Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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40. Cadremo.

Il paesaggio mi scorre davanti regalandomi solo pochi attimi di ogni albero, casa o lampioni della luce che attraversiamo. Non sono nemmeno dieci minuti che siamo in macchina e Harry si è già addormentato, le mamme chiacchierano sulle giornate passate insieme e io mi già sono annoiata. Non li sopporto i viaggi, per tanti motivi che non starò ad elencare, ma questo, in particolare mi dà sui nervi. La mia mente è tormentata al pensiero di Luke, da Harry che non vedrò più di persona per molto tempo e dalla scarsa utilità della batteria del mio iPhone. Ho una gran voglia di urlare, di scaricare la mia rabbia attraverso gesti, movimenti parole, ma non posso.

Sono confinata nell'esiguo spazio della macchina di mia madre e quindi mi limito a osservare il mondo che cambia ogni secondo.

Questa è esattamente la classica scena film in cui la protagonista guarda fuori dal finestrino, con una musica depressa di sottofondo. È il momento del film in cui tutto va male e ci si prepara alla svolta positiva per il finale.

È davvero un graaaan peccato che questo non sia un film, e io non sia la solita ragazza che ha il controllo e riesce ad aggiustare tutta la propria vita in pochi minuti. Un graaaan peccato.

Provo a chiudere gli occhi per addormentarmi, ma no, il continuo ronzare dell'auto, il chiacchiericcio di sottofondo e il lieve russare di Harry non mi permettono di dormire.

Oh che frustrazione!

"Oh-oh." Dice scoraggiata mia madre, con un tono alquanto preoccupato.

"Cosa succede?" Chiede la mamma di Harry.

"Benzina finita..." Iniziamo a rallentare, la macchina da un paio di sobbalzi e poi stop. Ci fermiamo in mezzo alla strada deserta, nell'aria un agre odore di fumo.

"Mamma!" Esplodo "Non ti è passato per la mente che, forse, avevamo bisogno della benzina per fare un viaggio?"

"ROSE! Non parlarmi così" mi rimprovera lei

La mamma di Harry, di cui non ricorderò mai il nome, mi lancia uno sguardo di avvertimento.

"Oh okay." Borbotto frustrata "Cosa pensavi di fare, di grazia?"

"Vado a cercare un benzinaio, un autogrill, o un passaggio di qualche tipo"

"Oh no, ti prego. Non posso aspettare qui senza fare nulla. Non ce la faccio a stare ferma con le mani in mano." Sbuffo come una locomotiva "Ci vado io a cercare qualcosa."

"Almeno fatti accompagnare da Harry!" Scuoto Harry per una spalla e gli sussurro delle parole dolci per farlo svegliare "Okay, hai almeno il telefono?"

Annuisco poco convinta e prendo Harry per una mano, scortandolo fuori dal veicolo. Faccio un cenno con la mano e mi avvio lungo la strada. Ai nostri lati la foresta incontaminata, all'orizzonte le montagne si stagliano turchine (non ho mai capito perchè) contro il cielo dalle sfumature blu intenso.

"Rose, che succede?" Mi ero scordata della totale incapacità mentale di Harry nel afferrare concetti appena sveglio.

"La macchina è a secco e abbiamo deciso di andare a cercare una mano." Rispondo brusca.

"Owh, okay." Harry fa una faccina confusa da panda e gli scocco un bacio sulla guancia.

Il silenzio sprofonda su di noi e per la prima volta da quando conosco Harry mi sento un po' in imbarazzo. Il fatto è che non abbiamo parlato molto dopo la chiamata di Cecily, forse perchè io ero troppo turbata o forse perché ad Harry non andava di infastidire la tigre affamata, che in questo caso sono io.

Lascio correre i pensieri e non so come mi vengono in mente Doll e Kevin.

"Un po' mi dispiace per loro, erano dei tipi a posto." Dico e mi accorgo troppo tardi ch Harry non può sapere a chi mi riferisco "Parlo di Doll e Kevin."

"Mm-mm"

"Povero Kevin! Ha passato tantissime cose orribili, e non lo biasimo se in un momento duro come quello che sta passando si sia... Invaghito della peso a sbagliata"

Harry è visibilmente in imbarazzo ma mi sembra un'argomento importante quindi insisto.

"L'amore è amore, in ogni modo. E lui forse cercava solo di rifugiarsi da qualcuno, e ha trovato te. Magari era anche fatto..."

"Si, ma non si fa e basta." Harry mi guarda e continua vedendo la mia espressione confusa "Sapeva benissimo quanto io ti amassi, e nonostante tutto..."

Lascia in sospeso la frase ma sappiamo tutti quello che voleva dire. E nonostante tutto mi ha baciato, anche se io non sono gay.

"Lo so, ma... Non so perchè mi sembra una cosa triste"

Silenzio.

Nessuno parla per molto tempo e rimugino su quanto le persone che hai intorno ti cambino, e cambino quello che sei veramente.

Kevin, ancora Kevin, se non fosse stato per tutto il male che aveva subito forse non ci avrebbe provato con il mio Harry. Forse non si farebbe di marijuana e forse non avrebbe fatto soffrire altri a sua volta.

È come il domino, uno subisce qualcosa e si sente in dovere di restituire la cortesia, che sia gentile o meno, a qualcuno accanto a se. Da dolore in dolore, da persona a persona. Alla fine si finisce tutti col cadere.

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