Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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32. Il mio incubo personale

Mentre sono sulla panchina a pensare a quanto sarebbe bello essere il robot Bender di Futurama, il mio mito in assoluto, mi squilla il telefono. Un brivido mi scende freddo come ghiaccio sulla schiena. So già che sarà Harry per le scuse che mi deve, ovvero cose del tipo 'non sapevo quel che facevo' 'io ti amo veramente' 'è stato uno sbaglio'.

Se pensa di convincermi con una scusa del genere giuro che gli mollo un ceffone appena ne ho l'occasione.

Ma potrò rimandare lo schiaffo sulla guancia perché a chiamare non è Harry. È Luke.

La mia mente vaga alla ricerca delle varie opzioni: mi sta chiamando perché è successo qualcosa di brutto, mi sta chiamando perché ha scoperto qualcosa che NON avrebbe dovuto scoprire, mi sta chiamando perché mi ama. Opto per la terza.

"Ciao principessa!"

"Ciao Luke"

"Com'è che non ti sei fatta sentire? Ci sono tanti bei ragazzi lì al campeggio?"

"Si, mi dispiace di non averti chiamato amore, ma davvero, non ne ho avuto il tempo"

'Ero troppo occupata a scoprire il mio ex (Harry) che limonava con un tizio.' Penso fra me e me

"Oh, d'accordo. Come dici tu..." Luke ridacchia "Dunque, principessa, come stai?"

"Oh, tutto bene. Il posto è magnifico, il sole splende e gli uccellini cinguettano. Praticamente sono in un film della Disney"

"Qui piove. Pff" Rido, di cuore. Ma non so perché. Da un lato sono felice di sentire la voce familiare della persona a cui tengo di più al mondo, dall'altro rido in modo isterico perchè nonostante qui splenda il sole, dentro me sta infuriando una tempesta che manco nei film della apocalisse.

"Tu, invece, come stai?" Dico con la voce più felice che riesco a fare

"Bene, la scuola fa schifo. Il gelato mi tiene su. Ma mi manchi. Tanto."

"Oh beh, per quello non ti preoccupare. Torno domani alle undici di sera."

"Finalmente! Appena arrivi ti porto nel nostro giardino segreto, sempre che non piova"

"E se piove?"

"Se piove... Maratona di film sotto le coperte!"

"Ci sto!"

Luke parla di un qualcosa ma io non lo sento. Nella mia testa arrivano parole sommesse e borbottate. Sono troppo occupata a guardare Harry che mi fissa con gli occhi rossi, poco lontano dalla panchina su cui sono seduta. Doll è a due metri da lui con i capelli arruffati e l'aria di qualcuno che ha pianto da poco.

A mala pena sento Luke che mi dice che sua madre è arrivata e deve attaccare. Gli rispondo ciao con un fil di voce e chiudo la chiamata.

Con il tono più autorevole che riesco a tirare fuori, circa in falsetto, dico "Non so perchè tu sia qui. Non necessito di scuse ne tantomeno di te. Harry, non voglio sentire quello che hai da dire. Ognuno ha i suoi gusti in fatto di amore. Tu non mi ami. E io non ti..." Non riesco a finire la frase, reprimo un singhiozzo "... Quindi se non ti dispiace..." Faccio per andarmene ma Harry con tre balzi mi raggiunge e mi blocca da una spalla.

"Cosa vuoi?" Esclamo con la voce rotta, e le lacrime agli occhi. "Non vedi che mi hai causato tutto il male possibile? Non ti basta? Vattene... Anzi, non ce ne sarà bisogno, me ne vado io" la voce ormai mi esce coperta dalle lacrime, nasale, ma più sincera e distrutta che mai.

"Chi era al telefono?"

"Ah, e fai anche il geloso? Ma vaffanculo"

"No Rose..." Si affretta a dire "Lasciami dire..."

"Taci!"

"Rose..."

"BASTA!" Urlo, con tutto fiato che ho. Urlo, come se a parlare non sia io ma il dolore, ormai una forma di vita vera e propria, che è esploso in me.

Corro via il più velocemente possibile ma Harry mi raggiunge in un attimo.

"Non ti lascio andare. Non più." Parla con voce roca "Ti amo. Ti ho promesso che sarei stato conto te, quando dormi, quando vivi. Sempre. Una promessa, è una promessa. Okay? E una promessa non mantenuta è come musica non ascoltata. È come pensare di poter respirare senza aria. Ti amo Rose. Ma adesso, fammi almeno dire che non potrei sopportare, nemmeno lontanamente l'idea di separarmi da te. Rose ti amo. Non sono la persona migliore del mondo, ma giuro, solennemente che voglio te. Ti voglio, ora, domani, sempre.

Resterai con me, Rose Smith? Non ti dirò perchè, come e cosa è successo con Kevin, non mi ascolteresti. Anche se ti dicessi cento, mille volte, che non era colpa mia. Non sei tipo da credere a queste cose, per quanto siano sincere, ma ti ho promesso che sarei stato il tuo incubo. Fammelo restare."

Senza darmi la possibilità di rispondere Harry mi bacia, lentamente. Una lacrima mi scende dulla guancia e scoppia sul mio labbro caldo.

In lontananza sento solo Doll che singhiozza. O forse sta ridendo. Non lo so, ma spero che sia la seconda opzione delle due.

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