Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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4. Ho un tempera matite nei jeans

I mesi filano via veloci, la mia vita continua da quattordicenne. Harry è partito con i genitori e la sorella in un posto che non ricordo il nome. Solo adesso che non c'è l'ho accanto capisco quanto sia importante per me e quanto mi manchi. Dannazione se mi manca.

I suoi abbracci, il suo sorriso le sue premure, mi manca lui.

Ogni giorno vado alla casa abbandonata, ci aggiungo qualche scritta e mi metto a leggere. Sto continuando anche Words about us, e sta venendo bene, molto bene, anche se non c'è molto spazio per scrivere...

Le ferite si sono rimarginate, la caviglia è tornata al suo posto e adesso posso di nuovo correre.

Mi è mancato anche quello, la libertà, non dico volare, ma quasi.

Sono una rondine a cui erano state rotte le ali.

Anzi, una rondine che come una imbranata è caduta.

Una rondine che non vola, ma che cade con stile.

La giornata di oggi a scuola è stata una tortura, altro che medioevo, è nel mio istituto, che si soffre davvero.

Una certa Abbie Holt mi ha fatto cadere i libri a terra e si è messa a ridere con le amiche. Ancora non ha scoperto cosa le ho fatto alla nuova borsa Chanel.

Harry diceva che non ero brava negli abbinamenti di colore, non sapeva quanto avesse ragione. La borsa di Abbie ne è la prova.

Mentre torno a casa mi fermo a un negozio di caramelle, ne faccio rifornimento ma non pago. Il tizio che ci lavora ha una cotta per me, e io ne approfitto.

Eccome se ne approfitto...

Filo via verso la mia casa e mi metto in bocca una gommosa azzurra.

Imbocco la strada della mia villetta e blocco lo skate davanti alla numero 143.

La casa di Abbie. Mi avvicino alla porta e inizio ad origliare.

"Mamma davvero non so come sia successo."

"Abbie la borsa mi è costata un patrimonio, ancora devo decidere cosa farò con te. Per iniziare non potrai andare alla festa del biondino, e nemmeno a quelle del mese a seguire"

"Ma maaammmaaa! Iiiiiiiich"

Soffoco una risata e mi allontano, prendendo velocità.

Arrivata a casa salto giù dallo skate ed entrò in casa. Mamma è in cucina e lava i piatti.

"Ciao Rose"

"Ciao ma'"

"Cosa hai fatto a scuola"

Cosa ho fatto a scuola. Ah, niente. Già proprio nulla. Un emerito cazzo. Mi sono annoiata e ho scarabocchiato il diario. Sono stata presa in giro. Mi hanno lanciato addosso una bombetta puzzolente e ho quasi preso una nota dal professore di non ricordo cosa, perché stavo ascoltando la musica in classe.

Già mi sono divertita molto, proprio tanto oggi.

"Niente di particolare, tutto bene comunque"

"Bene Rose, fai progressi! Se non puoi sconfiggere la scuola, accettala"

"Selodicitu..."

Salgo le scale di fretta e mi butto nel mio letto, scaravento lo zaino a terra e prendo l'IPhone dalla tasca, mi metto le cuffiette. Inizio ad ascoltare Demi Lovato e ficco la faccia nel cuscino.

È il momento per piangere. Con qualcosa che mi assorbe le lacrime.

Canzoni deprimenti e una decina di motivi per scoppiare in lacrime.

Adesso il momento per piangere, e adesso piango.

Toc toc toc

Mi sono addormentata e mi sveglio su un cuscino zuppo. A svegliarmi è stato un ticchettio che viene dalla finestra.

Ancora ticchettio, qualcuno mi sta lanciando dei sassolini alla finestra.

Mi alzo e la raggiungo e quando guardo giù vedo tre ragazze, Abbie e le sue amiche di turno. Una biondissima ossigenata e l'altra scura di pelle. Tutte e tre molto carine, una espressione indecifrabile in volto...

Sembra quasi che mi stiano chiamando.

No, no, impossibile.

Ma è così! Mi stanno facendo segno di scendere, e non so cosa fare.

Una parte del mio cervello è diffidente, com'è giusto che sia, mentre l'altra è curiosa. Voglio sapere che cosa mi vogliono dire, anche perché non sembrano arrabbiate, forse Abbie non sospetta che sia stata io a colorarle la borsa.

Ma allora perché è qui?

Scendo le scale e le raggiungo.

"Ciao Rose!" Mi dice Abbie con voce smorfiosa, finta. Col suo sorrisetto stampato in volto.

"Eeemh, ciao"

"Beh senti dato che da un po' in disparte, pensavo che potremmo conoscerci, che ne dici se andiamo a fare una passeggiata insieme!"

"Si, dai vieni con noi." Dice quella a destra.

"Infatti, ti divertirai" dice quella a sinistra.

Cosa? Ma si sono impazzite o che? "Si, d'accordo"

Spero che non si veda che ho pianto, lo spero davvero tanto.

Iniziamo a camminare e loro mi stanno parlando come se ci conoscessimo da anni. Anzi, come se fossimo amiche da anni.

Svoltiamo un vicolo e "Come è bella la tua maglietta Rose" "È bellissima" "Stupenda"

"Grazie" rispondo.

Arriviamo in una piazzetta dove ci sono la maggior parte dei ragazzi cool della mia scuola.

Perché? Annuisci e sorridi, Rose, annuisci e sorridi...

Le tre si fanno in disparte mentre il ragazzo carino della 3ªA mi prende a braccetto e mi fa.

"Veramente carinissima la tua maglietta, davvero!"

Poi mi lascia andare ridendo e si unisce al suo gruppo.

Sono in stato confusionale, tutti mi guardano mentre impugnano... Oh, mio, dio! Stanno impugnando dei pomodori.

Stanno lanciando dei pomodori.

E li stanno lanciando a me.

Me li stanno lanciando e c'è chi sta filmando il tutto.

Stanno filmando e io sono sporca di pomodori. Stanno filmando e io sembro una pasta al sugo. Stanno filmando e io corro via.

Corro via, e piango. Cerco di pulirmi dai pomodori ma peggioro la situazione e come se non bastasse inciampo due o tre volte su dei sassi.

Sono nella casa abbandonata e per mia felice scoperta ho un temperino nella tasca dei jeans.

So cosa farne, un uso completamente diverso dal temperare le matite.

Mentre mi sfracello il braccio i miei pensieri arrivano ad Harry. Lui oggi tornava da quel posto lontano. Chissà dove sarà oggi. Cosa starà facendo. Chissà se ora starà sorridendo.

Spero di si. In prenda alla tristezza inizio a cantare una canzone di dubbia lingua in modo stonato, diverso dal solito mentre continuo a far gocciolare il sangue.

Sento dei passi, e li ignoro, saranno nella mia mente e quindi insignificanti. Continuo a cantare e sento ancora i passi.

Solo che adesso sono veri. Li ho sentiti davvero, e mano a mano che si avvicinano li riconosco. Sono gli inconfondibili passi di Harry.

Lui è qui e non vorrà sapere cosa sto facendo.

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