Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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47. Prima volta

Capitolo 47

Amo Luke, lo amo tanto, e forse anche questo mi ha spinto ad accettare la proposta di Abbie. Le ho inviato un messaggio in cui le chiedevo se potevamo vederci allo Starbuck questo pomeriggio.

Ovviamente lei mi ha risposto di si, raccomandandomi di non far venire nessuno con me.

Ingenua! Non sarò un genio ma nemmeno così stupida da andare da sola, tenendo conto di quello che mi ha fatto in passato.

Oggi il cielo è cosparso di nuvole bianche e tira un vento freddo. Mi infilo una felpa bianca e metto le converse nere, pesco dei leggins dal cassetto e me li infilo con numerose manovre non esattamente normali. Metto anche la mia collanina portafortuna, che mi regaló Harry molto tempo fa "Sono pronta" annuncio dal piano di sopra.

"Andiamo!" Grida Luke di rimando.

Scendo di corsa le scale evitando con un balzo una caduta che poteva essere veramente disastrosa, devo prendere in considerazione l'idea di spostare la mia camera in salotto. Eviterei tante morti disastrose. E poi significherebbe essere più vicini alla cucina e questo è sempre un bene.

Luke mi prende la mano e questo mi infonde subito sicurezza "Bella la mia principessa" sussurra.

"Mai quanto il mio principe" rispondo ammiccando.

Alza gli occhi al cielo e usciamo da casa, io prendo lo skateboard e ci salto sopra, pedalando e prendendo velocità. Luke mi imita subito, inseguendomi a poca distanza.

Faccio uno scatto in avanti e evito per un pelo una macchina rossa e sento Luke ridere.

Lo Starbuck è vicino al centro, in una zona davvero molto affollata e quindi spero che Abbie non possa ferirmi fisicamente.

Ci fermiamo davanti alla caffetteria e faccio segno a Luke di aspettare fuori, io entro nel locale e vedo subito la ragazza mentre beve un milkshake. "Abbie!" La chiamo.

Alza lo sguardo dal suo smartphone e mi lancia un'occhiataccia. Se gli sguardi potessero uccidere!

Mi siedo di fronte a lei ma non mi degna di uno sguardo. Tossisco forte per attirare la sua attenzione.

"Stavo commentando un post su Facebook, scusa" il suo tono in falsetto mi fa venire la pelle d'oca "Comunque, siamo qui per parlare di Luke, giusto?"

'Ah non saprei, sei tu la psicopatica che perseguita il mio ragazzo, guarda un po' tu' vorrei dirle ma mi impongo di stare calma "Zoe mi ha detto che mi volevi parlare"

"Ah, quella. La ragazzina si chiama Zoe? Che buffo." Fa una risatina stridula.

"Si, strabiliate, arriviamo al punto?" Replico ironica.

"Sta calma. Volevo solo scusarmi con te"

"Cosa?"

Alza gli occhi al cielo mostrandomi le sue voluminose ciglia finte "Esatto. È stato orribile vederti a terra mentre sanguinavi da qualsiasi parte"

"Beh era ancora peggio dal mio punto di vista, che tu ci creda o no"

"Per questo sono qui. Mi dispiace che ti abbiano fatto del male, la violenza non è mai la soluzione" mi tende la mano riluttante "Pace?"

Sono troppo sbalordita anche per parlare "Stai scherzando?"

Mi guarda confusa "Perché scusa?"

"Perché ho passato ben quindici anni della mia vita nella paura perché tu facevi la bulletta con me e ora credi che con tre paroline forzate io possa perdonarti?"

Abbie scrolla le spalle "cos'altro potrei fare?"

"Non saprei... Ma so sicuramente perché lo stai facendo... Non vuoi che io sporga denuncia, vero!"

La guardo negli occhi e dalla sua espressione capisco di aver centrato il punto "Non vuoi che i tuoi genitori finiscano in prigione perché tu e la tua banda di coglioni mi hanno picchiato? E perché ci sono vari testimoni? È solo per questo, vero?"

