Dream holidays

Questa è una storia di una ragazzina italiana che decide di fare una vacanza studio in Inghilterra tra ragazzi ,amori e studio se la caverà la nostra Anna?!? (Lei è una mia amica "Cloe"in the key of love)

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1. chiamami pure hellen

Ciao, sono Anna. Ho sedici anni. Sono alta e abbastanza magra, ho i capelli castani e gli occhi verdi-marroni. Sono italiana, vivo a Bergamo in Lombardia.

Spero di avervi dato un idea abbastanza vaga su di me, giusto per non iniziare con il piede sinistro, anche se mi conoscerai meglio nelle prossime pagine, sia i miei lati positivi… ma soprattutto quelli negativi per cui sono famosa, come il combinare disastri.

Ho deciso di tenere un diario (tu) su cui scrivere la mia futura vacanza in Inghilterra e raccontare tutto quello che mi succederà, le tradizioni, i modi di fare di lì, in modo da ricordarli per sempre, ad esempio quando sarò anziana e vorrò ricordare i bei tempi della mia gioventù. Ma iniziamo con un passo alla volta, per prima cosa io frequento la scuola Falcone, un liceo linguistico della mia città. Chi frequenta il terzo anno, come me, ha l’occasione di passare tre mesi in un paese straniero di cui si sta studiando la lingua, una sottospecie di erasmus.

Ed è qui che inizia tutto: sto per partire per Londra, in Gran Bretagna.

Andrò ad abitare dalla famiglia Smith, nella periferia di Londra, vicino ad Hide Park.

I signori Smith hanno cinque figli, la più grande è Elizabeth, una ragazza matura e allo stesso tempo divertente; la seconda è Sophia, una ragazza davvero molto bella e tenera, con un gran senso dell’umorismo; il terzo e il quarto figlio sono Joe e Mike, i gemelli birbanti della situazione, che ne combinano di tutti i colori; mentre l’ultimo è Hurt, il piccoletto di tre anni, ma che sembra superare in intelligenza e furbizia tutti i quattro fratelli. Insomma sono una famiglia numerosa, e sono davvero curiosissima di conoscerli di persona.

Sophia Smith

La ragazza che dopo verrà a casa mia in Italia è Sophia, la sedicenne di famiglia, spero di trovarmi bene con lei perché abbiamo la stessa età e saremo quasi come sorelle per tre mesi.

Capitolo 1 “chiamami pure Hellen”

“Sei proprio sicura di avere tutto?” mi chiede mia madre, esagera sempre con le raccomandazioni quando devo andarmene in giro senza di lei. Già da quando ero piccola, ad esempio alle medie quando uscivo tra amici voleva sapere i nomi di tutti, quanti maschi c’erano, se fumavano, dove andavo, per quante restavo via e infine se avevo dietro i fazzoletti.

“Certo mamma, è la terza volta che me lo chiedi oggi. Non ti fidi neanche un po’ di me?” le rispondo isterica, già sono abbastanza agitata di mio e lei non aiuta così.

“Scusa tesoro, ma siamo preoccupati che tu non sia pronta per andartene tutta sola.” Mi risponde riferendosi a lei e a mio padre

“La mia bambina sta crescendo!” aggiunge con un sospiro sconsolato.

“Sono pronta, che più pronta non si può” le dico, e se lo dico lo dico sul serio, sono prontissima a staccarmi finalmente per tre mesi dai miei genitori, e andare da qualche parte dove costruirmi una nuova vita tutta nuova.

Faccio per prendere la valigia e salire sull’aereo, devo fare il check-in in fretta o l’aereo partirà senza di me, cosa che evidentemente i miei genitori vogliono che accada.

Li saluto con un bacio e mi avvio dentro, sento qualcosa tipo “Fai la brava” o “Ci sentiamo tutte le sere” oppure “L’alcool fa male” e ancora “Mettiti la crema la mattina” che evito di ascoltare: se sono davvero abbastanza grande per partire da sola vuol dire che posso stare da sola e che non ho bisogno dei loro avvertimenti.

