Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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53. Dolci vie d'uscita

"Hey, il mio piccolo fiore, come stai?" Luke mi tiene forte la mano, guardandomi con tanto amore.

Mi mordo il labbro alzando gli occhi al cielo "Si va avanti..."

Lui tiene lo sguardo fisso sui miei capelli e allunga una mano per accarezzarli.

"Vado a vivere con i miei zii, è l'unica cosa che posso fare... Nel frattempo mamma è sottoposta a delle cure specialistiche e resterà in ospedale ancora per un po'. La vedrò ogni giorno per fortuna, stare con me l'aiuterà a riacquistare la memoria"

Cala un silenzio necessario interrotto solo dal ticchettio della pioggia sulle finestre.

"Quando puoi uscire da qui?" Mi chiede con voce tremante, con gli occhi che luccicano.

"Domani, sto davvero bene. Fisicamente sono apposto..." La mia voce è un sussurro, come se volessi far trasparire il buio dentro di me.

"Stai davvero male, non è così?" Aggiunge Luke, chinandosi sopra di me.

"Come l'hai capito?" Dico ridacchiando e stringendo a mia volta la sua grande mano.

"Dal fatto che hai specificato 'fisicamente'". Luke mi bacia piano, premendo le sue labbra calde sulle mie. Sento il suo profumo che mi fa dimenticare tutto e mi sembra solo di essere in un mondo di caramelle ed arcobaleni.

"Ti porto al giardino, Rose, ti faccio sorridere di nuovo."

I nostri passi rimbombano nel silenzio. Intorno a noi solo alberi e tanta luce, luce che mi entra negli occhi e mi attraversa il corpo facendomi splendere di vita.

Non sono morta, deve essere un segno.

Luke tiene il suo braccio sulle mie spalle, tenendomi stretta a lui e guidandomi nella fitta vegetazione che ho imparato a riconoscere.

Superiamo l'albero con le nostre iniziali incise sopra e passiamo dentro la barriera di spine per ritrovarci nel giardino dei fiori.

È tutto come ricordavo. Piccoli puntini lilla tappezzano il prato, in lontananza il fiume scorre lento e qualche uccellino solitario zampetta nella radura.

L'albero maestoso è rimasto immutato come sempre e ai suoi piedi la roccia piatta dove di solito ci siedevamo io e Luke.

"Mi mancava questo posto" esclamo abbracciando il mio ragazzo e appoggiandomi al suo petto.

"Mi mancavi tu!" Ribatte lui per tutta risposta tirandomi fuori un sorriso.

Ci stendiamo sull'erba, con le teste vicine, a guardare le nuvole.

"A volte mi chiedo perché la cioccolata non schiavizzi il mondo" sussurro iniziando a pensare a quanto mi piacerebbe avere della cioccolata in questo momento.

"Ogni giorno vengono brutalmente uccise milioni di tavolette di cioccolata, per non parlare di quella fusa, oppure usata nei gelati! È un vero e proprio genocidio!"

Nella mia mente inizia già a formarsi un vero e proprio film in cui del soldati fatti di gustoso cioccolato marciano per ribadire i propri diritti e sterminare la razza umana. Solo una coraggiosa ragazzina e paladina riuscirà a riportare la pace fra i due popoli!

Non perdetevi il prossimo episodio!

"Rose mi hai sentito?" Luke mi riporta alla realtà facendomi dimenticare delle tavolette di cioccolato assassine.

Dovrei seriamente risolvere questo problema di attenzione.

"Scusa, ero distratta" sorrido inebetita ripetendo nella mia mente la colonna sonora delle scena finale "Dicevi?"

"In questi giorni ho pensato che mi piacerebbe scrivere un libro" sento la mano di Luke afferrare la mia "ho iniziato a scrivere la trama di una storia, poi ho scritto i primi capitoli e infine intere pagine. Questa cosa mi sta prendendo davvero molto e vorrei avere la tua opinione"

Mi alzo di scatto mettendomi a sedere "È fantastico! Devi assolutamente farmi leggere cosa hai scritto!"

Vedo Luke arrossire come un peperone e abbassare lo sguardo "È solo l'inizio, ma se ti fa piacere ti mando la bozza via e-mail..."

"Certo che mi fa piacere!" Grido lanciandomi letteralmente su di lui "Diventerai famoso, sarò la moglie dell'autore del libro più conosciuto del mondo e supereremo anche la Rowling e sarà lei a chiederci l'autografo!" Inizio a battere la mano come una bambina a cui hanno appena promesso un lecca lecca.

Salto in piedi e inizio a correre per tutto il giardino, facendo le piroette e saltellando un po' confusionariamente. Nemmeno mi accorgo di essere caduta che già mi rotolo nell'erba imbrattando i vestiti di marrone.

"Calmati!" Grida fra le risate Luke, raggiungendomi "Hai appena detto che diventerai mia moglie, non mi hai nemmeno preso in considerazione l'idea che io non ti voglia sposare"

Apro gli occhi, incredula di averlo detto veramente.

"Io ti sposerò" dico piano mettendo un ginocchio in avanti e facendo con uno stelo di margherita una specie di anello rudimentale. Non so se sto scherzando o meno, se il ricordo del sorriso stampato sulle mie labbra debba essere interpretato come semplice agitazione.

Mi sento più sicura che mai.

Sento che sia la scelta giusta.

Che questa affermazione mi renda migliore, più vicina alla felicità.

Luke mi guarda allibito portandosi le mani sulle guance.

A vedermi ora sembrerebbe davvero qualcosa di serio.

Non sto ridendo, tengo le braccia tese davanti al mio petto, fra le dita un anellino verde e umidiccio.

"Luke, vuoi sposarmi?" Sorrido molto cautamente con l'impressione di avere un uccellino impazzito al posto del petto.

Luke resta fermo, quasi incantato, quasi spaventato. Una lacrima lucida gli scorre sulla pelle abbronzata, per poi cadere fra i fiori.

"Vuoi sposarmi?" Chiedo ancora, allargando il sorriso.

Si avvicina piano a me, prendendo dalle mani l'anello verde e infilandolo al dito.

"Si, Rose, ti sposerò" con un sorriso triste lo vendo abbandonarsi a me. Le sue forti braccia mi stringono togliendomi la forza per fare qualsiasi cosa.

Senza un motivo ben preciso scoppio in lacrime, sorridendo sulla sua spalla.

"È una promessa, okay? Questa è una cazzo di minaccia, Luke" inizio a ridere come un'isterica, tenendo la faccia incollata nella sua spalla "Non ti libererai facilmente di me!"

"Sei pazza, pazza da legare" mormora lui che ha iniziato a tremare in modo incontrollabile.

'Aspetterò anni, decenni, ma ti sposerò, amore mio.' Dico fra me e me, ignorando il coltello piantato nella mia cassa toracica.

Cercando di dimenticare la risata di Harry che rimbomba nella mia testa.

Provando a scacciare l'odore di menta che inizio a sentire all'improvviso.

'Cosa sto facendo? Chi ho scelto di diventare?'

Sei solo una ragazza che non sa cos'è l'amore.

Che gioca con il fuoco.

Che finirà con il diventare cenere.

"Vuoi scappare con me, Luke?"

"Ho già trovato la mia dolce via d'uscita quando sono solo con te."

"Ti amo"

Lo sento singhiozzare, rompersi in mille schegge fra le mie braccia "lo so..."

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