Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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2. Words about us

I baci che io ed Harry ci scambiamo non significano nulla. Sono amichevoli e nulla di più. Mi fanno sentire a mio agio e ce ne scambiamo molti, e spesso, per mia fortuna, senza di loro sarei persa, perché mi calmano e mi rassicurano.

Ribadisco, non significano assolutamente niente. E ne sono certa.

Quando Harry si stacca e si butta sul divano affianco a me, prende il telefono e mette musica ad alto volume.

Il libro l'avevo scritto io l'anno scorso ed è un insieme di poesie, frasi da tumbrl, disegni e racconti. Una specie di diario in cui raccontavo le mie emozioni e i miei pensieri. Ad Harry piaceva moltissimo e ci aggiungeva sempre disegni e parole, ogni tanto.

Il risultato era un grosso libro che era pieno, in poche parole, di Rose ed Harry.

L'avevano chiamato 'Words about us', parole su di noi.

"Sai dove l'ho trovato?" Dico ad Harry sorridente "Era alla casa abbandonata, mi deve essere caduto dallo zaino"

"Mi è mancato tantissimo. Quando non lo trovammo più persi anche una parte di me"

"Già, mi meraviglio di come sei filosofico"

"Anche io in effetti"

Scoppiamo a ridere come dei bambini e poi iniziamo a sfogliare il libro.

"Non l'ho nemmeno aperto una volta, pensavo che sarebbe stato carino guardarlo insieme"

"Che onore principessa"

"Non mi chiamare principessa" odio quando lo fa. Mi fa sentire importante, cosa che non sono, ma lui continua a fregarsene altamente.

"D'accordo principessa"

Inizio a soffiargli come un gatto e miagolo indispettita e dopo che mi da qualche buffetto sui capelli mi abbandono sul divano e accarezzo i suoi capelli mentre lui gira le pagine solennemente.

Non mi accorgo di quanto sono stanca.

Lo sapevo che mamma non mi ha fatto dormire abbastanza.

Lo dicevo, io.

Chiudo gli occhi piano piano.

Buio.

"Cazzo quanto ho dormito?" Esclamo svegliandomi di scatto

"Un bel po' principessa, sono le due"

"SONO LE DUE?"

"Ne sono abbastanza sicuro, si"

"Oddio Harry io avevo gli zii a pranzo oggi, mia madre mi aveva fatto una testa così di raccomandazioni e poi... E poi non può vedermi in... Queste condizioni!"

"In effetti sei abbastanza brutta così ammaccata, principessa"

"No Harry, tu NON capisci la gravità della situazione... Merda!"

"Posso portarti in bici, ma casa tua è lontana, e non sembri stare granché bene..."

"Chiama mia madre... Dille che... Dille che... Che sono a casa tua perché mi sono fatta male al labbro, non accennare alla caviglia n'è tantomeno al gomito, e quindi tu mi hai medicata però avevo la febbre e il telefono mi si era scaricato e poi tu non trovavi il numero di mia mamma e io non me lo ricordavo e.. e..." Poi dico con aria di chi ha appena scoperto la soluzione alla fame nel mondo "magari posso essere stata coinvolta in un attentato allo stato! Da degli arabi scorbutici con quattro cammelli!"

"È la scusa peggiore mai sentita Rose"

"Esatto" dico con aria sconsolata "come faccio?"

"Dì che sei caduta e che io ti ho trovata per caso con il labbro rotto e che non me la sentivo di farti andare a piedi e che tu, ti eri addormentata per lo stress e ti eri dimenticata semplicemente dell'appuntamento"

"Così ha tutto più senso... Chiami tu?"

"E chi sennò? Quella che voleva organizzare un colpo di stato, maddai!"

"Ah e per i vestiti?"

"Evidentemente la ferita al labbro è molto grande"

"HARRY!"

"Ti porto dei vestiti di mia sorella"

...

Sono seduta nella Ford di mia madre, fissando le mie ginocchia pallide.

"Di chi sono questi vestiti?"

"Della sorella di Harry"

"Ah, ma i tuoi?"

"Sporchi"

"Va bene" mamma mi fissa, lo sa che mento, ma lascia perdere "Ho rimandato il pranzo a domani"

"D'accordo, e non mi farò distrarre da niente"

"Si spera"

Quando arriviamo a casa seguo mia madre che entra in casa, mi butto sul divano e inizio ad ascoltare musica. La caviglia mi fa male, e così anche la ferita, abilmente coperta da una maglietta a maniche lunghe.

"Rose ma tu non hai mangiato?"

"No, Harry mi ha preparato, due... Uova. Erano molto... Buone"

"Sicura?"

"Si mamma, so che cosa ho mangiato" e lo sapevo benissimo, un pacco di biscotti al cioccolato. "Comunque nel pomeriggio vado a casa sua"

"Mpf"

Lo prendo come un si "... Oh no, did I get to close? Oh, did I almost see what's really on the inside..." .

'Poop'

È un messaggio di Harry e dice:

"Ho una idea principessa, se non sei nei già con tua madre dimmelo che ti passo a prendere fra un po', porto la bici e tu sali dietro. Ti porto alla casa abbandonata, faremo una cosa insieme. Ho portato caramelle."

Subito dopo un'altro:

"Se rifiuti mi offendo, e pure tanto"

Non so cosa abbia in mente Harry, ma mi piace, e infatti mi tolgo una cuffiette e dico "Cambio di programma ma', ora Harry mi viene a prandere, andiamo a casa sua. E non ci muoviamo di li... Promesso" intanto gli scrivo un messaggio:

"Vieni! E fai presto"

"Non andrete alla casa abbandonata vero? Li ci vanno i drogati e non è posto per una tredicenne"

"Quasi quattordicenne, ti ricordo. Comunque siamo a casa sua. Non andare in iper ventilazione ma'"

Qualunque cosa voglia fare Harry, io sono con lui. Ora, e per sempre.

"Rose! Eccomi sono fuori a casa tua!"

"Arrivo Harry" cercando di non zoppicare esco nel viale e monti in sella alla bici di Harry.

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