Finito il check-in mi siedo al mio posto e aspetto con ansia la partenza, sono davvero agitata, di vedere come è l’Inghilterra, come è la famiglia, cosa mi accadrà, come è vivere là o se sarò all’altezza di vivere “quasi” da sola.

Passo tutto il tempo a fantasticare su a cosa sto andando incontro finche la voce del comandante dell’aereo nell’autoparlante mi distrae: “Si chiede a tutti i gentili ospiti di allacciare le cinture per la partenza. Grazie”

Si parte.

Il taxi arriva nella periferia di Londra, in una cittadella chiamata Wolverhampton.

Appena arriviamo in via Dobben numero 18, fermo l’autista per scendere. Sono davvero agitatissima.

Appena scesa trovo due ragazze e cinque ragazzi a parlare davanti alla villetta a schiera, un biondino, un riccio, uno con una cresta castana, uno con l’aria asiatica e uno con un’acconciatura alla beatles. Le ragazze credo siano Elizabeth e Sophia mentre i ragazzi non credo siano di famiglia, hanno più di due fidanzati a testa?!? Io nemmeno uno…

“Heila, sei Anna giusto?” mi saluta, appena scesa, Sophia

“Si, e tu sei per caso Sophia?” le chiedo, cercando di avere un inglese più corretto che posso

“Sono davvero contentissima che tu sia qui, ora saluto i miei amici e entro a mostrarti la casa e presentarti tutta la famiglia!” esclama eccitata, poi saluta i ragazzi con un bacio sulla guancia a testa, e ci avviamo dentro, io lei e Elizabeth. Ammetto che faccio un po’ di fatica a seguire il loro inglese così veloce, ma spero che presto mi ci abituerò.

Entriamo nel salotto, lì ci sono i signori Smith che cullano il bebe nella sua culla per farlo dormire, mentre i due gemelli giocano molto animatamente alla ps4. Dalle loro facce sorprese sembra che mi stavano aspettando.

“Ciao” mi salutano tutti insieme. Sembrano una famiglia molto unita e solare, fantastici proprio come immaginavo.

“Eravamo davvero impazienti di aspettare che arrivassi!” esclama la signora Smith

“Anche io ero molto impaziente signora, sono davvero entusiasta di essere qui!” le rispondo con cortesia.

“Solo una semplice regola” mi dice seria, spegnendo quel bel sorriso iniziale, e provocandomi molta ansia, “Non devi mai e poi mai” mi fissa negli occhi, nelle pupille degli occhi.

“Darmi del lei o chiamarmi signora!”

Scoppiamo entrambe in una sonora risata.... mi aveva davvero spaventata!

“Ok, come la devo chiamare allora?”

“Hellen” mi risponde cortese, poi si rivolge alle ragazze “Andate a mostrarle la casa e la vostra camera, così si sistema”

Sophia mi fa cenno di seguirla, e seguiamo Elizabeth su per le scale. Siamo quasi al primo pianerottolo che veniamo interrotte dalla voce della signora Smith, o meglio, dalla signora Hellen.

“Ragazze, alle sette tutte a tavola che si cena” le avverte, poi si riferisce a me “Mi dispiace, Anna, ma il cibo qui non somiglia per niente a quello italiano: quindi cerca di farci l’abitudine! Magari qualche volta cucinerai tu!”

“Con piacere” le risposi sorridendo, è davvero una signora con gran senso dell’umorismo.

La casa è di tre piani, con una taverna e un giardino che la circonda.

Al piano terra c’è il salotto e la cucina, al primo piano c’è la sala giochi e la sala sport, al secondo ci sono le quattro camere: una dei genitori e del bebè, una di Sophia e io, e una di Elizabeth, il terzo con la piscina interna e la mini discoteca. Una casa davvero spaziosa e bella! Questi signori non sembrano badare a spese.