"I miei genitori sono davvero molto importanti, e con molti soldi. Se chiudessi la bocca ti darei così tanti soldi da farti permettere un appartamento migliore. Dopo che è stato distrutto..." Mi lancia un'occhiata eloquente.

"E tu come lo sai?"

"So tutto, bionda, fidati"

I ricordi della mia casa distrutta, con le pareti pitturate di rosso piene di insulti ritornano a galla. "Se ho capito bene vuoi comprarmi..." Dico ed è più un affermazione che una domanda.

"Allora non c'è solo aria in quella testolina bionda." Mi sorride freddamente. "L'hai capito finalmente..."

"... E sono anche abbastanza sicura che tu stia facendo questo per Luke. Ora che ti ha detto che non stiamo più assieme non hai motivi di farmi del male."

Mi lancia una stilettata "Luke mi ama, si è dimenticato di te."

Le sorrido per fare buon viso a cattivo gioco "Lo so..."

"Allora li accetti questi soldi oppure no?"

Sulla via del ritorno il mondo sembra essersi zittito, come se aspettasse una spiegazione da me. Vado tanto veloce sullo skate e per poco non prendo in pieno una persona.

A poco a poco la città lascia spazio alla campagna e la strada asfaltata diventa un sentiero sassoso.

Sorrido a Luke che mi mette una mano sulla spalla e vicini raggiungiamo il giardino segreto.

È bellissimo come sempre.

Pieno fiori, uccellini che cinguettano e in lontananza sento il fiume che scorre lentamente.

Ci infialiamo nella barriera di rovi che mi scompiglia i capelli e restiamo un attimo fermi nella radura "Mi è mancato questo posto"dico in un sussurro.

Mi è mancato perché non so cosa nel mio cuore si sta raffreddando, come se avessi un pezzo di ghiaccio nel petto. Mi sento più fredda del solito e so benissimo che tutto questo è perché Harry è partito.

Mi manca il suo sorriso che aveva lo stesso effetto del sole, mentre quello di Luke è diverso.

Mi ricorda che posto orribile sia il mondo, e mi da la forza di combattere ogni giorno.

Però sono sicura che quando sarò ormai un pezzo di ghiaccio e proverò a fare un passo in qualsiasi direzione una crepa mi distruggerà in mille pezzi.

"Vieni, ti faccio vedere un posto" Luke mi prende la mano e mi trascina verso un grande albero.

È tutto illuminato da piccoli pallini luce e mentre il crepuscolo inizia ad arrivare centinaia di lucciole iniziano a ronzare intorno a me. Le stelle che iniziano a spuntare fanno la loro parte e tutto questo mi sembra perfetto.

"Rose" sussurra Harry, è il mio nome ma pronunciato da lui sembra tutt'altra cosa.

Mi avvicino piano a lui e appoggio dolcemente le labbra sulle sue. Le mie mani si fanno strada sulla sua schiena. Sussurro il suo nome e lui mi stringe di più. Appoggia le mani sui miei capelli e li pettina piano.

Tutto quello che c'è nella mia testa è stato cancellato e poi rimpiazzato dalla voce della persona che amo.

Luke si stacca poco da me e fissa i suoi occhi nei miei "Se non sei pronta possiamo rimandare" dice piano.

So già a cosa si riferisce, e sono davvero molto eccitata.

Ho quindici anni e mezzo, non l'ho mai fatto prima d'ora ma sento che è la cosa giusta da fare perché amo Luke e Luke ama me.

Annuisco e gli sfoggio un sorriso.

Vero che ha preparato davvero tutto. L'albero è cavo e dentro ci sono un paio di coperte, delle lanterne e dei cuscini.

Mi stendo su una di esse "Sei vergine?" Chiedo in un sussurro.

Luke scuote la testa e questo mi conforta, almeno lui saprà cosa fare...

"Sei sicura?" Chiede per l'ennesima volta.

"Si" rispondo sicura e il sorriso di Luke si allarga.

Mi si avvicina piano e mi bacia lasciando poco spazio all'immaginazione.

Lo sto facendo davvero.

Mai stata più sicura di qualcosa in vita mia.

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