Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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48. Il miglior disastro

Luke si sfila velocemente la maglietta e torna a baciarmi lentamente. Gli appoggio le mani sulla schiena calda e dato che ho sempre avuto le mani molto fredde lo sento rabbrividire.

"Hey, Elsa, attenzione, controlla i tuoi poteri o finirai con congelare Arendelle!" Scherza lui.

Si stacca da me e mi guarda negli occhi, facendomi perdere suoi fantastici occhi verdi.

Mi toglie piano la felpa e anche la canottiera "Sei così bella" sussurra e per un secondo forse ci ho anche creduto.

Gli sorrido triste e lui mi imita sfoggiando i suoi candidi denti. Mi passa una mano nei capelli, mettendomi un ciuffo dietro la testa.

"Rose, prima che ti unisca definitivamente a me, ho bisogno che tu sappia una cosa importante."

Il suo tono preoccupato mi fa un po' paura. Secondo me è un lupo mannaro. Deve essere decisamente questo...

"Dimmi, Luke, sai che nulla mi farà scappare via da te"

Chiude gli occhi come per trovare il coraggio "Questo è il motivo per cui ho trovato il giardino segreto. Scusa se te lo dico solo ora, ma è davvero difficile per me..."

"Sei un lupo mannaro?" Gli chiedo di impatto e mi vergogno subito di essere sbottata così. Devo smetterla di vedere Teen Wolf! Vedo che alle mie parole sorride, ma freddamente, come se stesse per dirmi qualcosa di veramente triste.

"Scusami non volevo scherzare in questo momento..." Sussurro in imbarazzo.

Luke alza gli occhi al cielo e si siede accanto a me, stringendomi la mano "Vedi, io..."

"Luke?" Una voce incredula di ragazza arriva da dietro di noi ma penso semplicemente di essermela immaginata perché nessuno, nessuno conosce questo posto. Tranne me e Luke ovviamente.

"Luke?" Chiama ancora e ci giriamo. Riconoscerei dappertutto quel trucco da dodicenne. Riconoscerei dappertutto quella gonna che non lascia nulla all'immaginazione ma soprattutto riconoscerei ovunque quella voce odiosa da colibrì.

"Cosa ci fai qui?" Facciamo in sincronia io e Luke.

"Tu non eri single?" Sbotta Abbie di rimando.

"Non è come..." Balbetto io coprendomi il petto con la felpa.

"Ti ho chiesto" la voce di Luke si fa dura "Cosa. Ci. Fai. Qui."

Abbie assottiglia gli occhi incredula "Vi ho visti assieme, fuori dallo Starbucks e vi ho seguiti. Ma eravate con gli skate e ci ho messo un po' a trovarvi..." Lo dice con una tranquillità tale, come se non fosse una stalker impazzita. "E comunque mi vuoi dire che succede? Anzi no, non me lo dite. Sono troppo sconvolta."

Scuoto la testa rassegnata. Capirà mai che a casa ho una bacchetta magica pronta per essere usata?

La ragazza alza le mani "Luke, non so cosa tutto questo possa significare ma ti prego di pensarci bene. E tu, Rose, guardati le spalle d'ora in poi..."

Detto questo fa dietrofront per poi zampettare via sui tacchi a spillo.

"Mi dispiace tanto" sussurro. "So creare solo problemi"

Luke mi guarda con tono di sfida "Non importa quanti problemi ci saranno nel nostro cammino, prometto che se siamo insieme tutto si risolverà"

"Siamo un disastro" ridacchio.

"Il migliore disastro che la terra abbia mai visto"

Luke afferra la mia felpa e me la infila dolcemente. Mentre mi alzo in piedi un po' impacciata lui si veste e si sistema i capelli con un gesto involontario che fanno tutti i ragazzi.

"È stata una vera stronza" annuncia.

"Già"

"Gliela facciamo pagare?"

Sorrido sarcasticamente "Mi dispiace molto, ma è davvero l'unica possibilità. Sappiamo tutti quanto io si vendicativa in fondo"

Il suo sorriso angelico mi fa sperare che in fondo può davvero avere ragione.

Magari tutti i problemi si possono risolvere, e se siamo assieme nulla potrà davvero farci cadere. E se anche succedesse io sarei pronta ad alzarmi e continuare ad avanzare.

Perché alla fine ne ho passate davvero tante. Eppure sono ancora qui.

Sono ancora viva, ho una casa dove vivere, una persona accanto che so ci sarà sempre e soprattutto un gatto che mi ruba la carne secca la mattina.

E se ho trovato una persona che mi fa sorridere come un imbecille quando leggo i suoi messaggi, forse, non può andare così male come è andata in passato, vero?

Che poi lo so che mi abituo poi è peggio.

Che la felicità inizia essendo la cura,

E finisce diventando la malattia.

"Rose, mi hai sentito?"

"No scusa, ero persa nei miei pensieri"

"Stavo dicendo, che sei bella quando sorridi. Dovesti farlo più spesso..."

"Cosa dici? Io sorrido sempre e rido come una matta per qualsiasi sciocchezza"

"Intendo i sorrisi veri. Quelli felici per davvero"

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