Entro nella mia nuova camera mentre Sophia e Elizabeth scendono ad aiutare ad apparecchiare la tavola. Inizio a sistemare le mie cose, faccio il letto, metto i vestiti nell’armadio e metto le mie foto dell’Italia, della mia famiglia, dei miei amici sul comodino. In loro ricordo.

Mi siedo sul letto, guardo l’ora: sono le 18.30, ho ancora mezz’ora prima di scendere. Non so cosa fare, e mi metto a guardare fuori dalla finestra.

Vedo Sophia che esce di casa, dove la aspetta un ragazzo di quelli che ho incontrato appena arrivata. Sembra che sono fidanzati da come si abbracciano, lui è davvero molto carino, Sophia ha proprio buon gusto.

Spero che mi presenterà qualche ragazzo, voglio farmi delle amicizie nuove qui e conoscere anche altri ragazzi. Magari anche carini, e lei sembra una che se ne intendeJ.

Sono ormai le sette e scendo in salotto con tutta la famiglia a mangiare. C’è anche il fidanzato di Sophia a mangiare con noi stasera.

Mi siedo a tavola, nell’unico posto vuoto, vicino al ragazzo e Hellen porta in tavola del pollo arrosto, almeno sembra. E’ come della plastica allungabile a forma di pollo…

Per educazione prendo una coscia e me la metto nel piatto, gli altri mi seguono a ruota.

“Tu sei Anna?” mi chiede il ragazzo “Sophia mi ha parlato molto sul fatto che ti saresti trasferita qui tre mesi”

“Sì, esatto” gli rispondo con la bocca piena di pollo-plastica, non credo si capisca molto, deglutisco e continuo “E tu invece sei?”

“Mi chiamo Liam, Liam payne”

“Piacere Liam” gli rispondo stringendogli la mano, lui mi sorride, con un sorriso dei più splendenti che abbia mai visto. So che è strano che due ragazzi si stringano la mano quando si conoscono, ma cerco di sembrare il più educata che posso non conoscendo le tradizioni del posto e di portare alta la bandiera italiana. Sophia è davvero fortunata, spero che i ragazzi inglesi siano tutti come lui!

A fine cena loro due escono, come è solito il sabato sera.

Arrivano i loro amici a prenderli, sono gli altri quattro ragazzi di oggi e tre ragazze.

“Ma tu sei Anna?” mi chiede la ragazza rossa eccitata, sembra che non ha mai visto una stranera in vita sua!

“Sì, piacere” le rispondo

“Wow,. Che bello vederti finalmente dal vivo!” esclama e mi abbraccia, mi sembra una ragazza simpatica e soprattutto molto estroversa “Ah, non mi sono ancora presentata! Io sono Jade” mi dice staccandosi da quell’abbraccio appiccicoso.

“Ok, ora noi andiamo, alla prossima Anna” la interrompe una delle due bionde in fretta, con una punta di sarcasmo, mi ricorda una bambola con tutto quel trucco. E’ costantemente attaccata al riccio, e sembra che stiano insieme.

“Non ti presenti?” le chiede Jade.

“E va bene…” sbuffa la bionda “Io sono Gemma, piacere” e senza neanche darmi un tempo di risposta ribatte “Ora andiamo???”

“Okok” le risponde Sophia “Ciao Anna, ci vediamo domani!” mi dice salutandomi, e se ne vanno.

Io salgo in camera, e mi sdraio sul letto. A dir la verità speravo che Sophia sarebbe rimasta a farmi compagnia la prima sera, per iniziare a conoscerci un po’…

Accendo la tv e la guardo un per un po’, poi inizio ad annoiarmi e frugo tra le cose di Sophia per vedere le sue foto. Sono tutte con Liam, lei e lui, lei e lui, lei e lui…

A dir la verità sono un po’ gelosa, perchè lui mi piace, mi sembra davvero carino: ma prima dei ragazzi vengono le amiche, o ancor meglio le (quasi) sorelle.

Non ci penso e vado a dormire, domani conoscerò nuova gente e, magari, anche qualche ragazzo

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