Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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45. New life, new me

Come io sia riuscita la mattina dopo a risvegliarmi nel mio letto? Come, il giorno dopo, Word about us sia integro? Perché i ricordi della sfuriata di ieri siano sfocati e confusi? Resta un mistero.

Tutto ciò che so è che adesso sono una persona nuova. Tutto quello che vedo ha una sfumatura diversa da come ricordavo.

Vedo il sole che sembra solo una triste palla di ghiaccio, vedo i sorrisi della gente ma mi sembrano solo ghigni malefici, sento la musica e mi sembra solo un'unica nota ripetuta all'infinito.

Scendo le scale a due a due e sento la mamma che parla al telefono. È tutto un bisbiglio sommesso, come se avesse paura di farsi sentire da me.

"... è peggiorata tutta d'un colpo.... Proprio quello che temevo... Okay, d'accordo... A domani."

Chiude di scatto la telefonata e torna con passo svelto al bancone della cucina.

"Con chi stavi parlando mamma?" Le chiedo con noncuranza.

Vedo la mamma che scatta sull'attenti, tra il terrorizzato e il confuso.

"Oh... Con nessuno, tesoro." Mi sorride gentilmente e delle rughette ai lati degli occhi si accennano "comunque ben svegliata! Sai bene, vero che si torna a scuola oggi?"

Sbuffo impaziente e prendo del succo d'arancia dal frigo. "Si, lo so e non mi serve che tu me lo ricordi."

La mamma si mette a cucinare i pancakes, chiaramente sollevata dal fatto che io non faccia altre domande sull'argomento 'telefonata sospetta' ma la mia testa sta ancora analizzando le varie spiegazioni.

Finisco la colazione in fretta, torno in camera e mi metto una camicia a quadri bordeaux con dei pantaloni neri attillati e una collana con le borchie appuntite. Prendo le converse nere e me le infilo velocemente annodandole come meglio posso.

Torno in salotto e saluto la mamma, poi prendo lo skate e, con l'aria che mi scompiglia i capelli e mi fa venire le lacrime, agli occhi arrivo a scuola.

Subito scorgo Abbie con le sue amiche oche mentre flirta con un ragazzo e fin qui tutto nella norma.

Il delirio scoppia quando vedo che il ragazzo con cui sta flirtando è Luke. Il mio Luke!

Mi precipito nella loro direzione senza pensare alle lezioni della mattinata, maledicendo l'ora di biologia del signor Foster.

"Luke?" Chiedo sconvolta "Cosa state facendo?"

Abbie si gira verso di me e mi pare il diavolo sceso sulla terra, in camicetta rosa e minigonna di pelle "Sicuramente non sono cose che ti riguardano." Risponde torva.

"Oh, eccome se mi riguardano. Io e Luke stiamo assieme!"

"Davvero? Ne sei così certa?" Ribatte lei acida "Luke mi stava appunto dicendo di essere single!"

Le sue parole hanno lo stesso effetto di un secchio d'acqua ghiacciata in testa "Cosa?"

Guardo Luke senza più parole, troppo sbalordita per provare un qualsiasi sentimento. Poi, come un serpente che striscia nel mio petto, il dolore e la rabbia si impadroniscono di me senza farmi capire più nulla.

"Rose, ti posso spiegare.... Aspetta!" Le parole di Luke hanno l'effetto opposto. Mi volto verso l'ingresso della scuola e mi allontano sempre più velocemente, ignorando le urla di Luke e la risata di Abbie.

Ma poi a un tratto, come scatenata dalla risata stridula di quella stronza mi volto e le urlo in faccia "E comunque, Abbie, se vuoi fare la figura della puttana di periferia ti consiglio di abbinare le calze a rete e un top leopardato con quella gonna di finta pelle." E, regalandole la mia occhiata più cattiva, continuo "Un'altra cosa, fatti una cazzo di ceretta, Dio santo, altrimenti ti scambiano per transessuale!"

Con quest'ultima perla di saggezza me ne vado impettita, piena di un'euforia che per un folle secondo mi fa dimenticare di Luke.

