Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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19. I pezzi del puzzle non coincidono

Rannicchiata in un angolino ho ancora paura, non ho il coraggio di gemere ne di piangere ma non capisco il motivo. Non mi è chiaro e la testa mi ondeggia furiosamente.

Pausa. Non arrivano più pugni, ne calci. Non sento più il dolore.

Sono morta? No, impossibile, il dolore inizia di nuovo a farsi sentire ma non arrivano più schiaffi e cazzotti.

Apro gli occhi a fatica e vedo tutta la gente che sta scappando via perché due ragazzi li stanno picchiando. Sono Luke e Josh.

Sono venuti a salvarmi! Urlo più forte che posso e l'unica cosa che mi esce è un rantolio sommesso.

Quando i ragazzi sono scappati via tutti e rimaniamo solo noi tre delle braccia forti mi prendono e mi sollevano. Poi poco dopo mi adagiano in macchina.

Poi buio, sento solo delle voci ovattate.

Niente.

...

Apro gli occhi e penso di essere in una stanza di ospedale perché è tutto bianco e ci sono delle luci candide e accecanti.

Un momento, oh, oh no. Non è il paradiso vero? E invece mi sa di si perché un angelo mi si appena seduto accanto e baciato la fronte. Ah, no un attimo.... È Luke.

"Piccola principessa sei sveglia?"

"Mmmmh"

"Hai preso tante di quelle botte poverina, ma adesso dovresti stare meglio"

La mia vista inizia ad adattarsi e inizio a distinguere la stanza di casa mia. Sono nel mio letto e sulle mie gambe dorme Coffee

"Luke..."

Mi mette un dito sulle labbra per zittirmi "Non sprecare energie, ti porto qualcosina da mangiare"

Sto per rispondere con un grazie ma lui si è già dileguato. Poco dopo torna con un pezzo di torta al cioccolato e me ne innamoro subito, me la mette sulle ginocchia e io inizio a mangiare. Anzi, inizio ad ingozzarmi. Intanto Luke mi accarezza i capelli in modo gentile.

Appena finisco la torta metto il piatto a terra e chiudo gli occhi.

L'ultima cosa che sento è il bacio che Luke mi da sulla fronte.

...

Quando apro gli occhi sono intontita e mi sbrigherei prima a dire le parti del corpo che non mi fanno male. È mattina presto in base alla luce che penetra inclinata dalla finestra. Mi stiracchio e scendo dal letto. Mi pento subito di averlo fatto.

Le cambi mi cedono e cado a terra sulle ginocchia.

Dopo qualche tentativo riesco a tenermi in equilibrio e mi azzardo a fare qualche passo.

"Mamma" la voce mi esce rauca "Sono sveglia"

"Ciao amore" la porta si apre e vedo Luke, con delle occhiaie che fanno invidia a Dracula. "Sono stato fino alle quattro a guardarti dormire, non volevo andare via. Poi sono crollato dal sonno sul divano. Tua madre non c'è. Sa che cosa è successo."

"Luke non dovevi. Vedi come sei ridotto! Dai andiamo sul divano, che tu ti riposi e io faccio colazione" gli do un bacio e insieme scendiamo le scale.

Lui si dire sul divano e io in cucina, prendo i biscotti e raggiungo Luke. Ci stendiamo e dopo pochi minuti lui si addormenta e mi lascia a mangiare. È dolcissimo, mi ama tanto, e sono così tanto fortunata ad averlo con me.

Senza nemmeno accorgermene finisco la scatola dei biscotti e quando vado a buttarli la porta si apre e ne entra mamma. Sembra molto stanca.

