Lì dove i fiori non appassiscono

Una ragazza. Un giardino. Un ragazzo. Un amore che durerà all'infinito. Baci, parole, litigi. Una avventura entusiasmante che tratta un argomento romantico quanto contemporaneo. Una ragazza dal cuore di ghiaccio. Una ragazza diffidente. Una ragazza che non sa che il ghiaccio col tempo si scioglie.

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42. Biglietti, promesse e giuramenti.

Arriviamo a casa troppo presto, siamo parecchio in anticipo (dovevamo arrivare alle undici e sono solo le dieci meno cinque) e i genitori ci concedono un'altra serata assieme. Mentre andiamo alla casa abbandonata, io sullo skate e lui sulla bici rossa vedo quanto il mondo sia grigio e triste. Il cielo è coperto di nuvole, ma non sembra promettere pioggia, nell'aria c'è odore di lacrime e nebbia e non si sente nessun rumore. Nessuno che ride o che piange o che accende l'auto. Nessun bambino che gioca nei parchi, nessuna coppietta che amoreggia per strada, nessuna coppia di sposati che litiga per la spesa. Nulla.

È come se il mondo si fosse messo in lutto per la partenza di Harry.

Avevo promesso di avvisare Luke, ma prima delle undici non mi farò viva.

Ci fermiamo ed Harry mi prende la mano per tutto il tragitto. Vorrei parlargli, spiegare che resteremo in contatto, che la distanza è solo un piccolissimo problema da risolvere e che è tutto okay ma ho paura che parlando inizino a scendere le lacrime che hanno già iniziato a pungermi gli occhi.

E mentre nella testa ripeto amore mio ti amo, non partire ti prego, resta con me, le nuvole che non promettevano pioggia iniziano a scrosciare e un temporale infuria d'un colpo.

La casa sembra scossa dai tremiti come se seguisse il ritmo dei tuoni, oppure il ritmo del mio cuore che minaccia di saltarmi fuori dal petto.

Sempre avvinghiati ci lasciamo cadere su una parete, in silenzio. E non perché ci siamo detti tutto e non abbiamo più nulla da confidarci. Ho troppo da dire, devo ancora spiegargli quanto mi faccia felice se è con me, quanto sia perfetto nell'imperfezione e quanto abbiamo voglia di stringermi a lui e morire così.

"Ora è il momento." Dico in un sussurro, tenendo gli occhi incollati al pavimento troppo impaurita per guardare Harry.

"Il momento di cosa?"

"Ti leggo il biglietto?" Non c'è bisogno di specificare quale biglietto. Sa benissimo che mi riferisco a quello che ho scritto nel bosco.

Harry scuote la testa. "Tieni quel biglietto per te, è come se fosse una garanzia... Io devo tornare da te per leggere quel biglietto. Devo tornare per baciarti ancora. Devo tornare per stare ancora con te. Devo tornare. Nascondi quel biglietto, custodiscilo e sappi che è una promessa. La promessa che torno da te, prima o poi. Ci torno. E fanculo, fanculo tutto... Io ti abbraccerò ancora una volta, principessa. Te lo giuro."

Mi scuso per il mini capitolo ma volevo abbreviare il più possibile il distacco di Rose e Harry, per renderlo più verosimile alla realtà. Abbiamo i minuti contati, dopo tutto, e non voglio allungarmi all'infinito su qualcosa che è destinata a cessare. La fine è la parte più triste, ma, se c'è qualcosa che volevo trasmettere con questo racconto è che l'infinito è solo per gli imbecilli (per citare Alaska) e che è inevitabile la conclusione di ogni cosa.

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