Life is difficult...

Attenzione contenuti forti! Elisabeth è una ragazza italiana che per svoltare pagina decide di partite per Sydney dove incontrerà un ragazzo molto speciale... (Accenni 1D ma ff sui 5sos con possibile aggiunta di personaggi famosi)

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21. il gruppo di sostegno e la terapia

Mi svegliai verso mezzogiorno credo, fatto sta che c'era un odore di lasagne che aleggiava in casa...

Controllai il cellulare. Mi era arrivato un messaggio da Luke.

Preoccupata sbloccai il cellulare e lessi il messaggio "mi hanno dimesso, però devo andare ad un gruppo di supporto per giovani problematici..."

Certo che ne aveva proprio bisogno, pensa se andava male.... Mi vennero i brividi solo a pensarci.

Digitai un "se ti senti meglio posso venire con te" in stile Colpa delle Stelle ...quando Augustus va con isaac agli incontri.

Mi rispose con un "grazie mi aiuterebbe molto" sorrisi automaticamente a quel messaggio.

Alaska stava giocando con i miei calzini "ehi ma cosa fai? Aschubidubidu!" Andai da lei accarezzandola "allora è vero che la gente si rimbecillisce parlando con un cane o un bambino" mi disse Calum entrando come un vulcano dalla porta "guarda che ti dovrai abituare" presi in braccio la mia piccola "ah a proposito come è andata la visita?" Quella mattina lui e An dovevano andare a fare un ecografia per vedere se fosse tutto apposto "sisi ... Va tutto bene dicono che sembra un maschietto ma non si capisce ancora bene" mi alzai felice "allora sarà Dylan!" Lui annui felice "già... Piuttosto sono venuto qua perché Luke ti vuole a casa sua, e dato che i suoi non lo lasciano uscire...." Io annui mugugnando un qualcosa "vado a prepararmi" e andai in bagno.

Quel giorno scelsi dei Jeans chiari, un maglione bianco e gli scarponcini timberland, un outfit classico, senza trucco e i cappelli sciolti.

Scesi e con Calum andai a casa di Luke.

"Senti Ely io torno da Anastasia" io annui e quando lui scomparì dietro l'angolo della strada suonai il campanello, un Luke sorridente si presentò davanti a me.

"Hei oggi di buon umore?" Lui annui, mi sembrava quasi un cagnolino felice di vedere il padrone.

"Quando si va?" Chiesi notando il guinzaglio che aveva in mano "ehm subito dopo aver fatto fare una passeggiata con Stich" gli sorrisi.

Andammo in giro per la città con io cuccioletto fino quando arrivammo dinanzi un edificio tutto colorato, tipo asilo nido.. Ma vabbe.

Vicino al cancello una scritta padroneggiava "CENTRO RIABILITAZIONE e INTEGRAZIONE GIOVANI PROBLEMATICI" quante volte avevo letto quel cartello, certo non era in inglese ma il significato era quello.

Oggi però era diversi quella che aveva bisogno d'aiuto non ero io, almeno per oggi.

Entrammo senza fiatare fino al corridoio del edificio quando Luke mi prese la mano stringendo forte, era nervoso, il volto tranquillo e solare si era volatilizzato e al suo posto era comparsa una faccia preoccupata, con una smorfia al posto del sorriso.

"Hei tranquillo, non ti mangiano" lui fece un sorriso sforzato.

Scendemmo le scale, fino ad arrivare al seminterrato dove si trovava la sala, aveva la porta chiusa.

Era una porta un po' particolare secondo me, quelle antipatico ma di un colore bianco e di metallo, quasi a dire ciò che fai rimarrà sempre qua dentro, lo lascerai qui.

Appoggiai la mano sulla maniglia, e guardai Luke che annui.

Con il suo consenso aprii la porta, al suo interno un cerchio di sedie su un tappeto era solo ciò che si vedeva.

Entrammo e nessuno oltre ad un ragazzo di 30 anni con un banjo in mano era li...

"Ehm scusi, siamo qui per il corso di riabilitazione" il ragazzo alzò gli occhi dal tappeto accorgendosi finalmente di noi.

"Oh si benvenuti!" Si alzò scattante portandoci un gruppo di sedie.

