Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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8. Io e Luke

Oggi è domenica, due giorni prima del mio compleanno, un giorno come tanti. Non so se con Luke mi devo vedere la mattina o il pomeriggio per cui lo chiamo al numero che mi ha detto.

"Ciao Luke, sono Rose"

"Hey Rose! Dimmi!"

"Hai degli impegni per questa mattina?"

"No sono libero"

"Che ne dici se ci vediamo"

"Perfetto! Vuoi andare al giardino oppure da qualche altra parte?"

"Conosci qualche posto segreto?"

"Si e so anche dove portarti! Ci vediamo fra mezz'ora alla piazzetta vicino scuola"

"D'accordo"

"Porta lo skate"

"Ovvio"

Sono emozionantissima, Luke in fatto di segreti ne sa qualcosa e non vedo l'ora di sapere dove mi porta. È una sorpresa, e credo che questa in particolare mi piacerà.

Salgo nel bagno e metto del mascara e la matita che mi risalta il colore degli occhi, e di sicuro non è per farmi piacere a Luke, assolutamente no!

Mi guardo allo specchio e non sono convinta, la maglietta che indosso è troppo monotona, credo che la cambierò con una con una croce nera su sfondo universo.

Finito con la maglietta mi acconcio i capelli in una crocchia, due ciuffi mi ricadono leggeri accanto alla faccia.

Molto meglio così.

Piacerò di sicuro a Luke, cioè... Volevo dire...

Scendo le scale di corsa, prendo lo zaino e lo skate e mi butto fuori dalla porta, mi do la spinta con il piede e aumento velocità.

Sarò pure leggermente, come dire... imbranata ma sullo skate sono perfettamente a mio agio, con l'aria che mi scompiglia i capelli.

Giro a destra, destra, sinistra, destra e arrivo alla piazzetta. Trovo Luke seduto sullo skate ad ascoltare la musica.

Mi avvicino da dietro e cauta gli tolgo un auricolare e poi sussurro "Hey Luke"

"Hey principessa!"

Mi ha chiamata principessa, che sulle sue labbra ha un suono così bello, dolce, armonioso.

"Adoro essere chiamata così" 'Almeno da te' penso fra me e me.

"Allora continuerò a farlo!"

"Meno male" dico facendolo ridere, poi mi unisco anche io "Beh allora, dove mi porti?"

"È un po' fuori portata, e anche più impressionante di sera, ma è bello anche di giorno"

"Ti seguo!"

"Andiamo"

Mi prende la mano e la stinge in modo che il suo calore si irradi nel mio corpo. Lentamente lascia la presa e lo imito prima di prendere la rincorsa sullo skate.

...

Dopo un decina di minuti che siamo sullo skate mi sento disorientata, come al solito in effetti e ho perso la strada, mi giro a guardare Luke e ricambia lo sguardo sorridente.

"Rose siamo arrivati, il prossimo tratto lo facciamo a piedi!"

Scendo dallo skate e lo prendo in mano, poi mi si avvicina Luke con in faccia un sorriso malizioso.

"Ti bendo"

"Così non mi perdo la sorpresa?"

"Esattamente" prende dalla tasca un nastro rosso e me lo lega in fronte, un profumo di sale mi inonda completamente, per poco non cado a terra. L'ultima cosa che vedo è una zona industriale e disabitata, piena di palazzi dalle finestre spaccate.

"Dammi lo skate, lo metto dietro un cespuglio"

"'key"

Mi prende lo skate e lo sento allontanarsi, poi torna da me e mi mette le mani sulle spalle, mi giuda dolcemente. Cerco di ricordarmi la strada, cosa che rinuncio a fare presto.

"Sei pronta, primcipessa?"

"Certo, principe"

Mi slega il nastro e resto meravigliata.

Davanti a me un parco giochi abbandonato che sembra prendere vita da un momento all'altro, la casa degli orrori, il labirinto degli specchi, la torre, e tante altre giostre che non distinguo.

Il parco è enorme, anzi immenso e pieno di colore, che sembra pulsare davanti ai miei occhi, mi sembra di esserci già stata...

Guardando a destra e a sinistra vedo la mascotte, un dinosauro con la maglietta e uno scivolo d'acqua.

"Beh?"

"È bellissimo Luke!"

"Vieni ti porto al mio rifugio"

Mi prende la mano e quasi correndo arriviamo davanti alla ruota panoramica, altissima. Mi scorta nella cabina e poi esce, va dentro la stazione di controllo e preme un pulsante, poi corre verso di me. La ruota fa dei rumori odiosi, scricchiolii, metallo che sbatte e infine silenzio.

La cabina inizia a salire, salire salire, fino al massimo consentito e si ferma traballando.

Per fortuna non ho paura della altezza!

"Ma allora funziona ancora!"

"Diciamo che ho trovato un modo per farla funzionare"

"Come fai ad essere così perfetto?"

"Sono pur sempre un principe!"

Mi abbraccia e nel frattempo mi passa una mano sul collo. Faccio lo stesso a lui ma sulla schiena e lo sento rabbrividire. Smetto subito.

"Rose per favore continua..."

Mi sento avvampare, ma lui lo dice con voce desiderosa e piacevole che continuo.

Sento i suoi muscoli sotto la maglietta che si contraggono, che irradiano calore e sono così a mio agio...

"Rose come fai ad essere così perfetta?"

"Sono sempre una principessa no?" Io ridacchio e lui mi slega la crocchia, poi ficca la faccia nei capelli.

La cabina inizia a scendere.

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