Dream holidays

Questa è una storia di una ragazzina italiana che decide di fare una vacanza studio in Inghilterra tra ragazzi ,amori e studio se la caverà la nostra Anna?!? (Lei è una mia amica "Cloe"in the key of love)

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11. poggie

Capitolo 11 “Poggie”

La mattina dopo a scuola sono davvero depressa, non riesco a pensare a altro oltre a Perrie che piange, mentre la portano via in barella, e Zayn che la segue, sull’orlo dallo svenire.

Apro il mio armadietto e prendo i miei libri per la lezione dopo, di lingua.

“Ciao” mi saluta Liam venendo verso di me “Come va oggi? Meglio?”

“Abbastanza” rispondo

“Non hai proprio una bella cera”

“Sto pensando ancora a Pev” sussurro “Dov’è Zayn?” gli chiedo

“All’ospedale, vuole rimanere con lei finchè non sa cosa cazzo è successo…” sorride “Dopotutto, nonostante i litigi, la ama come non ama nessun altra al mondo”

Sospiro, vorrei non essere stata lì, per non aver visto la scena, o almeno essere riuscita a aiutarla di più, invece di fare scena muta dal panico. “Vorrei solo averla aiutata in tempo”

“Adesso non puoi dire che è stata colpa tua” mi consola, non rispondo.

“Ti può tirare su il morale un caffè al bar?” cerca di consolarmi “Te lo offro io”

“Come posso rifiutare” sorrido, sta cercando di tirarmi su il morale, non posso tenermi il broncio tutto il giorno, non è stata colpa mia. Posso solo sperare che non sia successo niente, senza rovinarmi la giornata per questo.

Andiamo al bar e mi prende “un caffè macchiato, con tanta schiuma” il mio preferito.

Ci sediamo a un tavolino nell’angolo, vicini. Lui mi mette un braccio intorno alle spalle e rimaniamo lì così, io che bevo un caffè e lui che mi abbraccia, per almeno dieci minuti.

“Hei” ci saluta Sophia, mentre si avvicina al tavolo, guardando confusa il braccio di Liam. Pensa a qualcosa, ma scuote la testa, probabilmente la stessa cosa che aveva pensato Perrie ieri.

“Avete saputo di Pev?” ci chiede

“Sì, eravamo lì con lei” le risponde Liam

“Ok” sospira “Sono preoccupata per May”

“Non dirlo a me, mi sto consolando con un caffè” rido, o almeno fingo di ridere, ma mi esce un sorrisetto sarcastico.

Suona la campanella e andiamo in classe, finita le due lunghissime ore di lezione, andiamo in mensa.

Ci sediamo tutti al nostro solito tavolo, il terzo della quarta fila dal basso. Nessuno si siede al posto di Zayn e Perrie, che rimane vuoto, ricordando a tutti quello che è successo ancora di più.

Arriva Hazza, stranamente felice e si siede al suo solito posto, accanto a me, e mi stringe a sé mettendomi un braccio intorno alla vita, “Ciao” mi saluta con una bacio affettuoso sulla guancia.

Che coraggio ha di fare una cosa del genere, pensa che abbia dimenticato tutto? Di come mi ha fatto rimanere di merda, di come ho pianto, di come ha rovinato tutto? Si sbaglia di grosso!

Mi allontano un po’ fuori dalla portata del suo braccio, e lui capisce il messaggio.

“Sai di Pev?” gli chiede Sophy, sorpresa della sua felicità.

“Sì” sorride lui, lasciandoci tutti sorpresi della sua reazione “ma ora devo fare una cosa più importante del pensare a loro”

Ora siamo letteralmente a bocca aperta.

Mi guarda, s’inginocchia e tira fuori un orsacchiotto di peluche da dietro la schiena “Ti va di venire al ballo con me?” mi chiede, con un sorriso a trentadue denti.

“Cosa?” è la mia prima reazione “Cioè, abbiamo appena litigato!” mi correggo

“Mi farò perdonare, ma ti va di venire?” mi implora

Mi ha fatto rimanere malissimo, ma nonostante tutto non voglio che finisca. Se riuscirà davvero a farmi dimenticare quella serata si merita che vado al ballo con lui “va bene” dico infine, prendendo l’orsacchiotto.

Salta in piedi, e mi bacia dalla felicità, davanti a tutti!

“Come vuoi chiamare l’orsacchiotto?” mi chiede appena si stacca dalle mie labbra, sedendosi di nuovo accanto a me

“Non saprei, un nome che ti piace?” gli chiedo

“Ha una faccia da…” dice fissando attentamente il muso dell’orso “Poggie!”