"Si ma...gli altri...?" Il volto del uomo si incupì "bhe non ci sono....male per loro..." Alzò le spalle sedendosi al centro delle sedie.

"Iniziamo..." Con questa frase iniziò tutta la mattina di noia totale che non sto qui a raccontarvi, quasi me ne stavo per andare ma dovevo farlo per Luke.

Nel corso del discorso qualche ragazzo arrivò, in tutto 3: una ragazza anoressica di 16 anni, si chiama Monica, dai capelli rosso vivo e gli occhi verdi.

Jason, un ragazzo senza... Vista, l'aveva persa qualche mese prima dopo un grave incidente e il suo amico Guido, un tipo spagnolo che lo aiutava, con qualche problema mentale, quei due si completavano a vicenda, uno la mente, l'altro il corpo.

Finalmente, verso le 3:30 uscimmo.

"Senti Elisabeth..." Esordì Luke sulla strada del ritorno "dimmi" "io ho intenzione di smettere, adesso" lo guardai dritto negli occhi.

"Lo sai che sarà difficile e andrai contro a crisi di astinenza" lui annui abbassando allo sguardo.

"Ma io voglio, vorrei tanto mostrare ad una mia amica che tutto è possibile a partire dalle cose più difficili" sorrisi, lo voleva dimostrare per me!

Arrivammo davanti a casa sua, che strano non mi accompagnava a casa...

"Allora iniziamo subito se tutto è possibile" lui annui felice.

"Rimani qui dai" mi prese la mano facendo al faccia da cucciolo, era così carino!

"Io nn so..." "Daiii" sospirai "ok..." Lui fece una sorriso smagliante, e corse all'interno.

Giuro fu un giorno fantastico tra risate popcorn e film fino verso le 6... Chiamai Ashton.

"Ashton..." Chiamavo il ragazzo accanto al letto di Lucas, che stava avendo una fortissima crisi d astinenza."Vai a casa" mi disse il ragazzo apatico "no io voglio rimanere" lui sospirò "senti Elisabeth tornerai quando starà meglio."

Io scossi la testa, volevo rimanere li.

"Elisabeth ho detto a casa!" Ripeté urlando il ragazzo "no!" Mi accasciai vicino a Luke.

Era tutto sudato, faceva fatica a respirare ed era la 6 volta che vomitava.

Un tonfo fece aprire la porta, erano Michael e Calum.

"Portatela via" disse Ash ai due che mi presero a forza trascinandomi via.

Le lacrime erano incontrollabili e scendevano calde, non avevo mantenuto la promessa, sarei dovuta restare.

Mi portarono sul divano di casa, dove restai per almeno mezzoretta, o almeno fino quando Luke si sentì meglio.

Salii lentamente le scale piangendo ancora, con le poche lacrime che mi erano rimaste.

Il primo che incontrai fu Ashton "senti...mi dispiace io ero troppo preoccupato e non c'è l'ho fatta a vederti così triste..." Io lo abbracciai "non fa niente Ash, capita a volte di sbagliare" lui mi diede un bacio sulla guancia.

Poi andai da Luke che disteso sul letto riposava "Luke...mi dispiace, non sono riuscita a rimanere" lui mi guardò compassionevolmente "fa niente, non è colpa tua, e poi assisterai a molte cose tipo queste..."

Eh già sarebbe succede anche se dentro me non riuscivo ad accettarlo per bene.

E come disse lui di così per i successivi due mesi o poco meno anche se i sintomi si affievolivano con il tempo, tutti eravamo stanchi emotivamente e fisicamente, poiché passavamo diverse giornate con Luke.

I miei voti a scuola peggiorarono, ma in compenso imparai a non scoppiare a piangere o farsi prendere dal panico ogni volta, così invece di chiamare gli altri mi potevo occupare io di lui.

Tutto si sistemo al inizio del 3 mese di assenza di eroina...

ANGOLO AUTRICE

Eccomi tornata con un nuovo capitolo!

Luke si è sistemato e ora può finalmente dedicarsi alla conquista di Elisabeth...oppure avrà alcune questioni in sospeso? E la nostra Elisabeth, accecata dalla sua bellezza si è dimenticata del suo passato e presente...?

Spolliciate e lasciate il vostro commento!

Al prossimo capito Eli

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