Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

10Likes
28Comments
17733Views
AA

52. Mi scuso

Non so se vi è mai capitato di svegliarvi in una sala d'ospedale, senza ricordarvi minimamente cosa è successo e sentirvi dire di aver fatto un 'brutto' incidente stradale.

È una di quelle sensazioni che ti fanno pensare 'siamo sicuri che la mia vita non sia un grande TV show? Dove sono le telecamere?'

Poi ti devi convincere che quella è la dannatissima realtà e che tu non puoi farci nulla.

E infine, nel momento in cui ti chiedi 'okay, alla fine è solo un minuscolo disastro, ci sono cose peggiori...' Ecco che il signor Poe decide di aprir bocca, lasciandomi dentro una scura ombra densa come fumo che vuole prendersi l'azzurro dei miei occhi e trasformarlo in un grigio tempesta, poco adatto alla mia età.

"Lui, Rose, non ce l'ha fatta" non ha avuto nemmeno il coraggio di guardarmi in faccia, ha semplicemente fatto il suo dovere. Comunicandomi che non solo non ero riuscita a morire per una volta, dovevo anche sopportare il senso di colpa per essere sopravvissuta.

'Lui non ce l'ha fatta' sento rimbombare queste parole nella mia testa.

Non ci credo per un secondo. Chi è 'lui', perché è importante? Com'è morto?

Poi tutto coincide. Non siamo le sole ferite, c'era un uomo nell'altra macchina.

E lui non ce l'ha fatta. Cosa non è riuscito a fare? Cosa?

Vorresti forse dire che è morto? Che il suo cuore non batte più e che non vedrà mai più la luce del sole?

È questo che vuoi comunicare con le tue tristi e sole parole grigie?

Perché non hai il coraggio di guardarmi negli occhi? Dimmi che è solo colpa della mia vita e che nella mia impotenza non posso fare altro che compatirmi e sembrare egocentrica.

Dovrei andare avanti, superare le disgrazie e risolvere ciò che c'è di sbagliato.

Dovrei dire scusa a quell'uomo che si è sacrificato per qualcosa che nemmeno aveva scelto.

Ma io non sono così. Io sono una di quelle che si abbatte per una minima cosa. Che si rialza nonostante tutto e che va avanti. Poi trova la felicità ma non va bene e allora il destino decide che bisogna cambiare le regole del gioco.

E davvero, perdonatemi se sono qui a piangere in un letto di ospedale. E scusatemi se non vado a trovare il copro senza vita di quel ragazzo senza nome.

E scusate se faccio errori, ogni giorno.

Scusate davvero se mi arrabbio perché il signor Poe non mi guarda negli occhi quando dovrebbe farlo.

D'accordo, mi arrendo.

Vorrei crollare, vorrei sentire la voce di Luke che dice che è tutto okay.

"Dov'è mia madre?" Con uno sforzo enorme riesco a tirare fuori queste due parole. Sono solo un sussurro ma ho come la sensazione che il dottore abbia capito benissimo.

"È nella stanza accanto, sta riposando adesso." A parlare è stata l'infermiera "ha subito danni meno gravi dei tuoi, si rimetterà in forma molto presto"

Sento come un palloncino di tensione sgonfiarsi, almeno lei sta bene.

"Non è tutto qui, tesoro" guardandomi preoccupata la donna mi prende la mano, posando il suo sguardo addolorato su di me. Perché continuò a sfidare il destino?

Non posso semplicemente dire a quella vocetta nella mia testa di tacere?

"Cosa è successo?" Sento la mia voce diversa, come se fossi diventata tutto ad un tratto Darth Vader.

"Lei ha..."L' Infermiera manda giù la saliva, chiudendo gli occhi e stringendo ancora di più la mia mano "Ha colpito la testa e ha perso la memoria. Non sappiamo ancora se è un'amnesia temporanea o meno, le cartelle cliniche sono molto confuse. Solo il tempo potrà darci una risposta"

Ed ecco che sento di cadere in un pozzo infinitamente profondo e buio, con un vuoto nello stomaco e l'aria che mi viene strappata dai polmoni.

Mia madre, la dolce donna che ha accompagnato la mia vita per lunghi quindici anni, ora non ricorderà nulla.

Mi guarderà ma non vedrà il sorriso che conosceva, non saprà che il venerdì è la serata della pizza e probabilmente non ricorderà perché mio padre non è con noi.

È lei quella che doveva stare bene, non io. Non posso sopportare di vedere strappate tutte le cose che mi davano certezza di esserci.

E di esserci fino alla fine.

"È tutto okay? Vuoi stare sola?" Annuisco lentamente mentre una lacrima calda mi riga la guancia.

Sento di avere una crisi di nervi, sento che è davvero troppo per me.

Sono giovane, sono debole. Non sono una guerriera e non so usare la spada.

Finisco solo col ferirmi.

"Scusami..." Sussurro pianissimo, forse l'ho solo pensato "scusami se non sono abbastanza"

Ed ecco che tocco il fondo. E la botta fa male, lo sento dentro.

Join MovellasFind out what all the buzz is about. Join now to start sharing your creativity and passion
Loading ...