Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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7. Harry

"Rose sono Harry, e mi volevo scusare con te... Ho esagerato"

"Harry non ti preoccupare non è successo nulla" ...No! Adesso ti senti in colpa e pensi a cosa hai fatto.

"Non è successo nulla? Ma cosa dici? Tu ti tagli e io te lo faccio fare? No. Non è così. Mi sono comportato da perfetto idiota, non sapevo quel che facevo, ero fuori di testa. Io mi sento in colpa per averti perso, per aver perso la cosa più importante della mia vita. Come si fa a vivere senza aria nei polmoni? Dimmelo. Rose sono stato duro con te, passavi un momentaccio e io non ti sono stato di alcun aiuto. Non so se mi perdonerai per come ti ho trattata. È solo che... Cioè io... Scusa.."

"Harry io non sono la cosa più importante che hai"

"Solo se io non lo sono per te non vuol dire che tu lo sia per me"

Chiudo la telefonata. Sono perplessa, cosa vuol dire che non è importante per me? Lui è importantissimo, io sono la sua principessa. Gli dimostro sempre che gli voglio bene.

Sempre.

Ma forse non è abbastanza. Forse chiudere le telefonate così non risolverà i miei problemi, anzi.

Meglio mangiarci su.

Poco dopo sono in camera mia, in mano del gelato rigorosamente al cioccolato, distesa sul letto a guardare la TV. Il programma scemo che stanno passando mi rilassa e il caldo delle coperte mi coccola. Ho bisogno di fare un bagno, ma il gelato implora di mangiarlo. Mangiami, mangiami, dice.

La doccia può aspettare...

Mi ingozzo di gelato fino a scoppiare, o meglio, fino a che la vaschetta non è vuota e poi mi alzo pigramente per raggiungere la doccia.

Mi svesto e poggio i vestiti nella cesta dei panni sporchi ed entrò nella doccia. Faccio scorrere l'acqua calda che mi rilassa, mi insapono con il bagnoschiuma alla rosa e con uno shampoo di colore rosso. Mi metto il balsamo e lascio che l'acqua mi massaggi il corpo e mi curi le ferite, esterne e morali. Non fa granché effetto ma è piacevole lo stesso.

Esco dalla doccia profumata e linda è indosso un accappatoio lilla morbido.

Tiro su i capelli biondi con un elastico e mi tampono il corpo con un panno, poi mi metto sul letto e mi ungo braccia e gambe con una crema profumata e ammorbidente e mi asciugo i capelli con il Phone.

Mi metto una maglietta nera con le borchie leggermente più lunga dietro e dei jeans attillati. Le solite converse rovinate e una collana con dei baffetti.

Mi annodo in capelli in una crocchia e mi metto un filo di mascara, come al solito. Indosso degli orecchini a teschio gialli fluo, fluorescenti.

E con tutta la pazienza del mondo metto lo smalto, giallo fluo anch'esso in modo accettabile.

Scendo in salotto saltellando, facendo una grande attenzione a non cadere e per mia fortuna fino all'ultimo gradino non cado in modo bizzarro.

Vado in salotto e puntualmente appena poggio il sedere sul divano suona il campanello.

'Calma Rose, calmati' penso 'alza le chiappe e apri la porta, senza troppo sforzo'

Arrivo alla porta e apro e con mia sorpresa vedo Harry.

"Ciao" mormora.

Non appena scandisce la parola lo travolgo con un abbraccio mozzafiato e lo bacio. Lo bacio nel nostro modo speciale e amichevole.

"Mi dispiace"

"Anche a me"

"E di cosa"

"Di averti chiuso il telefono in faccia"

"Ah, quindi non era caduta la linea..."

"No, non proprio."

"Posso entrare?"

"Sono sola in casa"

Entro insieme ad Harry nella mia casa e quasi mi scordo di cosa mi ha detto, per questo non sono arrabbiata con lui, ma con me, che non sono forte di carattere. Non lo sono per niente.

Ci sediamo sul divano e spengo la TV, lui si sdraia e poggia la testa sulle mie ginocchia, io gli passo le dita fra le dita e sulla guancia.

"Beh che hai in mente per il tuo compleanno?"

"Che?"

"Il tuo compleanno è fra tre giorni Rose"

Me ne sono completamente scordata. "Veramente non pensavo di fare nulla, al massimo passeremo una giornata insieme come le altre"

"Ognuno deve avere una festa speciale"

"Tranne me evidentemente, odio le feste di compleanno"

"Odi le feste normali di compleanno"

"In effetti" ha ragione, odio le torte tutte rosa, i regali che non si usano mai, gli amici che si scordano di te il giorno dopo. Anzi in realtà odio le feste degli altri, perché di mie non ne ho mai avute. L'anno scorso Harry era fuori città, e due anni fa aveva la bronchite, l'anno prima mi organizzò una sorpresa ma i regali di scuola la rovinarono completamente.

"Forse se per una volta provi, magari ti piace"

"Mbah, ah e non ti azzardare a farmi un regalo"

Harry non mi risponde e mi farà un regalo. Adoro i suoi regali, ma non adoro il fatto che li faccia a me.

"Rose ma tu me lo hai fatto il regalo"

"A bici rossa"

"Si, e ti ricordi che rottame avevo prima?"

"Si"

"Te lo faccio anche io il regalo"

Discorso chiuso. Dopo dieci minuti di silenzio abbasso la testa su quella di Harry e i nostri occhi si incontrano. Lo bacio e restiamo così sette secondi di calore e piacere.

Sette secondi di libertà e di pace.

Poi lui mi prende il viso fra le mani e mi passa le dita sulla guancia, poggio la testa sul bracciolo del divano e mi sdraio accanto a lui, lo abbraccio e dopo un po' mi si appanna la vista e mi addormento.

Al mio risveglio Harry non c'è più e mia madre è tornata, mi ha messo una copertina addosso. Fuori è già sera e devo aver dormito un sacco di tempo, non mi ero accorta di quanto ero stanca.

Così stanca da addormentarmi appena poggio la testa sul cuscino.

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