“Poggie?” rido “Mi piace, perfetto”

Mi prende di nuovo per la vita, ma questa volta gli lascio fare.

Poco dopo arrivano Emily e Gemma, hanno una faccia scazzata, credo abbiano visto la scena, come tutte le ragazze che mi guardano male da quando gli ho detto di sì.

“Allora, come va?” chiede Emily, facendo la finta carina, senza nascondere nella voce quel pizzico di incazzatura.

“Tutto bene” risponde Hazza, stringendomi ancora di più a sé, come se la sfidasse.

“bene” risponde lei fulminandolo con lo sguardo “Sai, dopo quella sera pensavo ci fosse qualcosa fra di noi, ma evidentemente mi sbagliavo”

“Non ci sarà mai NIENTE fra di noi Emily, capiscilo” la corregge lui, affrontando il suo sguardo pieno di rabbia

Lei lo guarda ancora più male, poi fa una faccia compiaciuta e dice “Ma almeno lei sa cosa è successo dopo che se n’è andata?”

Lo guardo confusa, cosa è successo? Lui non mi guarda, ma guarda solo arrabbiato lei, non vuole che parli, ma io sì, voglio sapere.

Sta per dire qualcosa, ma Emily lo anticipa “Di quando mi hai baciato”

Lui fa per spiegarmi, ma io lo guardo così male da zittirlo. Non ci posso credere.

“Mi ha baciato lei, mi sono staccato subito” mi dice, prendendomi le mani “Non è stato neanche un vero bacio”

Non so se cedergli, mi sta davvero usando, come Emily?

Mi alzo e me ne vado, senza dire niente. Sto per allontanarmi dal tavolo, per stare un po’ da sola, quando sento Emily che mi chiama, mi volto. Non capisco più niente, so solo che in meno di due secondi sono piena di caffè da capo a piedi, e così me ne vado, tra le risate delle ragazze della mensa, quelle che mi guardavano male ora se la spassano alle mie spalle, senza riuscire a guardare più in faccia nessuno dalla vergogna. Corro verso il primo posto in cui penso che non ci sia nessuno, oltre a me e ai miei pensieri.

Esco dalla scuola e corro verso il parco, entro e mi siedo sulla panchina del laghetto. Mi metto a piangere, nella mia testa regna il caos, c’è una confusione totale. Non so più che fare. Non so se credere a Hazza, non so se credere a Emily, non so nemmeno se ripresentarmi a scuola dopo la figuraccia di oggi, e perché perderò la lezione di Brown, che andrà su tutte le furie. So solo che voglio piangere.

Dopo cinque minuti buoni di pianto disperato, sento qualcuno che si siede accanto a me. So già chi è, l’unico che potrebbe sapere dove sarei andata e che mi avrebbe cercato. Lui.

Non alzo la testa dalle mie ginocchia, probabilmente ho tutto il trucco colato e gli occhi arrossati, non voglio che mi veda così.

Lui mi mette un braccio sulle spalle e mi chiede “Tutto bene?”

“Sì, grazie Liam, ma voglio stare sola” dico tra i singhiozzi

“Fa come se fossi sola” mi sussurra nell’orecchio “Come se io non fossi qui”

-Se non fossi qui, andrebbe anche peggio- penso, così lo abbraccio, lui mi stringe contro il suo petto.

Nei dieci minuti successivi rimango lì, stretta a lui, senza che nulla ci distragga, e smetto addirittura di piangere.

Finalmente alzo lo sguardo e lo guardo in faccia, lui mi sorride. “Va meglio?”

“Decisamente” rispondo, asciugando l’ultima lacrima “Non dovresti essere a lezione ora? Brown ti ucciderà”

“Faccio la stessa domanda a te, hai gli esami” sorride “E’ molto più importante consolare una amica” continua abbracciandomi.

Rifiuto l’abbraccio ammiccando alla mia maglia inzuppata di caffè espresso, lui si toglie la maglia e me la passa.

La prendo ma prima di metterla gli chiedo “E tu cosa ti metti?”

“Ho dietro il ricambio per fisica” mi dice ammiccando allo zaino che ha sulle spalle, gli sorrido e vado dietro a un albero lì vicino a cambiarmi.

Appena torno lo abbraccio. Naturalmente, prima che si rimetta la maglietta.

Rimaniamo per un ora a guardare il laghetto e a buttare il pane ai cigni. E’ troppo tardi per tornare a lezione, ma non m’interessa cosa dirà Brown, vorrei rimanere lì così per sempre. Senza nulla che ci disturba, con i problemi alle spalle e solo il pensiero di lui accanto.

