Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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9. Non sono sola

I miei passi rimbombano nel corridoio ben distinti dal vociare generale, arrivano fino a miei pensieri mescolandosi a loro. Sto ancora pensando alla giornata di ieri con Luke, abbiamo pranzato insieme in un boschetto e nel pomeriggio siamo stati nel giardino segreto.

Svolto in direzione della classe del sig. Burton sempre pensierosa.

"Hey Rose, bello in tuo video!"

"Si, avevi un bel colorito rossastro eh?"

"Eri bellissima, una nuova moda del momento?"

Ecco, è così che va avanti da quando il video ha spopolato sul web, insulti e risolini.

Gli ignoro categoricamente e vado avanti con la testa china, provando a concentrarmi sulle cose belle della vita. Ne avrò qualcuna almeno? Mi pare che Harry e Luke siano le uniche...

Una mano mi tira dal braccio destro e mi mette al muro, io chiudo gli occhi e mi lascio scappare un gemito quando una mano delicata e profumata mi accarezza io viso.

"Hey Luke non sapevo che avessi una fidanzata"

È Luke, che bello! Quindi andiamo a scuola insieme! Apro gli occhi e vedo il tizo che ha parlato, un ragazzo dalla maglia rossa.

"Sta zitto Paul" rimanda Luke e poi torna a sorridermi "Hey"

"Hey"

"Ho visto il video"

"Anche tu..." È venuto per prendermi in giro? Si è dimenticato di tutto? Non che ci fosse qualcosa, probabilmente sono io che mi affeziono troppo velocemente. Sono sempre io. Sono io quella che sbaglia, sono io Rose. La ragazza dei pomodori.

"Trovo che il rosso ti stia bene addosso"

"Ah" non è venuto per prendermi in giro, è un passo in avanti nelle mie relazioni. Allora che è venuto a fare? "Lo penso anche io" ridacchiamo

Mi mette un braccio accanto al viso, l'altra mano intrecciata alla mia, io invece piano e leggermente gli metto una mano sulla schiena. Muscolosa, attraente...

La sua posizione incombe su di me, ma non in modo provocatorio, sopprimente, ma in modo dolce, protettivo.

"Allora andiamo nella stessa scuola" dice

"A quanto pare si..."

Driiin

"Ci vediamo dopo?" Mi dice con gli occhi da cane bastonato

"Certo!"

Mi da un bacio sulla guancia e se ne va sfiorandomi la mano.

Adesso penso che il mio viso sia più rosso di quando mi tirarono i pomodori, non c'è paragone...

...

La lezione di matematica è meno pesante del solito, soprattutto con Luke che mi ronza nella testa. La sua mano che sfiora la mia, il suo profumo di sale.

"Bene ragazzi vedete la X, bene questa è il prodotto...." Oggi l'accento del sig. Burton è più ridicola del solito e soffoco una risatina.

"Psssst.... Rose?" Mi fa Zoe, la ragazza simpatica dietro di me.

Mi giro e mi passa un bigliettino facendo l'occhiolino. "È da parte di Harry! Magari li ricevessi io al posto tuo i suoi biglietti"

Zoe è un mese più piccola di me, ha i capelli ricci e corti tendenti al rossiccio. Gli occhietti piccoli e corvini e il fisico tozzo. È carina ma popolare quanto me, forse anche di meno. Forse perché veste ancora con Hello Kitty. "Hey Zoe oggi ti va di uscire con me?"

Sembra stordita, come se non le avessi chiesto di uscire ma le avessi tirato un pugno ma poi si riprende "D'accordo Rose, ti chiamo io ok?"

Le sorrido e prendo il biglietto, scritto su carta riciclata gialla.

Lo apro e c'è scritto in calligrafia confusa: Rose che fine hai fatto ieri? Sono venuto a casa tua ma non ti ho trovata.

Accartoccio il bigliettino, che scusa uso?

...

L'IPhone vibra in tasca, lo tiro fuori e vedo la chiamata di Zoe, rispondo.

"Hey"

"Ciao Rose, non stavi scherzando prima... vero?"

Ridacchio "No, no ero seria"

"Allora vengo a casa tua?"

"Si ti aspetto"

"Ok ciao allora"

"Cià"

Mi rimetto il telefono in tasca e vado in cucina, prendo dei cereali e li ficco in bocca soffocando.

Nel ritorno verso il divano sbatto l'anca contro uno spigolo e impreco. I cereali mi cadono dalle mani sparpagliandosi a terra. Vorrei mia madre a a pulire adesso...

Ancora dolorante vado verso il divano e prima che mi possa sedere suona il campanello... Zoe...

Apro e saluto Zoe sorridendo poi ci incamminiamo parlottando fra noi. Le sono grata per non aver detto nulla sui cereali a terra.

Forse Zoe è la mia unica amica, se si può definire così, e siamo uscite solo una volta insieme, questa è la seconda. Lei mi ha invitata al suo compleanno, e oltre a me c'erano due vecchietti, una bimba odiosa, e un ragazzo che aveva la rabbia, e un problema di obesità.

Entusiasmante...

Persa nei miei pensieri quasi non mi accorgo che Zoe mi tira in un negozio profumato di caramelle, a svegliarmi è la miriade di vestiti che ci aspettano...

A fine giornata usciamo dall'ultimo negozio parlando fitte di Abbie e ridendo.

"Ci invidierà vedendo come saremo vestite domani a scuola"

"Già" ancora risate.

Io ho comprato un vestito lilla con corpetto a cuore, un altro bianco e la punta della gonna blu, delle collanine, venti orecchini, una felpa blu scuro, quattro paia di jeans, delle vans nere, cinque magliette, e con un rossetto rosso.

La magia dei saldi...

Ho trovato un'amica e ho riempito l'armadio!

Saluto Zoe e mi incammino verso casa, apro la porta e quando entro lascio cadere le borse a terra.

Nella mia casa è successo un casino, e io sono completamente esterrefatta.

Ho un problema e mamma non mi aiuterà, lei è all'estero per lavoro.

"Oh, merda!" Esclamo vedendo cosa c'è dentro la villetta num. 180.

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