Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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29. Il mio concetto di libertà

Non sono brava in matematica ma so che oggi è il terzo giorno di campeggio... Vuol dire che sono passati due giorni, e giuro che mai nella mia vita quarantott'ore sono passate così in fretta, nemmeno il tempo di battere le ciglia e poof, ti ritrovi a fare le valige per tornare a casa. O meglio, a rifare le valige, che è ancora peggio, perchè per tutto il viaggio di ritorno hai l'impressione che tu abbia dimenticato qualcosa. E dici fra te e te 'Sarà lo spazzolino? Mmmmh, forse è la maglietta? No, no, di sicuro l'asciugamano! Oh dannazione!'

"Hey buon giorno amore"

"Buon giorno Harry"

Mi stiracchio come un gatto.

"Rawr" ruggisco

"Kevin ti ha ancora ucciso?"

"No"

"Bene"

"È programmato per cena"

"E come lo sai?"

"A cena si è tutti più rabbiosi"

Ridiamo in silenzio.

Mi preparo velocemente e insieme ad Harry esco fuori dalla tenda. Gli alberi che ci circondano sono mossi dal vento lieve che soffia. Sento gli uccellini che cinguettano armoniosi e, forse, qualche volpe che corre lontano nel bosco recintato.

Non me lo sono mai chiesto, ma adesso mi viene un dubbio. Ogni volta che vediamo una recinzione pensiamo a come una parte del mondo sia delimitata, mentre noi sguazziamo nella nostra libertà. Anche allo zoo, oppure nelle aiuole dove fanno crescere gli ortaggi. Sono loro in gabbia. Noi siamo liberi. È un concetto facile. Ma non scontato come sembra...

E se in realtà fossimo noi ad essere in gabbia? Magari osservati a distanza da delle scimmie-scienziate che stanno testando come la razza umana reagisce nel suo habitat naturale.

Mi sento tanto delimitata in questo momento, come sempre, quando vedo una recinzione.

Non mi piacciono le recinzioni.

"Colazione" chiedo

"E colazione sia"

Ecco come rovino un momento fondamentale e filosofico sulle recinzioni con la colazioni.

Lo rovino, o lo miglioro?

...

"Hey ciao!" La voce di Doll pare molto più agghiacciante del solito

"Hey... Ciao!" Faccio

Kevin mi saluta con un cenno della mano, rabbrividisco.

"Oggi non mi importa di nulla. Andiamo in paese a fare shopping"

'Veramente vorrei stare con il mio ragazzo, drogata omicida!' Penso, ma non dico nulla. Mi esce solo un brontolio sommesso

Doll mi prende per il braccio e mi tira via mentre Kevin si mette a parlare con Harry.

Ormai sono delimitata dalle recinzione che Doll ha costruito per me, vorrei protestare ma sto zitta.

Sono molto arrabbiata.

Ma me ne farò una ragione.

Coverò vendetta nell'ombra. (Muhahahahaha)

"Il paese qui vicino è una meraviglia, ci sono un mucchio di negozzietti carinissimi, di scarpe, accessori, borse, e poi c'è un bar che fa delle crêpes da urlo, ti devo portare..."

Dopo la parola 'crêpes' non sento più nulla, solo il mio istinto animale che esce dalle mie parti più remote e esige di mangiare.

"Andiamo a piedi, tanto è qui vicino" mi fa Doll sorridendo

...

Il paese è davvero molto carino, pittoresco, e la giornata di sole tende a far sembrare tutto molto più magico. Io e Doll abbiamo fatto compere tutta la mattinata, per poi rifocillarci in un piccolo bar colorato difronte al mare.

Mentre trangugio la mia crêpe alla nutella ascolto Doll parlare del fastidioso brufolo che ha cercato in tutti modi di far scomparire.

"...Si ti giuro, correttore, miele, dentifricio, non se ne voleva proprio andare..."

E bla, bla, bla...

"...Alla fine sono andata da uno specialista, che mi ha proposto un cura per la mia pella grassa..."

Non sopporto le ragazze, non sopporto più nessuno, se sento ancora una sola persona parlare, vomito!...Spero anche io di non essere così insopportabile quando parlo, lo spero tanto.

Facendo finta di ascoltare, e annuendo ogni tanto, scorgo con la coda dell'occhio un ragazzo che mi guarda. Ricambio lo sguardo e lui mi fa l'occhiolino. Torno subito a guardare la mia crêpe, certa di essere arrossata.

Il ragazzo aveva i capelli rosso carota, il naso cosparso di lentiggini, tendente a piegarsi a sinistra, occhi verdi molto intensi, carnagione chiara. Ma la cosa migliore di tutte è che aveva un tatuaggio sul braccio, il simbolo di un teschio e un serpente. Il simbolo dei mangiamorte. Un Potterheads! Fantastico! Torno a guardarlo di soppiatto ma lui non mi sta guardando, al contrario sta leggendo un libro, dalla copertina nera e rigida, consunta e rovinata. Le pagine giallognole alla luce sono semi trasparenti, tutto in modo molto 'Mappa del tesoro'

A un certo punto chiude il libro di scatto, lo mette sottobraccio e si alza dalla sedia di metallo grigio su cui era seduto, si avvicina a me, e si siede al nostro tavolo.

Doll sorpresa, interrompe imbarazzata una conversazione sulla dermatite, e arrossa visibilmente.

"Ciao, ragazze" fa lui "Mi chiamo Jace, sono qui in vacanza"

"Ciao, sono Doll, lei è Rose"

"Emh, sì... Ciao, sì..." Farfuglio

Jace tende un dito verso di me è mi pulisce una parte sopra il labbro. "Eri sporca di nutella, Rose"

"Sì, mi succede spesso" ridiamo.

Dopo qualche minuto, scopro che Jace è un ragazzo eccezzionale, simpatico, divertente, e ha letto tutti i libri che mi piacciono. Inoltre è fidanzato, e sospetto che a Doll sia dispiaciuto. Parliamo del più e del meno, di argomenti molto più divertenti delle strane malattie che Doll ha dovuto sopportare. Scopro che abitiamo in due città molto vicine, e ci ripromettiamo che dopo le vacanze ci contatteremo per una maratona di Harry Potter. Facciamo amicizia, e ci scambiamo i numeri di telefono.

'Mi sono sempre piaciuti i rossi' dico fra me e me 'E pensare che il National Geographic dice che fra poco i capelli rossi si estingueranno'

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