Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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12. So mentire!

Qualcosa dentro di me sta cambiando, lentamente, anche se per adesso non so cosa.

Aveva ragione Harry quando diceva che mi sarebbe piaci tuo, se avessi provato, la sensazione del compleanno. Uno diverso dal solito, ma cento volte migliore.

Vorrei che quello che è successo ieri, si ripetesse infinite volte, in modo da evitare il resto, il marcire del mondo e concentrarmi sulle cose belle, su quelle che fioriscono.

Penso a Luke, a lui che mi ha baciata, in modo diverso da come mi bacio con Harry. È una sensazione nuova, inspiegabile, bellissima, fantastica.

E anche se la testa dice: non ti affezionare, tanto se ne va! Non ti affezionare, fidati..

Il cuore dice: che diamine Rose... Per una volta avrò ragione io! Lasciati andare, goditi quello che hai, non lasciartelo sfuggire, non ancora una volta...

Mentre penso al ragazzo da cui ho sentito per la prima volta un 'ti amo' me lo ritrovo difronte a me, nel corridoio della scuola.

Ha un sorriso malizioso in volto, mi capelli scompigliati e disordinati, ma sempre perfetti, indossa una maglietta grigia col taschino, un jeans nero, delle Nike blu scuro e una felpa sempre blu con la cerniera bianca.

Perfetto insomma.

"Hey piccola!"

"Ciao Luke" mi mette una mano sulla guancia e me la accarezza piano

"Che materia hai oggi?"

"Storia... Tu?"

"Lingue..."

"Uccidimi ti prego" supplico scherzosa

"Hey, Rose non giungiamo a conclusioni affrettate... Ho un modo migliore per marinare la prima ora... Ci stai?"

"Certamente"

Mi prende la mano appena suona la campanella e tutti i ragazzi si disperdono, iniziamo a correre e ci infiliamo dentro uno sgabuzzino delle scope. Molto piccolo, però non abbastanza.

"Non siamo abbastanza vicini" dice

"Lo penso anche io" mi ha letteralmente letto nella mente

"Però lo siamo abbastanza per constatare che tu sia bellissima, come sempre"

"Oh oh, non dire cavolate"

"Dovrei essere anche geloso"

"E di chi"

"In poche parole di tutti i ragazzi della scuola"

"Ma se non sanno nemmeno come mi chiamo"

"Si ma sei bella uguale..."

"Si però...." La mia frase viene soffocata dal bacio di Luke, il secondo miglior bacio che ho mai ricevuto. Le nostre labbra si incontrato, desiderose le une delle altre.

Poi lui si stacca e mi fissa con aria seria.

"C'è qualche problema" mormoro balbettante. Sono io? Bacio male?

"No, è che ti devo dire una cosa molto importante."

Mi vuole lasciare?

"Ma non riguarda noi, cioè te lo dico così per sicurezza. In caso tu poi non voglia stare più con me. Lo capirò se mi lascerai."

Perfetto... È un vampiro! Lo sapevo io!

Appena apre bocca dalla porta entra un fascio di luce abbagliante che inizia ad allargarsi, e la mia vista, che si era abituata al buio non mi permette di vedere. Dopo che mi sono abituata, sento la voce brusca di William, il bidello.

"Hey ragazzi! Cosa diamine ci fate qui dentro?"

"Scusa signor William è che dovevamo prendere la scopa per pulire il vomito di una nostra compagna" la voce di Luke mi rassicura ma la scusa è penosa, anche se è sempre meglio di quanto sarei riuscita a fare io...

"Si come no! Raccontalo alla vice preside!"

Ci fa segno di alzarci e noi lo seguiamo nel corridoio, fino a una panca accanto a una porta di imponente legno scuro, sopra una targhetta dorata con scritto: vice preside Sig.ra Collins.

"Beh il mio lavoro qui è finito." E William se ne va.

...

Dopo cinque minuti buoni sto veramente progettando di scappare via quando una ragazza con un tailleur azzurro polvere, i capelli biondi raccolti in una crocchia perfetta apre la porta e ci dice di entrare. Impettita si va a sedere su una sedia accanto a una libreria alla mia destra. Ci fa segno di avanzare e di sederci su delle sedie imbottite davanti a una scrivania stracolma di cianfrusaglie in legno scuro, lo stesso della porta.

Dall'altra parte della scrivania una grossa poltrona molto alta, girata però dalla parte della grande vetrata difronte a noi.

Ci da le spalle.

"Signorina Smith, signorino Ross, cosa ci fate qui"

"Noi eravamo nello sgabuzzino delle scope" e quando lo dice, mi accorgo di quanto sia imbarazzante

"E posso saperne il perché"

Ragiona Rose ragiona...

"Perchè..." Inizia a dire Luke poi si gira verso me con aria di supplica e incertezza

"Allora Signora Vice Preside, le dirò la verità, anche se è spiacevole per me raccontarlo." La grande poltrona si gira su se stessa e si ferma proprio di fronte a noi.

Seduta su di essa c'è una signora robusta, un vestito rosa a fiorellini, i capelli marroni in una crocchia simile a quella della sua assistente. Le unghie smaltate di rosso e un ombretto azzurro sugli occhi. Me la aspettavo più intimoritrice...

Guardo Luke che sembra disperato, ma gli faccio un'occhiolino e lui sembra calmarsi. Sotto la scrivania si sta contorcendo le mani ansiosamente.

"Beh continua su!"

"Stavamo tornando in classe quando dei ragazzi molto grandi e grossi mi hanno minacciata, Luke è intervenuto in mio aiuto ma abbiamo fatto arrabbiare quei ragazzi. Hanno bloccato il corridoio dietro e avanti a noi e non ci lasciavano passare. Allora noi in qualche modo siamo scappati ma non sapevamo dove andare. Ci siamo rifugiati dentro lo sgabuzzino e avevamo paura di uscire e farci trovare. Aspettavamo la seconda ora per sicurezza, quando il corridoio si riempiva di alunni" tre, due, uno "tutta la verità, nient'altro che la verità professoressa!"

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