Porta tre buste della spesa ma appena mi vede le lascia cadere e corre verso di me

"Oh Rose, come stai?" Mi da delle carezze e mi stringe, in un abbraccio leggermente troppo forte e mi scappa un gemito. Subito mi lascia andare "Ero andata a denunciare i ragazzi che ti hanno aggredito e sono passata in farmacia. Poi mi sono ricordata di dover fare la spesa e per fortuna c'era quel tipo, Luke... Giusto? Che stava con te. Sai è proprio un bel ragazzo lui! Per altro mi ha anche fatto i nomi degli aggressori, gli ha detti quasi tutti"

"Si lo so, è fantastico! Ma non c'era bisogno di sporgere denuncia. Il bullismo è comune, succede a tutti"

"Rose si invece che era necessario, ti hanno mal ridotta e per poco non ti rompevano qualcosa! O povera piccola..."

"Okay, come dici tu..." Spero davvero tanto che finiscano in prigione, tutti, e che soffrano. Tanto... Cioè, non intendevo dire che dovevano farsi del male, voglio dire che devono proprio morire agonizzati... "Ma mamma, il capeggio non si farà più adesso?"

"Che ne dici se ne riparliamo stasera? Ora va a riposarti di sopra, non ti sforzare troppo, e più tardi passerà a trovarti Harry."

Non voglio riposarmi, mi sento bene, non voglio stare nel letto a parlare da sola non voglio. È noioso. Ho passato mille notti in questa stanza e non ci voglio stare un secondo di più.

Voglio scappare, risolvere i miei problemi non avere preoccupazioni.

La vita è troppo breve per passarla a letto.

Ma la cosa più strana è che l'ho detto io...

Una volta mi dissero che mi dovevo accontentare. Risposi di si. Ero piccola.

Ma adesso non mi va più bene. Non mi accontento. Voglio fare di testa mia!

Sento di sotto la porta che sbatte. Dovrebbe essere mamma ma per sicurezza la chiamo. Nessuna risposta.

È uscita, come fa ogni giorno, non sto molto con lei. È una mamma assente, come mio papà. Non sono ancora abituata alla loro assenza.

O forse si. Non lo so.

Mi vesto e scendo le scale, Luke non è più sul divano e vedo l'ora. Su in camera sono stata a ragionare cosa fare della mia vita per un ora intera! Non mi sono accorta di quanto tempo sia passato.

Esco sulla strada e il cielo inizia a farsi grigio, le nuvole si fanno più scure e inizia a cadere una pioggerellina molto lieve. Quasi impercettibile.

Ogni goccia che viene a contatto con la mia pelle mi fa rabbrividire, di piacere, o di freddo, non lo so. Ho sempre amato la pioggia.

Prendo lo skate e mi avvio verso casa di Harry, ogni minimo movimento è un dolore acuto ma di per sé non è molto percettibile.

Arrivo a casa di Harry, quella nuova che non odora più di menta, e busso alla porta.

Toc, toc, toc, apre la sorella di Harry e mi sorride.

"Hey ciao! Ma che hai in faccia? Hai fatto a botte? Hai un livido sulla guancia e un taglio vicino all'occhio. "

"È successo un macello a scuola ma nulla di che"

Mi sorride poco convinta "Okay, se lo dici tu. Harry è in camera sua."

Entro ma lascio lo skate fuori e salgo le scale fino a casa di Harry. Da dentro viene una musica di Metallica o cose del genere e penso che se bussassi non mi sentirebbe, quindi entro direttamente nella camere.

"Ciao" sussurro. Niente. "Ciao" dico quasi urlando e la mia voce supera leggermente quella che viene dalla radio.

Harry si gira e sorride, si alza e spegne la musica. Viene da me e mi abbraccia.

"Hey ciao! Cosa hai fatto in faccia?"

"Mi è passato un procione infuriato sul naso! Non so come fare!"

"Rose..." Harry sembra preoccupato.

Sento le lacrime che stracolmano dagli occhi e ho paura a farle scendere, inizio a diventare rossa e la testa mi fa male. Mi siedo sul letto di Harry e inizio a singhiozzare.

"Stai male" dice 'che genio!' "Mi dici il perché"

"Nulla va come dovrebbe. Non va mai nulla come dovrebbe."

"Sei una guerriera, però. E non lo scordare"

La sua stanza odora ancora di menta.

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