Io e Liam stiamo legando tantissimo in questo periodo, quando ne ho bisogno lui c’è.

Liam’s pov

Verso le tre torniamo a scuola, camminiamo mano nella mano, lei appoggia la testa sulla mia spalla.

In corridoio almeno cinque ragazze la indicano e parlano alle spalle, ma lei si è fregata di tutto e non le ha nemmeno guardate.

E’ anche per questo che mi piace, ha la forza di volontà che molti non hanno, dopo le cadute si rialza e cammina.

Arriviamo in classe, dove Brown ci accoglie con un “Finalmente, Payne e Rossi hanno deciso che forse è il caso di venire a lezione”

“Mi scusi signor Brown, ho avuto un piccolo problema, posso comunque fare il test” si scusa lei, deve fare il test finale per cui ci siamo preparati la settimana scorsa.

Si siede in fondo all’aula, tra le risatine della classe, e l’ora dopo la passa a rispondere alle domande.

“Grazie ragazzi, la prossima lezione vi darò il voto dell’esame finale e vi dirò se lo avete superato” ci saluta il profe, controlla il suo test e le sorride.

Usciamo tutti dall’aula “Ti accompagno a casa?” le chiedo, lei annuisce con la testa, sembra preoccupata.

“Come credi sia andato il test?” le chiedo

“Bene, ero indecisa solo su alcune domande, devo almeno prendere un otto o rischio di dover tornare a casa” mi risponde, mordicchiandosi il labbro inferiore, è davvero preoccupata.

“Vedrai che ce l’hai fatta” la consolo, e la accompagno a casa.

Appena arriviamo a casa sua, troviamo Sophia sul divano, che abbraccia subito Anna “Mi dispiace per oggi, Emily è fatta così, se te la metti contro è come essere inseguita costantemente da un branco di lupi con la rabbia!”

Anna si mette a ridere “Non fa niente, l’ho superata”

Anna’s pov

Per prima cosa controllo il telefono, nessuno notizia di Pev, ma tre chiamate di Hazza. Non voglio richiamarlo, non so se credergli, ci devo ancora pensare.

Ci sediamo a parlare sul divano, finchè qualcuno suona al campanello. “Vado io” dico, e apro la porta.

Mi ritrovo in meno di una secondo una bionda attaccata al collo, riconosco questo abbraccio! “Elisa!” esclamo, e la guardo. Lei si stacca dalla presa e urla in italiano “Anna mi mancavi!”.

Elisa è dalla terza elementare la mia migliore amica, con lei vado quasi sempre d’accordo. Come tutte le bff litighiamo, ma è normale, anche se non succede mai nessuna litigata seria. Credo che lei sia la persona di cui mi fido di più, non ha mai tradito la mia fiducia, e posso parlare di tutto con lei. Sono felicissima che è venuta a trovarmi!!J

Liam e Sophia, sentendo parlare in italiano, sono venuti a vedere.

“Ciao” la salutano (in italiano)

“Ciao, io sono Elisa una amica italiana di Anna” (in inglese)

“La mia migliore amica!” la correggo, sempre in inglese.

“Piacere” le dice Liam

“Lui è Liam il mio…” inizio “FIDANZATO!?!” chiede lei, arrossisco violentemente e anche lui “Nono, migliore amico”

Lei annuisce imbarazzata, “Il mio ragazzo te lo presentò quando facciamo pace” le dico

“Uuuh gossip!” risponde lei eccitata “Voglio sapere tutto Anna!” mi rimprovera, indicandomi con l’indice e guardandomi male, come fa sempre.

“Dopo, dopo” le dico “Lei invece è Sophia, la ragazza che mi ospita”

“Spero che non mi abbia rubato il posto” mi guarda male

“No, tu sei sempre la migliore” le sorrido e la abbraccio, che bello risentire il suo profumo di vaniglia.

La invito dentro e ci sediamo sul divano a parlare, lei mi racconta di quello che è successo in Italia, e io di quello che mi è successo qui.

“Rimango per un mese in una cassetta di Londra, che bello!” esclama “Sono venuta perché mi mancavi” io la abbraccio, ho proprio bisogno di lei in questo momento.

Le racconto di Hazza, e di tutto quello che è successo, evitando la parte imbarazzante del caffè.

“Secondo me dovresti parlare con lui e chiedere anche a chi c’era alla festa quella sera, poi se ti ha raccontato la verità ti puoi fidare”

“Okay” le dico, è quello che farò

Angolo autrice

Entra inscena Elisa!!!!chissà da chi ha preso spunto la mia Annina...

Poggie ?ma che cavolo di nome è Hazza?!?😂

Al prossimo capitolo

Eli❤️

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