Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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55. Emily

Mi squadro allo specchio e guardo una ragazzina che cerca di sembrare grande.

Mi sistemo il vestito sui fianchi, cercando di eliminare le imperfezioni.

"Sei pronta?" Grida mia zia dal piano di sotto

"Arrivo!" Esclamo di rimando prendendo con un gesto veloce lo zaino e buttandolo sulle spalle.

Faccio un grattino a Coffee e gli do un bacino sul muso.

"Fai il bravo micio, torno subito"

Sorrido inconsciamente pensando alle avventure che sto per passare e mi sento tanto persa quanto Alice, tanto invisibile quando lo stregatto e tanto matta quanto il cappellaio.

Scendo le scale di corsa e saluto gli zii poi raggiungo Luke fuori dalla macchina.

Il cielo ormai scuro è completamente coperto dalle nuvole grigie. Metto un palmo rivolto verso l'alto e una goccia fredda si piazza al centro preciso della mano.

"Hey Rose, sei bellissima!" Luke mi da un bacio veloce sulla guancia e mi prende per mano "ti presento i miei amici"

Sorrido un po imbarazzata ma annuisco sicura "Certo"

Entriamo nella macchina, nei posti dietro.

Alla guida c'è un ragazzo dal viso stretto e incavato, con numerosi piercing sul labbro e sulle orecchie. Ha una camicia rossa e nera e dei jeans neri attillati. Mi sorride e sfoggia denti bianchissimi e brillanti.

"Ciao, io sono Noah, tu sei Rose vero?"

"Si piacere..." Gli stringo la mano e poi mi giro verso il posto del passeggero.

È occupato da una ragazza con i capelli blu e gli occhi neri e scurissimi.

Ha un volto spigoloso di una bellezza impressionante.

Punta il suo sguardo deciso su di me e subito desidero di scomparire nel sedile di eco pelle.

"Io sono Rose" sussurro debolmente.

"Piacere Rose, io sono Emily" ha una voce acuta e dura, da persona sicura di se che sa quello che vuole.

"Va bene, direi che si parte!" Esclama Noah facendo partire la macchina con un rombo.

"Non so come mi hai convinto a venire con voi al concerto, non ho nemmeno mai sentito questo gruppo!" Dico nell'orecchio di Luke mordendogli il labbro e sorridendo cosciente del fatto che non può vedermi.

"Perché non puoi dirmi di no, semplice" fa lui tutto serio "e poi perché la musica piace a tutti, e ti assicuro che questa band è davvero spettacolare"

Mi mordo il labbro stringendogli la mano a guardo fuori dal finestrino, osservando il mio riflesso nel finestrino.

...

Camminiamo su del terreno scosceso coperto in parte da dei sassolini bianchi che scricchiolano sotto i piedi.

In lontananza sentiamo già le urla dei ragazzi e vediamo le luci che puntano nel cielo.

"Il programma è questo" inizia a dire Noah "c'è questo mio amico che ci tiene i posti i prima fila quindi non dobbiamo romperci le palle ad aspettare in coda. Quindi propongo di andare a mangiare qualcosa e poi appena iniziano raggiungiamo Nicole e Ryan sotto il palco"

"Perfetto direi!"

Annuisco convinta cercando la mano di Luke. È sempre stato un problema per me relazionarmi con gli altri. Conoscersi, fare amicizie, creare rapporti.

Io preferisco un buon libro a una conversazione noiosa.

Preferisco la solitudine alla compagnia di qualcuno che non ha niente in comune con me.

Forse è proprio questo il motivo per cui sono sempre stata un po timida, riservata. Anche crescendo questo difetto non è scomparso, e ne sono felice. Sono felice di essere così, perché riesco a vedere oltre quello che gli altri non notano e riesco a parlare col silenzio.

Ci allontaniamo verso un chioschetto che vende street food mentre Luke e Noah iniziano a prendere le ordinazioni.

"Allora, Ross, da quanto conosci Luke?"

La voce di Emily mi provoca un brivido sulla nuca.

"Mi chiamo Rose, non Ross" le lancio un'occhiataccia ma lei sta guardando da un'altra parte.

Ha una strana aria distratta, guardarla è un piacere ipnotico. Sembra come osservare del fumo che ondeggia o una cascata d'acqua che non fa rumore.

"Si, giusto..." Prende una gomma da masticare dalla tasca e se la infila in bocca. "Ne vuoi?"

"No grazie" faccio un gesto veloce con la mano e lei alza le spalle, rimettendole nei jeans. Restiamo in silenzio ascoltando le persone intorno a noi che parlano e si divertono. Continuo ad osservarla, seguendo i suoi movimenti ritmici e rilassanti per poi sedermi accanto a lei.

Quasi senza accorgecene sincronizziamo i nostri respiri e i nostri movimenti.

Quando Luke e Noah tornano con i panini e le bibite sento una specie di legame invisibile spezzarsi. Emily si alza in piedi e inizia a parlare con Noah e mi sento svuotare da dentro.

Non saprei descrivere la sensazione che ho provato stando semplicemente in silenzio con Emily, ma c'era qualcosa in noi che mi rendeva consapevole di non essere sola. Emily ha un carattere enigmatico, misterioso, e quando la guardo sento una strana voglia di conoscerla.

Mi rendo conto di osservarla quasi in modo convulsivo troppo tardi e i suoi occhi neri come la pece incontrano i miei freddi come il ghiaccio. Mi sta sfidando in qualche modo, sta cercando una compagna che non abbia paura.

Mi sta chiedendo se sono abbastanza. Se ho ancora voglia di rischiare, se è davvero quella la mia decisione.

E forse non lo so se sarà stata la scelta giusta, ma decido di fare quel passetto in più e cadere nel vuoto.

Sento il suo sguardo perforarmi e poi la vedo sorridere.

Chi è questa ragazza? E perché è così difficile capire chi sia davvero?

Guardo la sua maglietta nera e per la prima volta mi accorgo della scritta bianca che è stampata sopra: 'sono veleno per alcuni, antidoto per gli altri'.

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