualunque ragazzo e ragazza del campo.

< Tranquillo Percy, non hai fatto niente di male > Mi rassicurò Chirone.

< E allora perché sono qui? > Ero confuso, non vieni mai convocato alla Casa Grande se non hai fatto infrazioni e se non si tratta di una cosa grave. In entrambi i casi io ero fregato.

< Ci hanno fatto sapere che è stata trovata una nuova semidea, ovviamente abbiamo già mandato qualcuno che la porti qui > si capiva che c’era del nervosismo nella sua voce.

< Quale sarebbe l’emergenza? Insomma, io cosa c’entro in questa storia? >

< Vedi Percy, sembra che ci sia una specie di campo di forza che la protegge da i mostri che tentano di attaccarla, ultimamente questo “scudo” si sta indebolendo, è per questo che siamo riusciti ha trovarla, il vero problema è che lei abita in Italia, e portarla fino a cui sana e salva sarà un impresa molto difficile. Avevamo in mente che Leo potesse prendere lei e il suo custode e portarli qui con l’Argo 2°,ma sappiamo che se la nave viene attaccata ci saranno solo Leo e il custode ad aiutarla, e questo potrebbe essere rischioso. > Chirone era stato molto chiaro, capii cosa voleva intendere.

< E volete che vada pure io per essere certi della sua sicurezza?>

< Esatto >

< Fico, sono un bodyguard! >.

Pov. Ester

18 Maggio/13:38/Scandicci(FI)Italia

Quella mattina era passata in fretta, le materie che avevo non erano troppo pesanti, anche perché quella di francese l’ho passata dal preside che si è divertito a farmi stare in punizione dopo la scuola. Infatti dopo che la campanella dell’ultima ora suonò i miei compagni di classe si alzarono per andarsene a casa ed io invece mi incamminai verso un'altra classe mentre mandavo un messaggio a Ron dicendoli di non aspettami all’entrata.

La classe dove si teneva la punizione delle persone che quel giorno, come me, non avevano voglia di affrontare dei professori insopportabili, era quella più isolata e più buia di tutta la scuola, durante quell’ora Marta la bidella ci intrattiene facendoci vedere un film sulla lavagna elettronica, penserete che come punizione sia una cavolata, ma provateci voi a vedere un film con la pancia che ti brontola dalla fame.

Quando il film fù a metà la porta si aprì facendo entrare la più cattiva delle bidelle. Era bassa, i suoi capelli erano sempre un completo disordine e puzzava da far schifo, anche se non lavorava da molto in quella scuola tutti si erano già fatti un idea su quella donna, soprattutto io. Mi ha sempre odiato fin da quando mi ha visto la prima volta. Non ne sono certa ma credo che tutte le volte che li sono passata davanti lei mi fissava finche non scomparivo dalla sua vista, anche i miei compagni di classe lo confermavano. Perché mi fissava? Si, sono bella, vuoi una foto?

Appena entrò, Marta bloccò il film per farla parlare.

< Scusate per l’interruzione ma il preside vuole vedere la signorina Loi > disse guardando Marta per poi finire a guardare me. Mi fece un cenno verso la porta, presi il mio zaino e mi avvicinai a lei trattenendo il fiato per non sentire il tanfo che emanava.

Scendemmo le scale e prendemmo il corridoio in qui c’era l’ufficio del preside. Guardavo le mie Converse nere mentre pensavo al perché il preside mi aveva convocato. Avevo fatto qualcosa di grave? Oppure vuole parlare di stamani. E se volesse espellermi per i casini che ho fatto durante l’anno? Gli ho già spiegato che non sapevo niente sull’esplosione nell’aula di scienze, non penserà di nuovo che sia stata io?

Mentre cercavo di trovare una risposta alle mie domande non mi accorsi di cosa stava succedendo finche non alzai la testa.

Avevamo superato ormai da molto l’ufficio del preside e stavamo procedendo verso l‘entrata della palestra con passo molto più veloce di quello con cui eravamo uscite dall’aula. Ormai eravamo arrivate all’entrata, lei si era fermata davanti alla porta e stava tirando fuori le chiavi per aprirla.

< Scusa, ma perché andiamo in palestra? Aveva detto che il preside doveva parlarmi, ma l’ufficio non è qui > Li chiesi confusa mentre mi mettevo le mani nelle tasche dei miei jeans.

La porta era stata aperta, dentro di essa era quasi buio, le cose per fare ginnastica erano state poste hai lati della palestra.

< Sta zitta > detto questo mi prese per un polso e mi scaraventò dentro facendomi pure cadere, chiuse la porta alle sue spalle.

Ero stasa per terra, avevo la vista annebbiata, credo che avessi sbattuto contro una delle sbarre, ma come c’ero finita vicino alle sbarre? E perché mi faceva tanto male la schiena? Il mio braccio è veramente rosso? Perché quel cesto di immondizia che molti chiamano bidella si sta trasformando in un enorme punto nero?

*Angolo autrice*

Hey gente! Questo è il secondo capitolo ufficiale della storia "The mystic people"! Spero che vi piaccia.

Non vedo l'ora di leggere cosa ne pensate!

Vi volevo anche dire che da Giovedì 21 vado in vacanza, quindi non sono certa che riuscirò ha postarvi il capitolo 3 prima di partire, per sicurezza ve lo posterò Mercoledì 20!

Alla prossima settimana!

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