Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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24. Risolvo un problema

Nero. Il buio più assoluto. Sono accompagnata solo dall'angoscia. Niente. Solo io, e le mie più profonde paure e i miei più remoti timori.

A un certo punto cado a terra. No. Mi hanno spinto. Mi alzo ma di nuovo mi spingono a terra. Sono troppo esausta per riprovarci.

Alla mia destra inizia a crescere una luce, che diventa un focolare e poi una grande porta argentata dai riflessi azzurrini. Profuma di libertà, felicità. So che ci devo andare. Non so il perché ma devo assolutamente entrare in quella porta. È come se fosse questione di vita o di morte.

Alla mia sinistra allora sento arrivare dei passi, familiari. Già sentiti tante volte. Tanto desiderati. Sono i passi di mio padre. Saprei riconoscere il suono che fa quando cammina far mille. Mio padre mi viene in contro.

"Papà... Sei tu?" Sussurro timidamente

"Amore mio! Da quanto tempo che non ti vedo" è come se volesse abbracciarmi ma non si muove dal suo posto.

Faccio per alzarmi ma ho paura di essere di nuovo spinta a terra.

"Papà perché sei scappato via? Ci hai lasciate sole per parecchio tempo, ma noi non ti abbiamo scordato mai"

"Tesoro caro, tu certe cose non le puoi capire. Ti spiegherò a tempo debito. Adesso vieni da me. Basta solo che tu mi raggiunga e tutto si sistemerà."

'Ti ha già fatto male una volta Rose' dico fra me e me 'non ti fidare'

Ma è pur sempre mio padre...

'Non ti fidare Rose! Dobbiamo scappare'

Non posso alzarmi, mi butteranno giù.

'Alzati e corri Rose! Muoviti!'

Non posso!

'Puoi'

Cadrò, cadrò ancora.

E nel frattempo mio padre mi guarda turbato. Si starà chiedendo perché non corro da lui a abbracciarlo.

'Rose...' Mi sta martellando la testa 'Rose... ORA!'

A quel punto mi alzo e corro verso la porta. So di essere salva ma appena raggiungo la porta e sto per toccarla qualcosa mi trascina verso il basso. Una catena infernale, mi tira verso la realtà.

'Non voglio sapere! Non voglio sapere'

...

"Rose svegliati!" Harry è sopra di me è mi sta dando degli scossoni

"Eh? Cosa?"

"Hai fatto un'incubo. Solo un incubo"

"Cosa? Quale incubo?" Non ricordo nulla

"Urlavi 'Non voglio sapere!' Mi hai fatto spaventare"

"Io... Mi dispiace... Cioè..."

"Non ti scusare... Vieni facciamo colazione" mi dice Harry titubante

"Non ho fame"

"Tu cosa?"

"Non ho fame" dico, e suona strano sulle mie labbra "Lasciami sola per favore"

"Io non ti conosco" dice e se ne va. Poi torna indietro e mi bacia velocemente, quindi lascia la tenda definitivamente.

Appena esce lascio i pensieri sgorgare dalla mia mente.

Sto pensando di scrivere un diario. In cui scrivo i miei sogni e incubi, sarà segreto, sacro. Nessuno lo potrà toccare. Un giorno che andrò dallo psicologo mi sarà utile. Dirò: "Hey ciao! Sono una pazza. Tieni il mio diario dei sogni. Capisci cosa ho che non va e fammi uno squillo! Ciao!" Problema risolto.

...

Da sopra la tazza di caffellatte bollente spirali di vapori si intersecano e salgono fino a scomparire. Tengo ben salda la tazza che mi riscalda tutto il corpo. Harry sta tornando con due cornetti al cioccolato nella mano e una tazza di cioccolata calda nell'altra. Appoggia tutti sul tavolo, tira un morso al cornetto (sbrodolandosi una buona parte di cioccolato sulla maglia) e poi mi fissa. Sta cercando di capire cosa succede. È da molto che gli è entrata in testa la fissa di essere una chiaroveggente e di saper capire tutto con l'empatia spirituale o qualche altra diavoleria simile.

"Non cercare di penetrarmi nella mente" dico, ed è uno scherzo, ma sono piuttosto seria e non capisco se Harry lo abbia capito

"Non cerco di fare un bel nulla, amore mio" dice sorridente, santo cielo... È bellissimo "Allora, non ricordi proprio nulla del sogno"

Scuoto la testa e sorseggio il caffellatte che mi riscalda tutta, come una scarica di aria calda nelle vene

"Mmmmh, bene e allora ti sei sentita angosciata appena sveglia"

"Quante domande fai? Sto bene davvero!"

Mi guarda incerto, come per verificare se vale la pena lasciar perdere e poi ci rinuncia "Okay, stai bene... E allora?"

"E allora che?"

"Che facciamo oggi?"

"Andiamo in piscina, ti va?"

"Ma certo!"

"Okay, facciamo che andiamo nella tenda, prendiamo il costume e gli asciugamani e andiamo a fare un bagnetto"

"Ci sto!" Resta perplesso dieci secondi buoni "Una gara fino alla tenda!"

"Non ci pensare nemmeno io odio correr..." Nemmeno il tempo di finire la frase che mi prende per mano e mi tira via. Prendiamo a poco a poco velocità e alla fine mi lascio trasportare. Ormai stiamo correndo e per quanto io non ne sia capace mi piace. Mi piace sentire l'aria fra i capelli e la scarica di vita che ti da... Arriviamo alla tenda sfiniti e ci accasciamo a terra. Mi viene voglia di ridere. Una sensazione strana che mi arriva dal profondo. Non la fermo anzi la lascio uscire fuori con tutta la forza che ho. Rido. Rido di gusto. Una risata vera, sincera, di quelle che non faccio da molto.

Amo così tanto Harry. Lo amo tantissimo. Me ne sto accorgendo ora, in questo momento. Non posso vivere lontano da lui. È incredibile... Non lo so spiegare, mi verrebbe da urlare, quello che provo, ma spiegazione non c'è. Credetemi quando dico che la parola 'amore' non basta. È così grande che non si misura.

Forse non è chiaro.

Lo ripeto un'altra volta.

Amo Harry, cazzo!

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