Non scorderò mai lo sguardo offeso di Abbie, è uno di quei ricordi felici che ti migliorano la giornata.

...

Guardo il grande orologio dietro la cattedra del prof. Foster e calcolo mentalmente che sono passati 45minuti da quando io e Luke non stiamo più assieme. Se credevo che ormai nulla potesse più scalfirmi, mi sbagliavo, ci mancava solo questa.

Io davvero non capisco come sia possibile che la sfiga continui a perseguitarmi.

Dovrebbe fare a turno un po' per uno, in modo che sia equamente divisa, e invece no! Concentriamo tutte le furie dell'universo possibili e immaginabili in me!

Solo perché quando mi ero detta che non poteva andare peggio di così la intendevo come domanda retorica e non come sfida personale.

La lezione noiosissima sulle rane toro, un'argomento inutile che non mi servirà a nulla nella vita, è l'ideale al momento. Ho proprio bisogno di assimilare tutta la sfacciataggine di Luke.

Il subconscio continua a ricordarmi che non mi sarei dovuta fidare fin dall'inizio mentre una parte molto nascosta del mio cuore mi rassicura dicendomi che tutto si risolverà, che ci amiamo davvero eccetera eccetera.

Solo che adesso sono stufa. Mi sono ripromessa di cambiare, di non farmi scalfire più da nulla.

Non posso lasciare che il piccolo inconveniente di un grande amore appena finito mi lasci abbattere. Devo resistere, andare avanti. Pomiciare con tutti i ragazzi della mia scuola e dimostrare che ormai i sentimenti non fanno più parte di me.

Ora so che niente mi sconfig.... "Signorina Smith? Se non desidera prestare attenzione alla mia lezione è pregata di andarsene." ...gerà a parte il signor Foster.

"Mi scusi tanto. Ero distratta un attimo, presterò maggiore attenzione." Dico ignorando garbatamente gli sbuffi spazientiti del professore.

"Mmm... Come stavo dicendo l'apparato della rana-toro...."

"Pssst, Rose?" La vocina di Zoe mi chiama cercando di non farsi sentire dal professore.

"Mm-mm?" Mi sporgo in dietro per sentire quello che dice.

"Ho due notizie una buona e una cattiva... Troviamoci all'uscita della classe appena suona la campanella!"

"Okay"

...

Quando la campanella suona acchiappo Zoe per un braccio e la porto in un angolino del corridoio abbastanza isolato. Il suo faccino preoccupato, per quel che possibile, mi fa stare anche peggio.

"Allora dimmi, prima la buona notizia."

"La buona notizia è che ho parlato con Luke, e lui dice che non ha nessuna storia con Abbie" prima che faccia in tempo a chiedermi come faccia a sapere di loro due Zoe continua a parlare a raffica "e sembrava davvero dispiaciuto di quello che è successo."

Alzo gli occhi al cielo "Beh, al riguardo sono abbastanza scettica. Ora dimmi la cattiva notizia..."

"La cattiva è che Abbie ha un conto in sospeso con te, e dice che ti vuole parlare faccia a faccia per chiarire le cose."

"Cosa? Ma è impazzita?" Grido fregandomene del fatto che siamo a scuola "Deve dirmi grazie che non ho fatto il suo nome alla polizia per quello che mi hanno fatto! Cos'altro vuole da me?"

Zoe è terrorizzata "Io... Io non lo so... Peró quella lì mi fa davvero davvero paura."

"Non ho intenzione di farmi di nuovo picchiare da lei e dalla sua banda di idioti!"

"Beh ma non vuoi sapere che cosa vuole? Perché tanto mistero sulla storia con Luke?"

Faccio di no con la testa, ma so in fondo, ma molto in fondo che un po' di cuoriosità c'è l'ho.

"Allora d'accordo, mi aveva soltanto detto di riferirti questo..." Zoe mi guarda sospettosa "Ciao, Rose."

Posso solo sperare che tutto questo finisca preso.

E che la tentazione di accettare si faccia un bel po' di affari suoi.

Reprimo un'urlo di frustrazione a mi dirigo nell'aula della professoressa di matematica.

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